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TAC, risonanze ed ecografie dopo mesi: “In Sicilia la medicina territoriale non esiste”

TAC, risonanze ed ecografie dopo mesi: “In Sicilia la medicina territoriale non esiste”
Risonanza magnetica, foto Imagoeconomica

Renato Costa, Responsabile Salute CGIL Sicilia, interviene ai nostri microfoni lanciando l’allarme sulla carenza di ambulatori nell’Isola

In Sicilia, da anni, continua a persistere il gravissimo problema delle liste d’attesa. Attese interminabili anche attraverso il sistema del SovraCup per la prenotazione di esami cruciali come TAC o Risonanze Magnetiche, ma anche per semplici ecografie, con i pazienti costretti ad aspettare per mesi e mesi mettendo a repentaglio la propria salute e le proprie prospettive di vita. “Alla base di questa pericolosa situazione vi è la totale assenza della medicina territoriale sull’Isola”, questo l’allarme lanciato ai microfoni del QdS.it dal Dottor Renato Costa, Responsabile Salute CGIL Sicilia, che ha delineato un quadro tutt’altro che confortante sulla questione.

“In Sicilia non esista medicina territoriale: effetto a catena devastante”

“Si tratta di un problema gravissimo – continua Costa – soprattutto nell’entroterra che è praticamente abbandonato. Ci troviamo in queste condizioni disastrose perché, in questi anni, non è stato per nulla risolto il problema della medicina del territorio. Non essendoci medicina territoriale in Sicilia, nessun paziente trova risposta che non sia il ricorso agli ospedali. Ed è qui che nasce l’inghippo: i nosocomi non hanno competenze per le prestazioni ambulatoriali, si dovrebbe venire in ospedale solo per emergenze e visite specialistiche di alto livello. Le faccio un esempio: al Policlinico di Palermo, dove attualmente lavoro, effettuiamo 40 endoscopie al giorno di cui puramente funzionali sono mediamente 3-4, mentre le altre 37 vengono realizzate per il territorio pur non essendo questa, come anticipato, la mission. Vale per qualsiasi ospedale. Senza una medicina territoriale strutturalmente organizzata questo problema, come tanti altri, non si risolverà mai”.

“Da Assessore Caruso segnali positivi: intasare ospedali crea ulteriori problemi”

La scorsa settimana, ai Cantieri culturali alla Zisa di Palermo, si è tenuto in proposito il confronto dedicato alla sanità nell’ambito de ‘L’altra Sicilia’, l’iniziativa promossa proprio dalla Cgil Sicilia. Tra i presenti, oltre al Dottor Costa, vi era anche l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso, da cui secondo il portavoce del sindacato sono emersi segnali di apertura e operatività in vista del futuro: ” L’ Assessore Caruso sembra avere contezza del problema e questo ci fa piacere – spiega- Ribadisco che le prestazioni ambulatoriali in ospedale sono improprie, non si può utilizzare un Policlinico ad esempio per visite cardiologiche. Questa tipologia di esami va effettuata tramite l’Asp, il resto non ha senso se non per urgenze. Nelle ultime settimane è emerso l’altrettanto serio problema delle interruzioni di gravidanza: si stanno riscontrando difficoltà in questo genere di operazioni proprio perchè gli specialisti sono prestati magari ad esami ambulatoriali e dunque vengono ‘tolti’ alle urgenze. Basterebbe semplicemente applicare la legge numero 5 del Servizio Sanitario Regionale: il territorio, però, non è mai stato completato, ogni Asp dovrebbe prevedere ambulatori di primo e secondo livello ed invece sono abbandonate a sè stesse. L’Asp di Palermo sta migliorando grazie all’ottimo lavoro del nuovo direttore generale Firenze”.

“Senza ambulatori manca il filtro per i cittadini e i pronto soccorso vanno in affanno”

“In assenza degli ambulatori i pazienti non hanno il filtro indispensabile e dunque si dirigono subito ai pronto soccorso creando ingorghi e innumerevoli disagi – conclude il Dottor Renato Costa – Si viene a generare la cosiddetta ‘tempesta perfetta’: i pazienti restano purtroppo dalle 12 alle 14 ore dentro gli ospedali. Tutto ciò accade perchè la gente si reca prima dal medico curante e poi, con il peggioramento delle condizioni senza la medicina territoriale, si rivolgono subito in ospedale. Il problema gravissimo, dunque, resta l’assenza dell’apparato costituito dalla medicina territoriale, da cui scaturiscono la gran parte dei problemi a partire dalle liste d’attesa esageratamente lunghe. Nel complesso, invece, nella sanità siciliana non è migliorato assolutamente nulla. Ciò a causa, a nostro parere, dell’interferenza della politica su aspetti fondamentali relativi alla salute: qualsiasi professionista è condizionato da ciò che viene deciso dalla politica”.

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