La bellezza dell’arte, un’arma per ripartenza e legalità - QdS

La bellezza dell’arte, un’arma per ripartenza e legalità

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La bellezza dell’arte, un’arma per ripartenza e legalità

martedì 22 Settembre 2020 - 00:00
La bellezza dell’arte, un’arma per ripartenza e legalità

Fiumara d’Arte e i musei che (ri)nascono: una speranza per il futuro

Il dodicesimo appuntamento con la Pagina Bellezza del Qds è dedicato all’arte e al suo fondamentale ruolo nella ripartenza e nella riqualificazione della Sicilia, specialmente nel contesto del complicato scenario post-epidemia che stiamo vivendo e che, inevitabilmente, ci pone davanti a nuove sfide.

Anche in Sicilia, con tanto impegno, la bellezza e l’impegno possono diventare armi fondamentali per vincere la battaglia contro l’illegalità. Ne è un esempio l’accordo fresco di firma tra i comuni della Valle dell’Halaesa e la Regione Sicilia per la valorizzazione del museo a cielo aperto “Fiumara d’Arte”. Firmato nei giorni scorsi alla presenza dell’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, del mecenate Antonio Presti e dei rappresentanti dei comuni di Mistretta (capofila), Castel di Lucio, Motta d’Affermo, Pettineo, Reitano e Tusa, l’accordo che sancisce la volontà di definire congiuntamente iniziative di valorizzazione della Fiumara d’Arte, a partire dal progetto di riqualificazione dell’intero percorso.

“È il primato della legalità – ha dichiarato Antonio Presti, presidente e promotore della Fiumara d’Arte – per il quale, dopo otto anni di fermo delle attività per fatti legati a infiltrazioni mafiose nella gestione degli appalti relativi alle opere di riqualificazione della Fiumara d’Arte, dobbiamo ringraziare l’assessore dei Beni Culturali e la struttura dipartimentale tutta, per l’impegno assunto nel voler valorizzare uno spazio culturalmente ricco dove patrimonio storico culturale e arte contemporanea si fondono in un tripudio di bellezza. Io che mi sono sempre speso in azioni concrete contro la mafia, non posso che plaudire soddisfatto alla ripresa di un progetto di valorizzazione che tuteli e consegni al futuro la ‘Fiumara’ e le sue opere, le mie creature”.

“Oggi – ha continuato Presti – ha perso l’illegalità e la mafia in un territorio che la natura ha destinato alla bellezza e non agli avvoltoi e agli sciacalli, che invece vanno a speculare anche sul restauro di opere costruite per dare dignità e lustro al nostro paese. Mi è dispiaciuto per la comunità di Mistretta che ha visto lo scioglimento del Comune per mafia, questa non è bellezza. Ma io voglio rispondere alla comunità con tutto il mio cuore sulla realizzazione di opere da donare ai giovani di Mistretta. Qui nel territorio della Valle dell’Halaesa ha vinto la storia e il futuro di questa storia. Invito i giovani a prenderne coscienza e a non abbandonare questo territorio”.

Un primo atto dell’accordo è la gestione di un finanziamento sulla programmazione “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione” per la realizzazione del progetto di “Valorizzazione del patrimonio nebroideo contemporaneo – Fiumara d’Arte”, intervento che si inserisce in un vasto programma di valorizzazione del territorio siciliano che l’Assessorato sta portando avanti e che ha lo scopo di rilanciare il turismo nella Valle dell’Haelesa che riunisce i Comuni di Tusa, Pettineo, Castel di Lucio, Reitano, Santo Stefano di Camastra e Mistretta.

“La sottoscrizione dell’accordo odierno nella sede istituzionale dell’assessorato regionale, dopo un lungo periodo di stasi caratterizzato da indagini per infiltrazioni mafiose al comune capofila – ha aggiunto Alberto Samonà, assessore dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana – manifesta la volontà del Governo regionale di sostenere le comunità locali e le istituzioni coinvolte nel progetto di riqualificazione dell’area interessata in una ripartenza ispirata alla legalità”.

Per garantire il futuro di Fiumara d’Arte – ha concluso Antonio Presti – spero di coniugare una Fondazione insieme alla Regione Sicilia. Mi auguro di incontrare presto il presidente delle Regione Sicilia, Nello Musumeci e l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità Siciliana, Alberto Samonà, per la stipulazione dell’atto costitutivo della Fondazione”.

A Corleone si rinnova il Cidma, centro di documentazione sulle mafie
Si rinnoverà presto a Corleone, in senso multimediale, il Cidma, centro di documentazione sulle mafie e sul movimento antimafia, grazie a un progetto che si è classificato primo nella graduatoria del Gal Terre normanne.

Il bando rientrava nel Programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione siciliana 2014-2020, prevedeva la presentazione di progetti finalizzati alla promozione e alla valorizzazione del turismo sostenibile. Il Cidma ha puntato sull’innovazione tecnologica. Il finanziamento ammonta a 90 mila euro. Il Centro è stato inaugurato il 12 dicembre 2000 alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

I nuovi allestimenti museali si affiancheranno a ciò che già esiste: dall’esposizione dei faldoni del “maxi processo” alla mostra permanente delle fotografie di Letizia Battaglia.

Il progetto è stato redatto dall’architetto Antonella Piazza con la collaborazione di Lino Mesi. “Essere primi in graduatoria ci riempie di soddisfazione – ha affermato l’assessore per il Turismo Walter Rà -. Il finanziamento ci consentirà di rinnovare il principale polo attrattivo turistico di Corleone in versione 2.0”.

A Catania la Casa del mutilato diventerà una sede museale

La monumentale Casa del Mutilato di Catania passerà al patrimonio immobiliare della Regione Siciliana e diventerà una sede museale. Lo ha deciso il governo Musumeci, che farà valere il diritto di prelazione sull’immobile di interesse storico con l’obiettivo di trasformarlo in spazio culturale.

“Si tratta – ha commentato il presidente Musumeci – di un edificio unico nel suo genere che sintetizza gli elementi fondamentali dell’architettura degli anni Trenta e che contiene importanti contributi artistici. Con la sua acquisizione diamo l’avvio al progetto per la realizzazione di uno spazio che farà rivivere a nuova vita, dopo anni di abbandono, questo gioiello nel centro etneo”. Realizzato nel 1939 su progetto dell’architetto Ercole Fischietti, l’edificio caratterizza, insieme al Palazzo delle Finanze e al Teatro Massimo, l’impianto scenografico di piazza Vincenzo Bellini. All’interno il grande salone monumentale delle assemblee al piano terra e le 21 stanze del primo piano sono affrescate da Roberto Rimini e arredate con elementi dell’ Art Decò. La facciata è decorata da sculture di Salvatore Juvara, Giuseppe D’Angelo e Salvo Giordano.

“È importante – ha aggiunto l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – l’avere acquistato un bene di grande valore storico, culturale e artistico a lungo tristemente abbandonato che oggi, dopo l’acquisizione da parte della Regione, si aprirà ad un nuovo futuro. La Casa del Mutilato, infatti, sarà destinata a sede museale, un prezioso tassello nella costruzione del grande polo culturale che interesserà il capoluogo etneo”.

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