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“Abbiamo paura”, la sicurezza ancora tallone d’Achille di Palermo: la città reagisce all’ennesima rissa

“Abbiamo paura”, la sicurezza ancora tallone d’Achille di Palermo: la città reagisce all’ennesima rissa
Foto d’archivio

Al QdS la testimonianza di un residente che nella notte di Ferragosto ha assistito all’ennesima scena di violenza in centro storico

Il problema sicurezza a Palermo rimane un tallone d’Achille. Nuovo episodio di mala-movida in centro storico: nella notte di Ferragosto un gruppo di extracomunitari è stato protagonista di una violenta rissa con lancio anche di bottiglie di vetro in aria che hanno messo a rischio l’incolumità di residenti e turisti presenti.

La testimonianza: “Una scena incresciosa, abbiamo rischiato di essere colpiti da bottiglie di vetro”.

A raccontare l’accaduto a QdS è un residente della zona, Fabio C.: “Ho assistito a questa scena incresciosa, erano le due di notte e stavo tornando a casa. Una rissa molto violenta con bottiglie di vetro che volavano in aria a pochi metri da noi. Si tratta di un gruppo di stranieri che gira tra piazza Sant’Anna, Ballarò, via Maqueda compiendo attività illecite come spaccio o furti. Infastidiscono turisti e turiste, compiendo scippi ai loro danni soprattutto in ore notturne”.

Una situazione che va avanti da molto tempo ed i residenti sono scoraggiati perché non vedono abbastanza controlli. Vivono con la paura. “L’umore non è buono – confessa Fabio – c’è molto pessimismo e sfiducia nelle istituzioni. I presidi delle forze dell’ordine ci sono, anche se poco reattivi. Quando uno di noi residenti fa una segnalazione alle forze dell’ordine ci viene risposto che “sono pochi”, “lo sappiamo, li conosciamo”, “Non possiamo coprire tutto il territorio”. E altro. “Il punto è uno: quando c’è una segnalazione bisogna intervenire”.

“I presidi ci sono ma poi la notte quando le forze dell’ordine vanno via ritorna la criminalità – continua l’uomo -. Bisogna far rispettare le regole, invece si fa quel che si vuole. In queste situazioni non si può convivere, non c’è sicurezza. Palermo sta diventando come Milano dove sappiamo benissimo come si vive”.

Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso la scena: “Mi auguro che questi responsabili siano individuati, anche perché si tratta delle stesse persone”, conclude il residente.

Piazza Sant’Anna teatro di violenza

Non è la prima volta che piazza Sant’Anna si trova protagonista di scene di violenza. Qualche settimana fa in un locale un gruppo di persone ha aggredito il titolare del pub e alcuni dipendenti per questioni legate al conto. Sulla questione da tempo Antonio Nicolao, vice presidente della I Circoscrizione chiede maggiori controlli.

“Piazza Sant’Anna liberi tutti, altro che zona rossa – dice a QdS – Siamo quasi alla fine dell’estate e resta una situazione pericolosa. E in autunno ci saranno ancora più giovani a stare in piazza. Quello che si vive oramai molto spesso, sta diventando una consuetudine le risse, le aggressioni e i furti sono all’ordine della notte, serve un presidio fisso da parte delle forze dell’ordine almeno sino al 30 settembre. Spero che il questore valuti insieme al prefetto la possibilità di disporre lo stazionamento a prevenzione dell’incolumità pubblica”.

Le zone rosse a Palermo, dopo più di un anno non sembrano bastare

La città di Palermo affronta il problema sicurezza da più di un anno con l’adozione delle zone rosse nel centro storico. Tali misure sono scattate dopo l’omicidio del giovane Paolo Taormina avvenuto il 12 ottobre 2025. I continui episodi di violenza di questi mesi hanno spinto il prefetto Massimo Mariani a prorogare la misura fino a ottobre.

Ma in questi mesi i controlli sono stati rafforzati anche alle altre zone della città dopo le intimidazioni incendiarie e colpi di kalashnikov a diverse attività di San Lorenzo, Cardillo, Sferracavallo, Tommaso Natale. A luglio è stata a Palermo anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni la quale ha partecipato ad un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura con il ministro Matteo Piantedosi, ribadendo la presenza dello Stato a poche ore dall’arresto di alcuni uomini di Cosa Nostra.

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