CATANIA – Walter Croce ha presentato a Catania “Per quattro piantine di marijuana sul balcone” e un nome è sempre riecheggiato all’interno del Teatro Musco, quello di Pippo Baudo. Croce non ha solo lavorato con lui, è storica anche la collaborazione con Renzo Arbore, ma se il regista può dirsi “catanese adottivo” è per il feeling professionale costruito con Baudo a partire dagli anni Ottanta.
Da dietro le quinte alla regia, il libro di Croce si apre ricordando i 50 anni di iscrizione all’Enpals (Ente nazionale di previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo), segno di una carriera lunga che viene ricostruita in 280 pagine nel libro edito da Amazon. Tanti i ringraziamenti, ma quello inserito sotto il rigo ingresso dedicato a Pippo Baudo è alla magistratura italiana “per avermi, anche se ingiustamente, rimesso con i piedi per terra”. Insieme alla televisione, dieci giorni trascorsi in coma, l’arresto per il possesso di alcune piantine di marijuana è uno dei momenti di svolta della vita di Croce. “Mi stanno arrestando!” racconta nel secondo capitolo del libro, letto a Catania dall’attrice Manuela Pistone. Il regista romano viene avvicinato da due agenti, all’esterno degli studi di Domenica In, scambiati per gli incaricati a chiedere i posti disponibili per il pubblico. La televisione è “lo studio” di tutta una vita. “Sicuramente – ha spiegato Croce alla platea del Musco – quelli che racconto sono stati i 30 anni più fastosi della tv. Quando contava. Anche per gli investimenti era un momento magico in cui si viveva il suo massimo splendore”. Negli anni Ottanta la nascita della televisione commerciale, della Fininvest, aveva avviato una “battaglia a suon di milioni” tra Mediaset e Rai. “Ma è stato un momento bello” ha ammesso comunque Croce, ricordando l’arrivo di Gran Premio, uno dei primi format riconducibili al talent show nella storia della televisione italiana.
Da Sanremo a Domenica In: la carriera di Croce nel dietro le quinte della tv italiana
“È stata un’esperienza bellissima, il programma rappresentava l’iconografia di Pippo Baudo – ha ricordato il regista Michele Truglio, presente a Catania -. Ricordo il bando di concorso: sono arrivati settemila vhs e novemila audiocassette. Ci siamo chiusi in una stanza per due giornate”. “Volevamo continuare il programma, ma Pippo voleva cambiare. Perché Pippo doveva sempre cambiare, perché – diceva – altrimenti sarebbero stati gli altri a cambiarti”.
E certamente né Baudo né Croce, che passano insieme a Mediaset, hanno temuto il cambiamento passando a Fininvest, per poi rientrare in Rai “Siamo tornati su Rai Uno dopo tre anni, ripartendo da Rai Tre, poi Rai Due e infine di nuovo sul primo canale. È stato come una sorta di nuova gavetta”.
Da ispettore di scena a regista, emergono anche le emozioni del primo giorno di lavoro in Rai di Walter Croce, accompagnato dal padre Nicola, che era un veterano. Lui in Rai dagli anni Cinquanta, Nicola Croce viene citato nel libro per alcune raccomandazioni fondamentali come “tu non passerai mai davanti alla telecamera, anche se spenta, anche se ha la ‘copertina’”. Quello fu il giorno ufficiale di inizio, ma il rapporto con Pippo Baudo, iniziato con Domenica In, si consolida fino a diventare un rapporto indissolubile lavoro di squadra all’Ariston.
Con Baudo, Croce ha firmato anche esperienze al Festival di Sanremo, ma “se non mi avessero arrestato” per la presenza di alcune piantine di marijuana, alcune dinamiche – anche televisive – non si sarebbero verificate.
La legge Fini-Giovanardi e le contraddizioni della giustizia: il cuore del libro di Croce
Il libro scritto da Walter Croce, non si limita al racconto autobiografico o al dietro le quinte della televisione italiana. Per quattro piantine di marijuana sul balcone è anche una riflessione sul sistema normativo italiano di quel periodo in materia di droghe leggere, con un accento sugli effetti della legge Fini-Giovanardi, che equiparava sostanze leggere e pesanti. Attraverso l’esperienza personale dell’arresto, Croce affronta il tema delle conseguenze giudiziarie e mediatiche, sottolineando le contraddizioni di un impianto legislativo che ha inciso profondamente sulla vita di molti cittadini, anche lontani da contesti criminali.
Il libro si sviluppa così nel doppio binario del racconto di una stagione irripetibile della televisione italiana, tra Rai e tv commerciale, dall’altro una vicenda personale che diventa occasione per interrogarsi sul rapporto tra giustizia, opinione pubblica e libertà individuali. La presentazione catanese del “racconto televisivo” di Walter Croce è stata introdotta da Salvo La Rosa. Sono intervenuti il produttore e regista teatrale Francesco Bellomo e appunto l’autore e regista Michele Truglio. Ad accogliere tutti l’organizzatrice Antonella Fede, che ha ricordato il contributo dei tanti catanesi protagonisti dei trent’anni più intensi della televisione italiana.

