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Napolitano (Comandante provinciale Finanza Palermo): “Guardia alta sulle risorse del Pnrr a beneficio di tutto il sistema Paese”

Napolitano (Comandante provinciale Finanza Palermo): “Guardia alta sulle risorse del Pnrr a beneficio di tutto il sistema Paese”
Il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, Domenico Napolitano

Forum con Domenico Napolitano, comandante provinciale Guardia di Finanza di Palermo

Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza del vice presidente di Ediservice, Filippo Anastasi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, Domenico Napolitano.

Quali strategie avete adottato in tema di tutela della spesa pubblica?
“Sull’uso dei fondi Pnrr, devo dire che, per i controlli che facciamo, per quello che rileviamo e per quello che contestiamo, il sistema di prevenzione sta funzionando e questa è una cosa molto importante per il sistema Paese. La preoccupazione era quella di prevedere un sistema di controlli che non bloccasse il corretto utilizzo di questi fondi. È stato studiato un sistema di prevenzione, quindi, che consente, a chi deve operare, di agire senza blocchi burocratici. Noi, unitamente a tutte le strutture impegnate sul campo in questo sistema di prevenzione, possiamo intervenire attraverso una strutturata attività di studi e di analisi dei dati che abbiamo. Il confronto è un lavoro quotidiano che richiede un grosso sacrificio da parte di questa struttura, ma siamo fiduciosi perché, a oggi, abbiamo veramente la sensazione che il sistema stia funzionando. Questa, secondo me, è una buona notizia per tutti noi italiani. Non solo per i siciliani ma per tutto il sistema Paese”.

Al di la del Pnrr, la vostra attività si articola su molti altri fronti…
“La spesa pubblica è fondamentale per creare investimenti con i fondi dello Stato, che sono indispensabili per la crescita dei territori. Ci sono tante tipologie e tanti fondi, anche a livello europeo, e noi abbiamo le nostre attività di analisi che sviluppiamo quotidianamente. Negli ultimi anni, abbiamo fatto numerosi controlli in tema di crediti fittizi utilizzati nei superbonus delle attività edilizie, laddove questi sono stati riscossi. Siamo intervenuti e abbiamo bloccato un fenomeno, attraverso sequestri e confische, che si è sviluppato molto anche a Palermo da parte di soggetti che hanno sfruttato questa norma per monetizzare crediti inesistenti. Questo modo per drenare fondi statali ha creato tanti danni. Si pensi al bonus del 110%: per lavori, per esempio, di centomila euro, vengono emesse fatture per un milione di euro. Poi, vengono cedute fatture per novecentomila euro e quando qualcuno compra quei crediti, il soggetto si è intascato la differenza. Diventa complicato risalire ai truffatori che usano prestanome e questo colpisce anche l’economia legale, cioè i lavoratori e gli imprenditori onesti. I controlli continuano tuttora: è un fenomeno che sta richiedendo tanto impegno”.

Poi, c’è anche la corruzione. Cosa può dirci in tal senso?
“Esatto, poi c’è la corruzione. Si tratta di una fattispecie di reato che diviene sempre più difficile da contrastare. Determinate tangenti oggi possono essere giustificate anche attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, come l’emissione di fatture per una consulenza mai esistita. Intervenire dopo l’emissione di una fattura simile, formalmente corretta, è difficile, perché occorre dimostrare la sua falsità. Se, invece, riusciamo ad arrivare prima grazie alle intercettazioni telefoniche, è possibile dimostrare che quel pagamento è una tangente mascherata”.

