Roma, 12 giu. (askanews) – Nasce una nuova ‘gamba’ del campo largo, ma già con qualche scricchiolio. Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico Italia e assessore di Roma Capitale, ha tenuto oggi la prima assemblea nazionale della rete degli amministratori civica. “Abbiamo eletto – ha annunciato – la direzione nazionale di Progetto civico Italia composta da 120 amministratori e avviato i 20 tavoli di lavoro per stilare a settembre il nostro programma, con proposte e impegni concreti per migliorare l’Italia”.
Invitato e presente (quasi) tutto il campo largo: Elly Schlein e Giuseppe Conte di persona, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli con messaggi. Unico assente – e non è un caso – è stato Matteo Renzi.
Il fronte progressista – ha detto Conte – deve mettere a punto un “progetto per cambiare il paese” e lo deve fare “nel rispetto tra compagni di viaggio”, senza “alimentare tentazioni egemoniche di qualcuno sull’altro”. Per il leader M5s, “dobbiamo presentare un progetto alternativo ai cittadini, far ritornare la voglia di partecipazione perché occorre rispetto, fiducia, amicizia tra compagni di viaggio”.
L’alternativa, ha spiegato Schlein, va costruita “certo contro, ma non solo contro i nostri avversari. Dobbiamo costruire l’alternativa per le cose che vogliamo e possiamo fare insieme per questo Paese e sono tante, ne abbiamo sentite tante questa sera. È vero che dobbiamo andare in fretta sul programma, ma per fortuna non partiamo da zero”.
Nei loro messaggi, Fratoianni ha sottolineato la necessità di “una proposta che sia in grado innanzitutto di restituire la speranza a chi l’ha persa” e Bonelli ha assicurato che “vogliamo confrontarci con voi, ma dobbiamo partire subito nella costruzione del programma”.
Il centrosinistra deve “riformare”, “combattere gli interessi consolidati” e “abbattere anche certi conservatorismi di sinistra”, ha detto Onorato, assicurando che “non vogliamo contribuire a confusioni o a conflittualità, non ci interessa partecipare al ‘toto nomi’ tra Schlein e Conte o qualcun altro, scegliere l’uno o l’altro come compagni di viaggio preferiti. Non siamo alle elementari”.
In realtà, proprio una supposta vicinanza a Conte (via Goffredo Bettini) sembra essere un problema. Onorato ha un rapporto stretto con Bettini, che nel Pd è da sempre un sostenitore di Conte, che oggi lo ha pubblicamente riconosciuto. “Permettetemi di ringraziare – ha detto dal palco dell’assemblea il leader M5s – Goffredo Bettini, col quale abbiamo avuto ovviamente rispetto dei ruoli, ma un grande scambio, nella convinzione che pur essendo un dirigente del Partito democratico, ha sempre sin dall’inizio visto con ampiezza di vedute la possibilità di allargare la base della rappresentanza, di rinforzare la rappresentatività”.
Proprio per questo, secondo i rumors, in realtà Schlein non si fiderebbe pienamente di Onorato. Uno dei leader del campo largo ieri diceva: “Lei preferisce Renzi, con lui ha sicuramente un patto anche se nega”. Renzi in questo momento è il migliore alleato per lei, rivelano alcuni Dem, perché non ha altre possibilità per rientrare in Parlamento, mentre è osteggiato dalle altre componenti della coalizione e anche da parte del Pd. E il senatore di Rignano, si fa notare, la difende a spada tratta. Proprio a Renzi è sembrata riferirsi la Schlein, quando dal palco ha invitato Onorato “a parlarvi, a dialogare con chi è qui e anche con chi oggi non è qui. Insieme avete lo stesso obiettivo: allargare l’alleanza progressista”.
Qualche malumore Onorato lo ha creato anche ad Avs, in particolare quando ha auspicato che nel centrosinistra “nessuno parli più di patrimoniale”. “Non ha cominciato benissimo”, la replica a distanza di Fratoianni che concede: “È possibile che sia dovuto all’inesperienza e quindi sicuramente ci sarà occasione di recuperare, dico questo perché non c’è nessuno tra di noi che può dire agli altri non potete parlare di questo o di quest’altro”.
Insomma, da oggi c’è un tassello in più nel puzzle del campo largo, ma il problema ora sarà riuscire a metterli tutti insieme. Conte e Schlein, su questo in sintonia, giurano entrambi che “non si parte da zero” sul programma, nonostante le divisioni su temi critici come guerra e riarmo. Ma anche la giornata di oggi sembra la prova che di strada da fare ce ne sia ancora tanta.

