Palermo, una boccata d’ossigeno per Bellolampo - QdS

Palermo, una boccata d’ossigeno per Bellolampo

Gaspare Ingargiola

Palermo, una boccata d’ossigeno per Bellolampo

martedì 05 Maggio 2020 - 00:03
Palermo, una boccata d’ossigeno per Bellolampo

Nella Finanziaria regionale 7,5 milioni di euro per smaltimento del percolato e trasporto rifiuti. Il Consiglio comunale ha approvato una delibera per bloccare le tariffe Tari nel 2020

PALERMO – Nella Legge di Stabilità regionale approvata dall’Ars a ridosso del Primo Maggio ha trovato spazio un emendamento che stanzia 7,5 milioni come contributo alla Rap per sostenere i costi di smaltimento del percolato e di trasporto dei rifiuti verso le discariche catanesi a causa dell’esaurimento della sesta vasca (datato luglio 2019) e dei ritardi nella realizzazione della settima.

L’emendamento all’articolo 9 sul fondo perequativo per gli Enti locali è stato proposto dalla deputata leghista Marianna Caronia, che è anche consigliere comunale: “Finalmente – ha commentato – si sblocca una vicenda che si è trascinata per parecchi mesi lasciando in grave incertezza i cittadini di Palermo, sia per la prosecuzione dei servizi sia per il rischio di aumento della tassa sui rifiuti. Restano le priorità dell’aumento della differenziata, su cui il Comune è in grave ritardo, e della realizzazione della VII vasca, su cui a essere in ritardo è la Regione. Ma almeno per alcuni mesi la Rap potrà ridurre la propria sofferenza, fatto che ci auguriamo sia rispecchiato da un miglioramento del servizio in città”.

Si tratta sicuramente di una boccata d’ossigeno in un momento di fragilità economica per la partecipata di igiene ambientale del Comune del capoluogo, anche se va detto che non va a coprire per intero le spese extra fin qui sostenute, che ammonterebbero ad una decina di milioni. Anzi, nell’ultimo Piano economico finanziario (Pef) della Tari la Rap avrebbe richiesto un incremento addirittura quadruplicato (circa 30 milioni) rispetto allo stanziamento del parlamento regionale. In effetti da un punto di vista strettamente giuridico il servizio di raccolta dei rifiuti dovrebbe essere finanziato interamente dalla Tari ma un rincaro di trenta milioni del gettito dell’imposta sui rifiuti (dagli attuali 108 ai 137 ipotizzati dalla Rap nel Pef) si tradurrebbe in un aumento medio di un centinaio di euro a famiglia. Troppi, soprattutto in un momento in cui sembra prospettarsi la crisi economica più grave dal 2008. E in ogni caso se ne dovrà riparlare eventualmente l’anno prossimo, perché il 29 aprile il Consiglio comunale, con un blitz a sorpresa, ha approvato quasi all’unanimità una delibera che blocca le tariffe Tari per tutto il 2020.

Il provvedimento denominato Misure urgenti di contenimento degli effetti negativi determinati dall’emergenza epidemiologica Covid-19 – Differimento del termine di pagamento dei tributi locali Tari, Tosap e Icp ha avuto il via libera con 29 sì, 2 astenuti e un solo no posticipando al 31 maggio il termine ultimo per il versamento della prima rata Tari e della seconda rata Tosap. Le famiglie in difficoltà possono richiedere, tramite una comunicazione sul Cassetto tributi digitale e sulla home page del sito istituzionale del Comune, un ulteriore differimento al 15 luglio. Rinviato al 31 maggio anche il termine ultimo della seconda rata trimestrale dell’imposta comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni (Icp). In merito alla Tari, Sala delle Lapidi dà mandato alla Giunta “di approvare le stesse tariffe applicate nell’anno 2019, anche per l’anno 2020; di rivedere il Pef Tari 2020 e, tenuto conto della circostanza che le tariffe devono essere legate alla capacità di produrre rifiuti, di predisporre e proporre, con urgenza, misure di agevolazione/riduzione della Tari per gli esercizi commerciali, relativamente al periodo intercorrente tra la data di sospensione obbligatoria delle rispettive attività e la riapertura”.

Quanto alla Tosap, la Giunta e il Consiglio studieranno una serie di esenzioni e agevolazioni sull’occupazione del suolo pubblico “con riferimento al mancato utilizzo del suolo per i pubblici esercizi regolarmente autorizzati alla occupazione di suolo pubblico con tavoli o sedie e/o dehors e per imprese con riferimento a pontili e cantieri”, tra cui anche “la possibilità, fin quando saranno in vigore le misure governative sul distanziamento sociale obbligatorio, di aumentare la superficie di suolo pubblico occupabile (gratuito) fino al 50%, senza l’applicazione, per la superficie aggiuntiva, di un’ulteriore quota di Tosap e, altresì, di predisporre e proporre, per gli esercizi commerciali che non siano nelle condizioni di aumentare la superficie di suolo pubblico occupata, per ragioni di equità, misure di riduzione della Tosap dovuta, compatibili con gli equilibri di bilancio, per i mesi in cui saranno in vigore le misure sul distanziamento sociale”.

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