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Dagli applausi a Cefalù a Lampedusa, quel filo tra la Sicilia e le lotte di Emma Bonino

Dagli applausi a Cefalù a Lampedusa, quel filo tra la Sicilia e le lotte di Emma Bonino
Emma Bonino – Imagoeconomica, foto di Andrea Panegrossi

Migranti, Stato di diritto, fine vita: le battaglie di Emma Bonino e il ricordo dell’Isola

“Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera“. Così voleva ricordarsi Emma Bonino, storica leader del Partito Radicale morta all’età di 78 anni dopo decenni di lotte politiche e sociali che hanno segnato la storia italiana e internazionale. Una donna che ha lasciato il segno da nord a sud e che aveva un profondo legame e una storia anche con la Sicilia.

Emma Bonino e il legame con la Sicilia

Nata nel 1948, Bonino inizia la sua attività politica già negli anni Settanta militando tra le fila del Partito Radicale. Negli anni diventerà figura di spicco anche dei Radicali Italiani e del partito +Europa, di orientamento spiccatamente filoeuropeo e liberale. Nel 1987 un primo importante legame dell’esponente politica con la Sicilia, che viene eletta alla Camera per il Partito Radicale nella circoscrizione Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna ottenendo 7.054 preferenze. Al tempo non è un nome sconosciuto il suo: a Cefalù, nel 1976, con i suoi 28 anni e la sua laurea alla Bocconi, Bonino prende parte a un comizio elettorale e fa la storia. Le capolista del Partito Radicale sono tutte donne, cosa abbastanza insolita per l’epoca, e tra i nomi c’era anche il suo. L’allora 28enne tiene un discorso in piazza, poi improvvisamente tutte le donne si affacciano per applaudire. Un momento che ha segnato la storia politica di Emma Bonino e che l’attivista ha continuato a raccontare più volte negli anni.

Le battaglie storiche

Nel corso della sua lunga carriera politica, Emma Bonino ha portato avanti una lunga serie di battaglie che spaziano dal diritto all’aborto alla tutela dello Stato di diritto. Tante di quelle battaglie hanno riguardato argomenti centrali per la Sicilia, come quella a tutela dei diritti dei migranti. Dietro l’operazione Mare Nostrum – missione militare e umanitaria figlia della strage di Lampedusa del 2013, nata con l’obiettivo primario di salvare vite in mare e contrastare il traffico illecito di esseri umani – c’è anche il suo nome. Al tempo, infatti, Emma Bonino era a capo del Ministero degli Esteri. Nella gestione del fenomeno migratorio, la posizione di Emma Bonino è sempre stata chiara: no alla politica fatta solo di respingimenti. Sul tema delle migrazioni Bonino è tornata spesso, promuovendo per esempio la campagna “Ero straniero” e promuovendo un’azione coordinata nell’ambito di uno “Stato europeo”.

Il nome di Emma Bonino è legato anche a un’altra battaglia, quella per una legge sul fine vita. Assieme a Marco Pannella, l’impegno per avere una normativa definitiva e nazionale è stato pluriennale, anche se di fatto il vulnus legislativo rimane ancora oggi.

Il ricordo dell’Isola

Con la morte di Emma Bonino finisce un pezzo di storia politica del Paese. Del suo impegno si parla da nord a sud: chi ha lottato al suo fianco per i diritti ne ricorda la tenacia, chi non condivide le sue posizione ne esalta comunque la capacità di stimolare un dibattito produttivo e ne riconosce lo spessore umano, politico e morale.

Tra gli esponenti politici siciliani che hanno voluto ricordare la leader dei Radicali c’è Ignazio La Russa, presidente del Senato: “Apprendo con sincero dispiacere della scomparsa di Emma Bonino, già vicepresidente del Senato, ministro degli Esteri nel governo Letta, ministro per il Commercio internazionale nel governo Prodi II, deputata, senatrice e Commissaria europea. Di lei ricordo le numerose battaglie portate avanti con forza e tenacia e che hanno segnato sempre il suo lungo impegno pubblico. Ai suoi familiari, ai suoi cari e alla sua comunità politica giungano le mie più sincere condoglianze e quelle del Senato della Repubblica”, scrive sui social.

Anche Gianfranco Miccichè, ex presidente dell’Ars, ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di quella che ritiene “una delle figure più autorevoli, libere e coraggiose della politica italiana”. “Abbiamo avuto appartenenze politiche diverse, ma ho condiviso con lei molte battaglie, soprattutto quelle sui diritti e sulle libertà individuali. Temi sui quali ho sempre creduto che la politica dovesse avere il coraggio di andare oltre gli schieramenti e le appartenenze. Emma ha combattuto per tutta la vita per ciò in cui credeva, con determinazione, coerenza e una straordinaria indipendenza di pensiero. La politica italiana perde una protagonista vera e io saluto con grande rispetto e sincero affetto una donna con la quale mi sono ritrovato tante volte dalla stessa parte nelle battaglie per i diritti”, ha aggiunto.

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