“I nemici della riserva” dietro i roghi divampati attorno al Lago Soprano - QdS

“I nemici della riserva” dietro i roghi divampati attorno al Lago Soprano

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“I nemici della riserva” dietro i roghi divampati attorno al Lago Soprano

venerdì 21 Agosto 2020 - 02:00

Sopralluogo del Wwf dopo l’incendio che ha distrutto lo scorso 11 agosto parte della vegetazione. Esposto al Libero consorzio nisseno. Mancuso (FI): “Affidare gestione al Comune di Serradifalco”

SERRADIFALCO (CL) – Un’altra estate di incendi sta mandando in fumo ettari ed ettari di boschi, distruggendo un patrimonio di biodiversità che poi è difficile da ripristinare. è accaduto lo scorso 11 agosto nella riserva naturale “Lago Soprano” di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, dove le fiamme hanno distrutto, in due punti opposti, parte della vegetazione. Il fondato sospetto è che il rogo, anzi i roghi non siano scoppiati per caso, ma possano essere in qualche modo collegati – hanno subito evidenziato Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, e Ivio Cigna, alla guida del circolo nisseno – alle “velate minacce ricevute da chi ha liberamente manifestato in occasione dell’evento ‘Goletta dei Laghi’, organizzata da Legambiente lo scorso 7 agosto”. È palese, hanno aggiunto, “la presenza degli interessi di parte che hanno ostacolato, e continuano ad ostacolare, la nascita della Riserva Naturale Orientata, ad oltre vent’anni dalla sua formale istituzione”.

Di incendio di natura dolosa ha parlato anche il sindaco Leonardo Burgio: “Vedi caso è divampato dopo la mobilitazione da parte di Legambiente, Wwf, Lipu e soprattutto dell’Amministrazione comunale che da anni richiede l’assegnazione e gestione della riserva”. Il Wwf, in merito alla vicenda, ha già inviato un esposto al Libero consorzio comunale di Caltanissetta, come Ente gestore della riserva, e al Distaccamento del Corpo Forestale regionale. “Approfittando di un pomeriggio dal caldo afoso – hanno denunciato gli ambientalisti – ed utilizzando la tecnica dell’attivazione contemporanea di più inneschi, ignoti ecocriminali hanno dato fuoco al canneto che cinge il lago”.

Nei giorni scorsi personale del Wwf ha fatto un sopralluogo riscontrando che uno dei punti d’innesco dell’incendio è situato nella zona di fondi rurali incolti o non mantenuti puliti almeno nella fascia perimetrale dei lotti e in alcuni casi sono ancora visibili gli effetti del fuoco di incendi avvenuti nei giorni precedenti.

“Non si tratta della prima volta – hanno aggiunto gli ambientalisti – che i nemici della riserva appiccano fuochi devastanti: era già successo, per esempio, nel 2016 e nel 2013. Ma stavolta il criminale gesto avviene dopo tre giorni dall’evento organizzato da Legambiente nell’ambito della campagna ‘Goletta dei Laghi’, per monitorare, informare e sensibilizzare, difendendo i beni comuni e migliorando la vivibilità del territorio”.

Vuole vederci chiaro anche Michele Mancuso, deputato di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana, secondo il quale “non può e non deve più succedere che un incendio di tali portate e molto probabilmente di natura dolosa, metta a repentaglio l’esistenza della biodiversità e dell’annessa area protetta. Stiamo parlando di uno dei più importanti siti naturalistici del comprensorio. A questo punto, è di fondamentale importanza che sia concessa al comune di Serradifalco la gestione dei servizi relativi circa la fruizione della Rno Lago Soprano”.

Mancuso ha annunciato che si farà “portavoce di realtà quali Legambiente, Wwf e Lipu locali, unitamente al sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, presso l’assessorato regionale Territorio e Ambiente”.

“La richiesta – aggiunge il parlamentare – visto il delicato periodo anche dal punto di vista degli incendi, verte sulla convocazione urgente di un tavolo tecnico alla presenza dell’assessore Cordaro e del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente. è altresì importante che tutti i portatori di interesse siano presenti per affrontare in successione tali criticità: zonizzazione della Riserva ed acquisizione al demanio regionale dei fondi rustici occupati dal bacino lacustre e dalle emergenze ambientali più a rischio; affidamento della gestione della Riserva”.

“Il Comune è pronto a manifestare la propria disponibilità per gestire la riserva naturale e scongiurare ulteriori pericoli, specie se di natura dolosa. Occorre maggiore vigilanza, che può essere garantita solo da chi vive quotidianamente il territorio”, conclude.

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