Oltre 300 milioni contro i rischi naturali, la Regione dice sì a otto progetti su dieci - QdS

Oltre 300 milioni contro i rischi naturali, la Regione dice sì a otto progetti su dieci

Rosario Battiato

Oltre 300 milioni contro i rischi naturali, la Regione dice sì a otto progetti su dieci

mercoledì 25 Settembre 2019 - 00:00
Oltre 300 milioni contro i rischi naturali, la Regione dice sì a otto progetti su dieci

Rimodulate le risorse del Patto per il Sud: contributi in conto capitale fino al 100% dei costi totali. Musumeci: “Mantenuto l’impegno di aumentare il plafond a disposizione dei Comuni”

PALERMO – Ci eravamo lasciati con 155 milioni di euro stanziati nell’ambito del Po Fesr per la messa in sicurezza del territorio contro il dissesto e con una valanga di progetti che avevano preso d’assalto le risorse rivelatesi poi inadeguate per soddisfare le esigenze. Nei giorni scorsi, per effetto di una rimodulazione delle risorse del “Patto per il Sud – Fondo di sviluppo e coesione”, elaborata dall’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato dal presidente della Regione e diretto da Maurizio Croce, sono stati messi a disposizione altri 174 milioni di euro a favore dei Comuni, una dotazione che, assieme ai 155 milioni del Fondo di sviluppo regionale 2014/2020, adesso consentirà di esaudire almeno l’85 per cento delle istanze presentate.

TUTTI I PROGETTI. L’elenco degli ammissibili, redatto secondo una precisa graduatoria messa a punto dal dipartimento regionale Ambiente, aveva messo assieme una necessità di spesa pari a 430 milioni di euro su 155 all’epoca disponibili. La maggior parte degli interventi in ballo riguardava, come previsto del resto dall’avviso, le opere di riduzione del rischio idrogeologico e consolidamento dei territori, ma anche interventi contro l’erosione costiera.

IL PIANO DI MUSUMECI. Il governatore è tornato sul tema del dissesto, uno dei punti forti della sua comunicazione negli ultimi mesi. “Abbiamo mantenuto l’impegno – ha spiegato – di aumentare il plafond a disposizione. Un importante gesto d’attenzione nei confronti di coloro che vivono in aree critiche dove si rendono necessari interventi significativi di tutela. Lo faremo con progetti mirati, che riducono il rischio e aumentano la resilienza delle aree minacciate da fenomeni di dissesto idrogeologico o di erosione costiera. Opere, queste, che si aggiungono a quelle già messe in campo in questo anno e mezzo di governo dalla Struttura che ho l’onore di guidare da commissario, con la direzione di Maurizio Croce, per diverse centinaia di milioni di euro”.

LE MODALITÀ. Il contributo finanziario in conto capitale viene concesso fino al “100% dei costi totali ammissibili dell’operazione, – si legge nell’Avviso – determinati in applicazione delle pertinenti disposizioni comunitarie, anche in materia di progetti generatori di entrata”.

La scelta dei progetti che hanno avuto la possibilità di accedere ai fondi è dipesa da alcuni criteri di valutazione che passano dalla classe di popolazione che viene esposta a un rischio diretto fino al pericolo che riguarda i beni considerati strategici come ospedali, scuole, municipi, edifici residenziali, produttivi, industrie a rischio incidente rilevante. Parte del punteggio finale è dipeso anche dalla frequenza dell’evento (valore massimo a quelli che si ripresentano nel giro di vent’anni), dalla quantificazione del danno economico e ovviamente dalla riduzione del numero di persone a rischio diretto.

Prevista anche la valutazione del grado di priorità regionale che è stato definito da parte dell’autorità competente e la verifica in capo al dipartimento Ambiente. In campo anche criteri di affidabilità dal punto di vista dei lavori realizzati, quindi il livello di completamento degli interventi avviati, l’esistenza di misure di compensazione e di mitigazione e il livello della progettazione approvata. Fissati anche dei criteri premiali come la cantierabilità e il cronoprogramma, il green public procurement, l’utilizzo di infrastrutture verdi.

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