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Palermo, truffa alle banche per mezzo milione di euro, cinque arresti

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Palermo, truffa alle banche per mezzo milione di euro, cinque arresti

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martedì 01 Febbraio 2022 - 07:23

Tra gli arrestati ci sono anche due dipendenti pubblici, uno del Comune di Palermo l'altro un funzionario della Regione Siciliana

Associazione per delinquere finalizzata alle truffe e sostituzione di persona, fabbricazione di documenti falsi, corruzione per un atto contrario ai doveri d`ufficio ed accesso abusivo ad un sistema informatico. Per questi reati i carabinieri della compagnia di Bagheria, su delega della procura di Palermo, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone.

Documenti falsi, si fingevano facoltosi professionisti

Era il furto d`identità il cuore degli affari del gruppo criminale. Grazie alla contraffazione di documenti i soggetti sotto accusa hanno preso fondi e disponibilità di facoltosi professionisti in pensione. Avviando pratiche di finanziamento personale (di importo compreso tra i 12mila e gli 80mila euro) o grazie all`acquisto di auto, che poi sarebbero state subito rivendute a terzi.

Le indagini

Il provvedimento di oggi è stato deciso dall`ufficio gip del tribunale di Palermo. Gli accertamenti sono andati avanti da dicembre 2019 ad agosto 2020. Tra coloro finiti in carcere ci sono anche due impiegati pubblici.

Sette persone indagate per aver “prestato” l’identità

Risultano indagate in stato di libertà anche altre sette persone, le quali avrebbero “prestato” la propria fotografia per la materiale fabbricazione di documenti falsi, poi utilizzati nelle varie fasi delle truffe. Nel corso dell`attività sono state documentate 18 truffe, commesse nell`arco di quasi un anno per un valore complessivo stimato in circa mezzo milione di euro.

In particolare un impiegato dell`Ufficio Anagrafe del Comune di Palermo ed un funzionario del Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale della Regione Siciliana.

Il dipendente comunale

L’addetto comunale – si spiega in una nota – sarebbe stato incaricato di fornire le generalità delle vittime necessari a compiere la sostituzione di persona (dati anagrafici, stato civile, numero dei documenti di riconoscimento). Tale attività sarebbe stata realizzata attraverso l`accesso abusivo ai sistemi informatici a lui in uso per ragioni di servizio e dietro pagamento di un corrispettivo illecito.

Il funzionario della Regione

Il funzionario della Regione Siciliana, già interdetto dai pubblici uffici perché condannato per truffa, avrebbe più volte fornito il numero di telefono fisso del proprio ufficio, da indicare nella stipula del contratto a garanzia del finanziamento, per far fronte ad eventuali chiamate di controllo degli istituti di credito, così da poter assicurare telefonicamente che i richiedenti fossero dipendenti regionali.

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