Nelle scorse settimane il movimento politico Controcorrente di Ismaele La Vardera ha vantato l’ingresso di politici di spicco, come l’ex deputata del Movimento 5 Stelle Maria Laura Paxia, che oggi è a capo del Dipartimento “Ascolto Imprese”. Ai microfoni di QdS.it Paxia ha spiegato il ruolo di tale organo, passando dalle motivazioni che l’hanno spinta ad aderire al partito guidato dall’ex Iena fino al tema del Ponte sullo Stretto.
Maria Laura Paxia: “Ecco perché nasce il Dipartimento Ascolto Imprese”
Il ruolo del Dipartimento “Ascolto Imprese”: di cosa si tratta?
“Il Dipartimento ‘Ascolto Imprese’ nasce con l’obiettivo di colmare una delle principali lacune del sistema regionale: l’assenza di un dialogo strutturato e continuo tra imprese e istituzioni. In Sicilia esiste un tessuto imprenditoriale dinamico, composto in larga parte da piccole e medie imprese, che però si trova spesso a operare in un contesto complesso, caratterizzato da burocrazia, ritardi nei pagamenti e difficoltà di accesso al credito. Il Dipartimento vuole essere uno strumento operativo, non solo di analisi ma anche di proposta. L’intento è raccogliere in modo sistematico le criticità segnalate dalle imprese e trasformarle in interventi concreti: semplificazione amministrativa, tempi certi per la Pubblica Amministrazione, rafforzamento delle infrastrutture e maggiore accesso agli strumenti finanziari”.
L’adesione a Controcorrente: “Credibilità, concretezza e vicinanza ai territori”
Cosa l’ha spinta ad aderire al movimento di Ismaele La Vardera?
“La mia adesione a Controcorrente nasce da una valutazione politica ma anche personale. Dopo l’esperienza parlamentare ho ritenuto necessario impegnarmi in un progetto che fosse realmente libero da logiche di appartenenza e capace di affrontare i problemi senza condizionamenti. Ismaele La Vardera, al di là delle dinamiche politiche, ha dimostrato in questi anni una forte autonomia e una capacità di portare alla luce questioni spesso trascurate. Controcorrente rappresenta, a mio avviso, uno spazio politico che può intercettare una domanda crescente di credibilità, concretezza e vicinanza ai territori”.
Alcune battaglie che lei ha affrontato da parlamentare le farà anche con Controcorrente? E se sì, quali?
“Molte delle battaglie che ho portato avanti durante il mio mandato parlamentare restano attuali e continueranno a essere centrali anche in questo percorso. Mi riferisco in particolare ai temi della trasparenza amministrativa, del corretto utilizzo delle risorse pubbliche e del sostegno alle imprese sane. Oggi a questi si aggiunge una priorità ancora più evidente: creare le condizioni affinché fare impresa in Sicilia non sia un percorso ad ostacoli. Questo significa intervenire su fattori strutturali, come la semplificazione burocratica, il rispetto dei tempi della Pubblica Amministrazione e il rafforzamento delle politiche industriali regionali”.
Secondo lei, in prospettiva, per un ragionamento di un campo progressista, qual è la ricetta giusta per battere il centrodestra di Schifani?
“Più che una semplice contrapposizione politica, ritengo che la sfida oggi sia quella di costruire un’alternativa credibile. Il campo progressista può essere competitivo solo se riesce a superare frammentazioni e logiche identitarie, tornando a concentrarsi su temi concreti: lavoro, sviluppo economico, sanità e infrastrutture. In questo senso, la credibilità si costruisce attraverso proposte chiare e realizzabili. I cittadini chiedono risposte su problemi quotidiani e valutano la politica sulla base dei risultati, non delle appartenenze”.
Dal ponte alle future elezioni, i progetti
Tema del Ponte sullo Stretto: il suo pensiero sull’opera
“Il tema del Ponte sullo Stretto è da anni al centro del dibattito pubblico e merita un approccio pragmatico. Non si tratta di essere favorevoli o contrari per principio, ma di valutare priorità e impatto. La Sicilia presenta ancora carenze significative nelle infrastrutture esistenti: collegamenti interni, trasporti ferroviari, logistica. Prima di avviare una grande opera, è fondamentale garantire l’efficienza e la modernizzazione della rete attuale. Il rischio è quello di concentrare risorse su un singolo intervento senza risolvere criticità diffuse, che incidono quotidianamente sulla competitività delle imprese e sulla qualità della vita dei cittadini.”
Controcorrente quale obiettivo ha per le prossime tornate elettorali?
“Controcorrente si pone l’obiettivo di costruire un progetto politico radicato nei territori, capace di rappresentare esigenze reali e non solo dinamiche elettorali. L’attenzione è rivolta alla costruzione di una classe dirigente competente e alla definizione di un programma credibile, in grado di incidere concretamente sulle politiche regionali. Le prossime tornate elettorali rappresentano un passaggio importante, ma il lavoro che stiamo portando avanti ha una prospettiva più ampia: contribuire alla costruzione di un’alternativa solida per la Sicilia”.
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