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Il Palermo soffre col Padova ma centra il 13, Vavassori regala la vetta ai rosanero

Il Palermo soffre col Padova ma centra il 13, Vavassori regala la vetta ai rosanero
Gol Palumbo esultanza – Foto Federico Serra

I siciliani con 13 punti vanno alla pausa al comando attendendo il Mantova, unica squadra che può raggiungerli, che riceve il Pisa

L’alta classifica non fa girare la testa al Palermo che batte il Padova 2-1 ribaltando i biancoscudati e rimane al comando del campionato di Serie B dopo cinque giornate. Che sia una vetta solitaria o in coabitazione col Mantova lo sapremo domani, domenica 20 settembre, al termine della sfida del Martelli tra i lombardi e il Pisa. In caso di successo dei padroni di casa, il torneo cadetto andrebbe alla prima pausa stagionale con due formazioni in cima.

Ci sarà anche da capire con quanti punti di vantaggio sulla terza: potrebbero essere solo due se il Sudtirol che, sempre domani farà visita all’Arezzo, non certo un cliente morbido, dovesse fare bottino pieno. Ma ad ogni modo anche questa vittoria, sudatissima, è un altro segnale a tutte le concorrenti. Può mancare l’intensità, non certo il carattere e la tanta qualità dei singoli. Anche oggi l’esempio è stato lampante.

Di certo c’è che i siciliani hanno raccolto 13 punti nelle prime cinque partite con quattro successi pur soffrendo in diverse occasioni. Già, perché il pareggio sofferto di Avellino è stato un monito. E oggi al Barbera – dove la squadra di Filippo Inzaghi ha centrato la terza affermazione su altrettante partite casalinghe in campionato – si è vista per larghi tratti una squadra in difficoltà. Merito anche del Padova che Antonio Calabro ha ben messo in campo e che in avvio ha segnato con Pastina il vantaggio che è stato legittimato dal buon possesso palla e dalla capacità di non far giocare il Palermo che ha mal digerito la rete subita.

I rosa sono stati per diversi minuti passivi e hanno subito il contraccolpo psicologico dello svantaggio non riuscendo a essere pericolosi per molto tempo e rischiando anche di subire il raddoppio. La prima conclusione verso la porta difesa da Sorrentino si è vista soltanto a metà della prima frazione.

Inoltre, anche l’infortunio di Bani a seguito di uno scontro di gioco, ha creato ulteriori difficoltà a una squadra che è sembrata alle corde. Ma se è vero che le partite durano 90 (e passa) minuti, è anche vero che i siciliani in questa stagione hanno la capacità di reagire. Cambiano i tempi ma quando la squadra ha subito gol ha sempre risposto. È successo ad Arezzo, dopo aver subito la rimonta di due reti è arrivato il jolly di Augello, è capitato ad Avellino, dopo il vantaggio di Cheddira c’è stato Johnsen, ed è successo questo pomeriggio.

Vavassori, Johnsen e Fortin gli uomini in più

Chiaro che il Palermo debba ringraziare Vavassori. La sua doppietta ha permesso agli oltre 29mila del Barbera di cantare sotto la pioggia che non ha mai abbandonato la contesa. I suoi spunti sono stati decisivi sia per qualità che per concretezza ed ha anche causato l’espulsione di Carissoni nel recupero permettendo ai siciliani di difendere tranquillamente il vantaggio nei minuti finali con l’uomo in più. Insomma, una partita da incorniciare.

L’esterno proveniente dall’Atalanta U23 deve comunque ringraziare Johnsen che ha avuto due lampi interessanti e li ha sfruttati. Il norvegese con tre gol e quattro assist è sicuramente l’uomo copertina di queste prime cinque giornate.

E c’è pure lo zampino, anzi, le mani e i piedi, di Fortin che ha guadagnato ancora una volta la piena sufficienza con un due parate importanti, la prima nel finale del primo tempo spettacolare e decisiva. Per la seconda partita consecutiva il giovane estremo difensore, figlio d’arte, ha salvato i suoi nei momenti più difficili mostrando una concentrazione fuori dal comune.

Le note meno positive sono quelle viste ad Avellino e a tratti con Arezzo e Sampdoria: manca la continuità dell’intensità. Il Palermo si spegne, va in blackout. Oggi, in verità, ha fatto fatica ad accendersi visto l’ottimo inizio degli ospiti.

Anche la sfida col Padova conferma almeno due fatti: ogni partita sarà una battaglia e i rosa non possono permettersi amnesie. Servirà, inoltre, avere una difesa più ermetica. La squadra di Inzaghi, infatti, ha subito gol per la quarta partita consecutiva ed ha al passivo cinque reti. Di contro è una formazione che fin qui ha sempre segnato almeno una rete. E il bello deve ancora arrivare: il bomber Pohjanpalo, anche oggi a secco, è in ombra avendo fatto un gol e al di là della generosità ha avuto pochissimi palloni giocabili. Ci si attende il suo risveglio dal letargo anche se non dipende solo da lui.

La pausa servirà a recuperare gli infortunati e gli acciaccati. Inoltre Inzaghi potrà oliare meglio gioco e collegamenti tra reparti. Più volte c’è stata troppa distanza tra il centrocampo e l’attacco. Aggiustati questi dettagli…

Il tabellino

Palermo-Padova 2-1

Palermo: Fortin; Pierozzi (dal 46′ Cassandro), Bani (dal 46′ Magnani), Ceccaroni, Augello; Segre (dal 76′ Gomes), Ranocchia (dal 67′ Estevez); Vavassori, Palumbo, Johnsen; Pohjanpalo. Allenatore: Filippo Inzaghi. A disposizione: Nespola, Balaguss, Peda, Bozzolan, Gyasi, Barba; Mazzitelli; Gabrielloni.

Padova: Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Capelli, Giunti (dall’84 Galazzi), Zuelli (dall’84’ Bortolussi), Fusi, Cocchi (dal 69′ Carissoni); Seghetti (dal 53′ Di Mariano), Moro (dal 69′ Lasagna). Allenatore: Antonio Calabro. A disposizione: Moquet, Siletti, Faedo, Sgarbi, Varas, Pompetti, Caprari.

Arbitro: Di Bello di Brindisi. Assistenti: Bahri (Sassari) e Di Gioia (Nola). Quarto ufficiale: Gauzolino (Torino). Var: Meraviglia (Prato). Avar: Volpi (Arezzo).

Reti: Pastina al 7′, Vavassori al 44′ e all’83’.

Note. Un minuto di silenzio in memoria di Sandro Mazzola. Spettatori presenti: 29.194 (quota abbonati 17.000, biglietti venduti 12.194 di cui 395 ospiti). Ammoniti Pierozzi (Palermo), Cocchi (Padova), Ranocchia (Palermo). Espulso Carissoni (Padova) per fallo da ultimo uomo.

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