Numerose le manifestazioni organizzate ma non bastano come attrattori turistici - QdS

Numerose le manifestazioni organizzate ma non bastano come attrattori turistici

Lina Bruno

Numerose le manifestazioni organizzate ma non bastano come attrattori turistici

giovedì 08 Agosto 2019 - 05:00
Numerose le manifestazioni organizzate ma non bastano come attrattori turistici

Fatto qualche piccolo passo in avanti, ma il turismo cerca ancora un posto nell’economia della città. Il Comune costituirà un tavolo permanente con operatori, UniMe e Camera di Commercio

MESSINA – Un fermento di eventi e manifestazioni stanno caratterizzando l’estate messinese ma è ancora difficile considerarli attrattori turistici, perché programmati in ritardo e fuori dal circuito dei tour operator. Il ricco cartellone che ha il suo clou nella festa della Vara è stato presentato solo a fine luglio e dentro ci si trova un po’ di tutto, dalle ricostruzioni storiche al folclore, dalle iniziative culturali al cabaret di piazza, tanto che è difficile coglierne un’identità. è comunque un tentativo di mettete in circolo idee.

Qualche piccolo passo avanti è stato fatto, grazie agli stimoli provenienti dal territorio, ma il turismo è un settore che ancora cerca un suo posto nel sistema economico della città. Il Comune prova a fare la sua parte e dopo l’organizzazione degli eventi ferragostani si appresta ad costituire un tavolo tecnico permanente con il coinvolgimento di operatori ed istituzioni comprese UniMe e Camera di Commercio.

“Il Comune ha il ruolo soprattutto di mettere a sistema le risorse del territorio – dice Filippo Grasso già consulente dell’assessorato Regionale al turismo, docente di Analisi di mercato e delegato UniMe – per creare da una parte un indotto occupazionale e dall’altra dare il via alla promozione e alla comunicazione che deve essere continuativa. L’evento può essere attrattivo se fai una comunicazione efficace, programmata nel tempo. Già tra settembre e ottobre si deve presentare l’offerta turistica per l’anno successivo, una programmazione sinergica ma con una comunicazione rivolta soprattutto ai tour operator, alle fiere, che passa attraverso il portale della Regione Sicilia. Quando si presenta il calendario a fine luglio vengono i turisti interni della provincia, della Regione che sono certo importanti ma non è il targhet di mercato su cui dobbiamo lavorare”.

Una considerazione che potrebbe essere fatta per l’undicesima edizione dello Spettacolare sbarco di Don Giovanni d’Austria su cui è calato il sipario lo scorso fine settimana. Un bilancio positivo dal punto di vista dell’organizzazione con tre eventi inediti, oltre 200 figuranti in abiti storici e più di 50 partners che hanno aderito alla manifestazione. Ma dal punto di vista delle presenze siamo ancora a numeri bassi, circa 1200 persone, perlopiù provenienti dalla provincia.

“È stata un’edizione straordinaria per il coinvolgimento dei mezzi navali e dei gruppi storici provenienti da più paesi – sottolinea Enzo Caruso direttore artistico dell’evento e designato dal sindaco Cateno De Luca, proprio a fine manifestazione, come prossimo assessore comunale alla Cultura e al turismo. Sono convinto che eventi come Lo Spettacolare sbarco di don Giovanni D’Austria possano rappresentare un volano per il turismo e l’economia della città. Dalla cultura agli eventi, dagli eventi al turismo, dal turismo all’economia. è attorno a questo teorema che dobbiamo costruire nuove strategie di sviluppo e crescita per il nostro territorio.” L’accordo tra la Regione ed una società che gestisce i flussi turistici cinesi apre delle prospettive a cui Messina però non sembra ancora preparata. “La nostra città ha carenze nell’accoglienza, dalla scarsa preparazione nelle lingue alla mancanza di hotel di lusso. Il turista medio cinese spende in shopping dai quattro ai cinquemila euro pagando dal cellulare, vuole visitare luoghi e soggiornare in alberghi a cinque stelle. Dobbiamo attrezzarci per questo tipo di domanda.

“C’è voglia di lavorare insieme – dice Filippo Grasso che fa anche parte dell’Ufficio diocesano della pastorale per il turismo costituito da alcuni mesi – ma il coordinamento deve essere affidato ad esperti, non può venire lo storico della Vara all’incontro con gli operatori, il sistema turistico è cambiato, ci vuole competenza e lasciare da parte gli individualismi. Bisogna uscire dai confini, promuovere all’estero, organizzare tour educational, adeguarsi ai tempi dei tour operator, la promozione fuori la fanno loro”

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