Paolo Zampolli, inviato speciale per le partneship globali del presidente Usa Donald Trump, è tornato sulla possibilità di ripescaggio per la Nazionale Italiana di calcio per i prossimi Mondiali. “Che percentuale c’è per la partecipazione dell’Italia ai Mondiali? Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump” ha detto al microfono de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento.
Zampolli: “Chiesto ad Infantino possibilità di ripescaggio per l’Italia”
“Vedevo che l’Iran non era ancora confermato a causa della Guerra – aggiunge Zampolli -. Ho chiesto di una possibilità a Infantino di un ripescaggio dell’Italia. Inoltre i visti sono molto difficili da avere e non vogliamo persone che possono fare cose sbagliate. Se poi si mandano delle persone che non sono benvenute negli Stati Uniti d’America è meglio che non vengano. Con Trump non ho parlato direttamente ma non si è sbilanciato. I giocatori iraniani sono molto molto benvenuti, ma il segretario Rubio è stato chiaro sul fatto che non possono portare persone che non vanno bene agli Stati Uniti d’America. Se l’Iran non partecipa non so se siamo preparati per mettere qualcuno, ma tutto può succedere”.
Italia al posto dell’Iran ai Mondiali, la posizione di Donald Trump
Qualche giorno fa il presidente americano Trump aveva detto riguardo il possibile ripescaggio della Nazionale Italiana per i prossimi Mondiali le seguenti parole: “Non ci penso troppo… E’ una domanda interessante… Stanno pensando di rimpiazzare l’Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti”.
“Il problema non sarebbero gli atleti – aveva aggiunto il segretario di Stato Usa Rubio -. Sarebbero alcune delle altre persone che l’Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell’Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici”.
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