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Giammusso: “Etna come Parco nazionale? Sì, con una semplificazione amministrativa”

Giammusso: “Etna come Parco nazionale? Sì, con una semplificazione amministrativa”

Il presidente del Parco dell’Etna chiede più risorse e una vera semplificazione amministrativa

CATANIA – Sta proseguendo al Senato della Repubblica il percorso del disegno di legge n. 1693 che vuole elevare il Parco dell’Etna da regionale a nazionale. La proposta, presentata il 23 ottobre 2025 dall’ex sindaco di Catania e oggi senatore, Salvo Pogliese, insieme ai colleghi di emiciclo Lucio Malan, Salvo Sallemi, Raoul Russo e Carmela Bucalo, si trova attualmente sotto esame in Commissione Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni e innovazione tecnologica dal 14 luglio scorso.

Con l’istituzione del Parco, si legge nel disegno di legge costituito da 11 articoli, si vuole “assicurare una valorizzazione più ampia e strutturata dell’area in oggetto, mediante una gestione integrata e un accesso a risorse e contributi adeguati. L’inserimento nella rete dei Parchi nazionali garantirebbe, inoltre, un incremento della visibilità e del prestigio internazionale del sito”. Inoltre, con la legge (la cui entrava in vigore è prevista il 1° gennaio 2027), verrebbe autorizzata la spesa di 3,5 milioni di euro per il funzionamento dell’Ente Parco a decorrere dall’anno 2026.

Giammusso: più risorse per il Parco dell’Etna

Per il presidente del Parco dell’Etna, Massimiliano Giammusso, intervistato dal Quotidiano di Sicilia, l’istituzione del Parco nazionale rappresenterebbe un passo in avanti, in particolare dal punto di vista economico. “L’Etna ha una sua forza e un brand internazionale. Più che altro, cambierebbe la gestione. C’è da dire, oggettivamente, che i Parchi nazionali godono di risorse in termini economici e risorse umane superiori rispetto ai Parchi regionali. Ciò che a mio avviso va attenzionato con interesse è l’intero aspetto autorizzativo. In Sicilia, tutto quello che riguarda le disposizioni ambientali e paesaggistiche risponde alla Regione. Per l’istituzione di un Parco nazionale comunque si dovrebbe verificare l’armonizzazione tra normativa locale e nazionale. L’aspetto autorizzativo rimarrebbe comunque sottoposto a una norma regionale. Oggi abbiamo fatto passi avanti, ma in passato era l’aspetto organizzativo a presentare maggiori criticità”.

Difficoltà rappresentate “sostanzialmente dall’attuazione di normative che sono particolarmente complesse. Oggi, come abbiamo visto, le autorizzazioni di carattere ambientale in genere si scontrano con le nuove normative. Sono situazione complicate, com’è giusto che sia perché stiamo parlando di tutela ambientale. Non si può procedere a cuor leggero. L’Etna, comunque, è un ‘continente’. Vi sono quattro aree del Parco, dalla A alla D, e tanti Comuni che vi ricadono. Vi è una struttura molto complessa”.

La richiesta di una semplificazione amministrativa

“Il problema – precisa Giammusso – è capire se, oltre al Parco nazionale, sarà possibile immaginare una semplificazione dal punto di vista amministrativo. La vera differenza, tra Parco regionale o nazionale, sta tutta nel problema normativo e regolamentare. Rischia di essere quasi ininfluente. Certamente, il vantaggio rispetto al Parco regionale è rappresentato dalle risorse anche se, io da siciliano mi interrogo: non è un peccato che i Parchi regionali, che sono espressione del meglio che noi abbiamo in Sicilia dal visto naturalistico, non siano in grado di competere in termini di risorse?”.

Parchi regionali, serve un cambio di mentalità

“Ci vuole un cambio di mentalità. Se ci fossero risorse adeguate addirittura potrebbero diventare ancora più importanti e si potrebbe fare un salto di qualità”, conclude Giammusso.