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Incendi, intimidazioni e kalashnikov: sgominata banda a Palermo, 8 gli arresti

Incendi, intimidazioni e kalashnikov: sgominata banda a Palermo, 8 gli arresti

L’ultimo atto intimidatorio risale a questa notte, tra il 10 e l’11 giugno, quando un vasto incendio doloso ha colpito ancora una volta la sede di Sicily by Car di via San Lorenzo a Palermo.

Maxi operazione a Palermo, dove – in queste ore della mattina dell’11 giugno – sono stati eseguiti 8 arresti nell’ambito delle indagini sulla banda protagonista di attacchi con i Kalashnikov e incendi in città. L’operazione, guidata da Maurizio de Lucia e disposta dalla Dda, la Direzione distrettuale antimafia del posto, è stata eseguita dalla Polizia e dai carabinieri “allo scopo di contrastare, nell’immediatezza – spiega la procura – l’escalation criminale” che dal novembre del 2025 colpisce incessantemente la città di Palermo e le sue zone limitrofe, con le attività criminali riconducibili al mandamento mafioso di Tommaso Natale e San Lorenzo.

L’ultimo atto intimidatorio risale infatti a questa notte, quella tra del 10-11 giugno, quando un vasto incendio doloso ha colpito ancora una volta la sede di Sicily by Car di via San Lorenzo a Palermo. In questo contesto, sono andate distrutte una decina di auto e qualche furgone, suscitando ancora una volta l’indignazione in città.

L’incendio al rifornimento del 28 marzo: due giovani fermati dalla Polizia dopo le indagini

Nel dettaglio di questa operazione, spiega la Procura di Palermo, sono stati effettuati quattro arresti per delle persone indagate per i reati di tentata estorsione e tentato omicidio, aggravato da metodo mafioso e legati a una scia di ritorsioni avvenuta in maniera incessante a Palermo e dintorni tra aprile e maggio.

Come è emerso dunque, i poliziotti di Palermo hanno eseguito il fermo di due giovani, gravemente indiziati di furto di auto, con il caso avvenuto il 12 marzo all’interno di una zona commerciale di Palermo. L’auto poi, secondo le indagini, sarebbe stata usata nella notte del 28 marzo per far scoppiare il grande incendio nei pressi del distributore di carburante in via Lanza di Scalea, a Palermo.

Le intimidazioni a Isole delle Femmine, i militari arrestano due giovani: chiedevano 5.000 euro a otto attività della zona

Infine, fermati due giovani anche dai carabinieri: l’accusa a carico è di tentata estorsione, aggravata con il metodo mafioso, ai danni di locali ubicati a Isole delle Femmine. I due infatti, si sarebbero impegnati in alcune intimidazioni in questi giorni di giugno, mettendo davanti alle saracinesche dei locali delle bottigliette di benzina, accompagnante da un foglio con la richiesta di 5.000 euro ciascuno. In totale, le aziende colpite dall’intimidazione sarebbero state otto.

Mafia, Varchi (FdI): “Grazie a Procura e Forze dell’Ordine. L’imperativo è denunciare sempre”

“Un vivo plauso e ringraziamento alla Procura della Repubblica di Palermo, alla Questura e al Comando provinciale dei Carabinieri per la brillante operazione messa a segno questa mattina che ha consentito di contrastare tempestivamente la grave escalation criminale registrata negli ultimi mesi nel territorio di Tommaso Natale e San Lorenzo”. L’attività investigativa e la rapidità dell’intervento confermano ancora una volta la presenza dello Stato e la determinazione delle istituzioni nel contrasto ad ogni forma di intimidazione mafiosa ed estorsiva”.

Così in una nota il parlamentare di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, capogruppo in commissione Giustizia con riferimento all’esecuzione degli 8 fermi per mafia ed estorsioni.

“Rivolgo, al contempo, un appello a tutti gli imprenditori che dovessero ricevere intimidazioni: denunciare sempre. Solo attraverso la collaborazione con gli investigatori è possibile colpire efficacemente le organizzazioni criminali, assicurare i responsabili alla giustizia e difendere la libertà d’impresa. Chi denuncia non è solo: lo Stato c’è ed è al suo fianco”, ha concluso Varchi.

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