ACIREALE – Una possibile class action contro l’inerzia che avrebbe caratterizzato l’esecuzione dei lavori di ampliamento del cimitero. Dopo la notizia del sequestro dell’ossario, con il rinvenimento di rifiuti speciali, ad Acireale gli occhi restano puntati sul camposanto. Nei giorni scorsi, gli uffici comunali hanno ricevuto una diffida da parte di uno studio legale romano, dove si intima all’Amministrazione Barbagallo e alla San Sebastiano Srl, società che gestisce in regime di concessione il sito, di completare le opere nell’arco di un mese.
Ampliamento del cimitero di Acireale: la diffida al Comune
Nel mirino è finito il project financing aggiudicato nel 2013 all’associazione temporanea costituita dalle imprese Musumeci Costruzioni Generali, Consorzio nazionale Ciro Menotti e Rosan. Con quell’accordo, della durata di 25 anni, i privati si impegnavano a investire oltre 9 milioni e mezzo di euro per la realizzazione di 392 tombe a ipogeo, per complessivi 1.980 posti, e 3.549 loculi in colombai, oltre a campi di inumazione e spazi per confraternite. Il contratto prevedeva il margine di guadagno per la San Sebastiano Srl tramite la gestione delle sepolture e dei servizi a esse correlati.
“Abbiamo ricevuto mandato da numerosi cittadini residenti nel Comune di Acireale, al fine agire in giudizio nei vostri confronti, sia in sede civile che penale, in virtù della mancata ultimazione dei lavori di completamento del cimitero comunale – si legge nella lettera firmata dagli avvocati Andrea e Mauro Pietrangeli Bernabei – i quali avrebbero dovuto essere terminati entro il 30 novembre 2023”.
I ritardi nei lavori e le contestazioni al project financing
Il riferimento temporale è riportato nella tabella presente nell’area in cui il cantiere è in corso. “Non vi sono state proroghe tali da conferire legittimità alla condotta inerte dell’appaltatore, il quale non ha ancora adempiuto all’obbligazione su di lui gravante, men che meno sono state, incredibilmente, da voi poste in essere azioni legali nei confronti della ditta medesima, al fine di domandare l’adempimento in forma specifica del contratto, oltre al pagamento delle penali e all’eventuale risarcimento dei danni”, proseguono gli avvocati rivolgendosi al Comune. Nella missiva vengono menzionati anche gli esponenti della Giunta comunale accusati di “gestione gravemente negligente” della cosa pubblica, per non essere intervenuti nei confronti della San Sebastiano Srl.
Nelle scorse settimane, a far discutere all’interno del Consiglio comunale era stata anche una sponsorizzazione da circa seimila euro fatta dalla società concessionaria per finanziare l’organizzazione degli eventi culturali promossi dall’Amministrazione Barbagallo. “Avrebbero dovuto intraprendere iniziative legali nei confronti dell’appaltatore inadempiente, tutelando l’erario comunale, la dignità dei parenti dei defunti e l’immagine del Comune di Acireale”, scrivono gli avvocati.
Class action e rischio ricorso alla Procura
I due legali romani concludono affermando che se entro un mese dalla ricezione della lettera, che è stata protocollata il 10 luglio, i lavori non dovessero essere completati, della situazione sarà interessata la Procura di Catania. Lo studio Pietrangeli si dice pronto ad “agire in giudizio per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi (che verranno richiesti nella misura minima di 20 mila per ogni parente dei defunti sepolti nel cimitero di Acireale)”.
Il punto sui lavori del cimitero di Acireale
L’accordo stipulato nel 2013 tra il Comune e la San Sebastiano prevedeva il completamento delle opere di ampliamento nell’arco di cinque anni, dall’approvazione del progetto. Dopo 13 anni, tuttavia, il traguardo non è stato ancora superato. Anche se a detta del responsabile unico del progetto, Sebi Costanzo, si è pressapoco all’ultimo chilometro.
“Risponderemo ufficialmente allo studio legale Pietrangeli – dichiara Costanzo contattato dal Quotidiano di Sicilia – ma posso già anticipare che i lavori di realizzazione delle nuove sepolture sono stati già completati e sono in attesa di collaudo delle parti esterne. Oggi quello che resta da completare sono invece le aiuole e le pavimentazione dei viali. Interventi già in corso e che credo nel giro di poche settimane potranno essere consegnati”.
Le spiegazioni della San Sebastiano Srl sui ritardi
Il Rup si sofferma poi sulle recenti polemiche derivanti dalla decisione da parte della San Sebastiano Srl di contestare l’abbandono delle sepolture da parte delle famiglie attualmente concessionarie. Per molti in città si è trattato di un modo per cercare di recuperare gli spazi ormai da anni sempre carenti nel camposanto acese.
“Il paradosso è che ci sono migliaia di loculi liberi, ma al contempo già opzionati e affidati in concessione. Tengo però a dire che la questione della contestazione dell’abbandono dei loculi non ha nulla da vedere con eventuali ritardi nella realizzazione dell’ampliamento come da project financing”, conclude Costanzo.
Dalla San Sebastiano, intanto, fanno sapere che lo sforamento dei termini temporali è stato dovuto a una serie di fattori non preventivabili accaduti nel corso degli anni: “Il lockdown e successivi riflessi sul mercato delle forniture edili hanno comportato un allungamento dei tempi. A ciò si è aggiunta la scoperta di una massa rocciosa profonda diversi metri nella zona in cui sono stati costruite le nuove sepolture, che ha richiesto lavori di rimozione non previsti”. Infine un ruolo nella vicenda l’ha avuto anche l’indagine giudiziaria Sibilla che nel 2018 portò a una serie di arresti al Comune di Acireale, coinvolgendo anche figure legate alla gestione del cimitero. Il processo si concluse con l’assoluzione per tutti gli imputati.

