Papa Leone è tornato a celebrare questa mattina l’Angelus dal Vaticano, dopo l’intervento subito per la rimozione di un nodulo al polmone. Ai fedeli presenti ha parlato delle sue condizioni di salute: “Superata questa fase delicata, come sapete, adesso riprenderò gradualmente le mie attività. Sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere. Grazie ancora. Grazia a tutti e buona domenica”, ha detto al termine dell’Angelus”.
Quindi ha ringraziato i fedeli per le preghiere e i medici per le cure: “Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie. Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del policlinico Gemelli. “Questa esperienza – ha proseguito il Pontefice – mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraverso la malattia sono in una condizione di infermità”.
Papa Leone: “”In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla”
“In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”, ha continuato il Papa, affacciato dalla finestra del Palazzo apostolico su piazza S. Pietro, proprio da dove domenica scorsa aveva annunciato la malattia, sorprendendo tutti, anche i suoi collaboratori.
Commentando il Vangelo del giorno tratto da Matteo con uno dei detti più celebri di Gesù: ‘Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio’, il Pontefice ha esortato i fedeli ad essere “veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene. Preghiamo il Signore che ci aiuti ad essere così”.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

