L’Italia fuori dai Mondiali di calcio ormai non fa più notizia. Il campo ha decretato l’esclusione degli Azzurri lo scorso 31 marzo in favore della Bosnia vittoriosa della finale del play-off ai rigori ma c’è chi non si arrende e chiede che la nazionale venga ripescata per la prossima edizione della kermesse iridata.
L’appello
Arriva così l’appello dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia, Paolo Zampolli che chiede così a Donald Trump e al numero uno della Fifa Gianni Infantino, il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 che si svolgeranno negli Usa, Messico e Canada tra poco più che un mese e mezzo, ossia dall’11 giugno fino al 19 luglio. Una kermesse lunghissima, la prima a 48 squadre.
“Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali”, dice al Financial Times. Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione” nel torneo al via, come detto, l’11 giugno.
La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
Le ipotesi sull’esclusione dell’Iran
Il quadro si definirà nelle prossime settimane. La Fifa avrebbe anche valutato l’idea di un super play-off intercontinentale a quattro squadre per individuare la nazionale destinata a sostituire l’Iran. Da Teheran arrivano messaggi contrastanti.
L’ultimo, in ordine di tempo, è stato firmato dal ministro dello Sport e della Gioventù del Paese Ahmad Donyamali: “Forse la decisione sarà di non partecipare al Mondiale, ma se andremo, dobbiamo essere pronti per una presenza forte. Ancora una volta, la decisione dipenderà dalle condizioni e sarà presa dal governo e probabilmente dal Consiglio di Sicurezza Nazionale”.
Christilin: “Abbastanza difficile partecipazione dell’Iran”
A commentare l’ipotesi ripescaggio per l’Italia è stata Evelina Christilin, ex componente aggiuntivo della Uefa nel consiglio Fifa: “Vedo abbastanza difficile la partecipazione dell’Iran al Mondiale. Il presidente della federcalcio iraniana ha detto che vogliono giocare, mentre il governo mi sembra molto più prudente. Manca un mese e mezzo all’inizio del Mondiale, veramente difficile immaginare la loro partecipazione, anche se io me lo auguro”, ha detto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. “È tutto nelle mani della Fifa: secondo il regolamento 6.7 il Consiglio Fifa può decidere”.
Il legame tra Infantino e Trump
Infantino e Trump sono legati da un rapporto estremamente solido. Il presidente della Fifa è una presenza abituale alla Casa Bianca, ha consegnato al presidente degli Stati Uniti il “premio Fifa per la pace” nella cerimonia del sorteggio dei Mondiali e ha trovato posto anche nella cerimonia che ha segnato il debutto del Board of Peace creato da Trump per Gaza.
Il numero 1 della Casa Bianca cita l’organizzazione dei Mondiali 2026 come uno dei risultati di maggior prestigio ottenuti, al pari delle Olimpiadi 2028 che saranno ospitate da Los Angeles. Il “soccer” sta guadagnando spazio nell’agenda sportiva del presidente, consapevole che la rassegna iridata costituirà un palcoscenico di primissimo piano.
La speranza di Infantino sulla partecipazione dell’Iran
Eppure qualche giorno fa, il presidente della Fifa Gianni Infantino, ha espresso chiaramente la speranza che l’Iran possa partecipare ai Mondiali.
“La nazionale iraniana verrà sicuramente – aveva detto Infantino – speriamo che per allora, ovviamente, la situazione si sia stabilizzata. Come ho detto, questo sarebbe sicuramente d’aiuto. Ma l’Iran deve venire. Certo, rappresentano il loro popolo. Si sono qualificati. I giocatori vogliono giocare”.
Il presidente della Fifa ha incontrato la nazionale iraniana ad Antalya, in Turchia, il mese scorso e ha raccontato: “Sono andato a vederli. Sono davvero una buona squadra. E vogliono davvero giocare e devono giocare. Lo sport dovrebbe rimanere fuori dalla politica”.
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