La Mafia dell’olio non c’è più - QdS

La Mafia dell’olio non c’è più

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La Mafia dell’olio non c’è più

Giovanni Pizzo  |
mercoledì 18 Gennaio 2023 - 07:59

L'olio era forse tra i tanti business di Matteo Messina Denaro? Commento a due notizie emerse dopo l'arresto e quasi passate "inosservate".

Questa è una chiave di lettura parziale, frutto delle mie esperienze professionali sul territorio, per cui assolutamente limitata e i business di Messina Denaro erano tanti e a tanto valore aggiunto.

Ma due piccole cose mi hanno colpito nelle notizie del clamoroso e superlativo arresto di ieri. Certo uno che non si vuole fare trovare si cura all’estero e non si fa i selfie con le amiche di chemio, ma questa è un’altra storia. Le informazioni che mi hanno colpito sono due. La prima è che regalava olio a medici e pazienti, la seconda è che il fiancheggiatore di Campobello di Mazara era un commerciante di olive. Olio, storia greca per il territorio di Selinunte, storia antica e attuale per una terra, il Belice, che è potenzialmente la capitale dell’olio in Italia, ma che ne produce pochissimo in proporzione.

E qua la storia si intreccia con una mia recente esperienza. Per Santa Lucia, dopo una breve gestazione, un gruppo di agricoltori fanno nascere una cooperativa per produrre olio di nocellara del Belice. C’erano già molte chat di produttori, stanchi di sopraffazioni sul commercio delle olive da mensa, comprate a prezzo basso, pochi centesimi, che schiaccia i produttori, tenendoli sotto una catena dove il valore aggiunto, l’olio in parte ricavato, magari mischiato a olive di tracciamento indefinito, finisce sui banconi dei supermercati del nord a venti euro a bottiglia.

Questi agricoltori si sono voluti sottrarre ai grossisti delle olive, tra i quali Luppino arrestato ieri, e si sono messi in proprio per produrre il loro olio. Si chiamerà Bel’Olio, l’olio del Belice, un olio la cui bellezza, insita in quelle terre martoriate dal terremoto, sia un olio buono che sappia di riscatto. Solo la moneta buona scaccia quella cattiva, dicono gli economisti, e loro a Dicembre ci hanno provato e ci sono riusciti. Qualche anno fa un gesto comunitario del genere non sarebbe riuscito, oggi sì: il tempo di Messina Denaro, quello della sopraffazione, era al termine. Per un terra dove chiunque ha degli olivi questa filiera era fondamentale, non tanto per i margini, ma per il controllo del territorio. Comandare è meglio che “futtere” per i siciliani, figurati per i capo mafia.

La nascita della cooperativa, le dinamiche associative di onesti imprenditori del Belice è l’unica strada per un rinascita di una valle che ha subito il danno di avere uno Zio invadente e pervasivo. Il suo tempo era finito, il controllo delle persone gli stava scappando di mano, il suo corpo era arrivato. Per questo è finita l’epopea dell’ultimo Padrino.

Così è se vi pare.

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