Quali sono gli obiettivi che vi ponete per l’anno in corso?
“Nel 2026 l’obiettivo resta quello di recuperare sempre più fette di evasione fiscale, soprattutto da quelle frodi più grandi, perché consentono di recuperare più tassazione. Il secondo obiettivo, invece, è sempre quello di svolgere un’attività preventiva in materia di spesa pubblica, che possa evitare che i fondi siano utilizzati in maniera irregolare. Questi sono i due obiettivi più importanti. Il terzo obiettivo riguarda la lotta alla criminalità organizzata, evitando l’infiltrazione nelle economie in espansione e combattendo il traffico di sostanze stupefacenti. Ogni volta che compiamo dei sequestri, per esempio di cocaina, riusciamo a togliere ingenti fondi con cui queste realtà criminali si alimentano. Infine, c’è anche la lotta alla contraffazione. Un reato che nasconde tanti problemi all’interno, come la pericolosità dei beni che vengono immessi nel mercato e l’evasione contributiva dei lavoratori in nero”.

Dalla diffusione del crack al contrabbando di sigarette

Quali sono le principali emergenze del territorio?
“Il consumo di droghe è in aumento e si sta facendo un grandissimo lavoro al contrasto della diffusione del crack. Questo tipo di sostanza stupefacente viene prodotta e smerciata in piccole quantità provocando danni devastanti a chi ne fa uso perché, a differenza della cocaina, che produce effetti a lungo termine, provoca conseguenze immediate. Il crack costa poco, una dose viene venduta a una decina di euro, quindi anche un ragazzino può permetterselo e cerchiamo di intervenire tempestivamente per evitare che tanti giovani possano rovinarsi la vita. Un altro fenomeno rilevante, collegato sempre alla criminalità, è il contrabbando di sigarette. In questo ultimo anno abbiamo fatto numerosi sequestri che ci hanno portato a individuare delle vere e proprie fabbriche illegali partendo da semplici interventi qui a Palermo. Infine c’è il fenomeno dei sequestri di armi: tra il 2024 e il 2025 abbiamo eseguito settantatré interventi con ottantotto soggetti segnalati di cui otto arrestati. Abbiamo sequestrato sessantadue armi tra cui anche delle scacciacani modificate. Non a caso, abbiamo arrestato, un anno e mezzo fa, un soggetto che aveva creato un laboratorio clandestino per modificare le armi nella sua villa”.

Sinergia tra Forze dell’ordine essenziale per intervenire con prontezza e fermezza

Quanto sono importanti le sinergie con le altre Forze dell’Ordine?
“Nell’ambito del Comitato con sede in Prefettura che comprende l’attuale Prefetto, il Questore, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. C’è un rapporto splendido, perché si lavora a trecentosessanta gradi tutti insieme. Così, ogni volta che c’è un fenomeno che ci interessa, interveniamo tutti. C’è la massima coesione tra le nostre forze, con cui ci confrontiamo quotidianamente. Ci sono delle direttive della Prefettura, ma, nel momento in cui noi iniziamo ad analizzare un fenomeno, ci si confronta tra di noi, tra forze di polizia e la stessa Procura, che coordina le indagini. Questa è la cosa più importante”.

La prevenzione funziona anche in altri contesti?
“La prevenzione individua i fenomeni in anticipo, anche per attività che, un tempo, erano impensabili. Per esempio, noi oggi lavoriamo sul dark web e, oggi, controlliamo e verifichiamo i cosiddetti influencer e i siti di digital creator. Grazie agli strumenti che abbiamo, riusciamo a cogliere sacche di evasione, anche analizzando le piattaforme social. Non è semplice, ma gli strumenti per farlo ci sono”.

Come si stanno sviluppando le frodi internazionali?
“Oggi per le attività di riciclaggio si utilizzano pagamenti in criptovaluta, poiché è difficile sapere in quale Stato si perfezionano le relative transazioni. Il sistema è complicato, però questo ci spinge ad aggiornarci sempre di più e a trovare nuove soluzioni. Devo dire che la normativa nazionale e quella europea stanno facendo passi da gigante. Oggi si parla del cosiddetto reddito errante, che non resta soltanto in un Paese ma si sposta da più parti. Noi dobbiamo individuare quali sono quelle società che si prestano a queste pratiche illecite, distinguendole da quelle serie che operano nella piena legalità”.