Roma, 7 mag. (askanews) – “La riforma della legge 157 non è come qualcuno la racconta una legge che serve a garantire i bracconieri, è il contrario. Anzi lo dico subito: in queste ore stiamo presentando un emendamento formalmente che triplica le sanzioni penali per i bracconieri che sono criminali che vanno puniti e perseguiti”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenendo alla nona assemblea nazionale di Cia in corso a Roma in merito alla riforma della legge 157, la proposta di aggiornamento della normativa quadro sulla caccia in Italia che risale al 1992, mirata a modificare la gestione della fauna selvatica.
“Noi vogliamo una legge che permetta di razionalizzare un processo sulla base di dati scientifici, aggiornando qualcosa che viene considerato da tutti vecchio – ha ribadito il ministro – è una legge del 1992 e sono cambiate mille cose da quegli anni. C’è bisogno di farla e il mio invito è o si lavora insieme per farla o qualcuno ci dica qual è la soluzione. Perchè non si possono lasciare le cose come stanno perché la scienza per prima ci dice che il mondo agricolo non risce a sopportare un aumento indiscriminato di alcune specie, a cominciare dagli ungulati”, ha proseguito.
“Il presidente Fini ha usato prima parole coraggiose che spero vengano raccolte da tutte le forze parlamentari, perché non ci si può girare dall’altra parte rispetto ad alcuni problemi”, ha concluso il ministro.

