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Pedopornografia, l’allarme di Save the Children: segnalazioni aumentate del 450% nel 2025

Pedopornografia, l’allarme di Save the Children: segnalazioni aumentate del 450% nel 2025
Save The Children – Imagoeconomica

Lo scorso anno sono stati segnalati quasi 4,8 milioni di scambi di sospetto materiale di abuso sessuale su minori. I dati parlano anche di una crescita esponenziale del 26mila percento di video realizzati con l’intelligenza artificiale sul tema

Il 2025 può essere definito un annus horibilis per quanto riguardo gli abusi sui più piccoli con un incremento del 450% rispetto all’anno precedenza di segnalazioni di scambi di sospetto materiale di abusi sessuali su minori (Csam). Si tratta di un record storico per quanto riguarda i contenuti di abuso individuati online con una crescita esponenziale del 26mila percento di video realizzati con l’intelligenza artificiale in un anno e la conferma della grave vulnerabilità delle bambine.

L’allarme è Save the Children in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, che ricorre il 5 maggio.

In aumento i casi di adescamento online

Nello specifico si registra un aumento di casi di adescamento online (grooming) con un incremento delle segnalazioni del 192% rispetto all’anno precedente e l’esponenziale aumento del materiale prodotto con l’intelligenza artificiale generativa, le cui segnalazioni al Ncmec sono aumentate del 1.325% tra il 2023 e il 2024, raggiungendo oltre 440.000 report solo nei primi sei mesi del 2025.

Nel 2025 segnalati quasi 4,8 milioni di scambi sospetti

Nel corso del 2025 sono state segnalati tra hotline 4.781.125 scambi di sospetto materiale di abuso sessuale su minori (Csam), con un aumento del 450% rispetto all’anno precedente. Di queste, il 67% del totale è stato confermato come contenente materiale illegale, e 1.356.009 segnalazioni riguardano contenuti “nuovi”, riconducibili quindi a nuovi abusi.

Il 91% delle vittime è costituito da bambini e bambine in età pre puberale tra i 3 e i 13 anni. I dati confermano inoltre la grave vulnerabilità delle bambine: le vittime sono quasi sempre di sesso femminile (98%).

E se guardiamo ai nuovi strumenti digitali, il 2025 segna il triste primato di contenuti di abuso individuati online, con una crescita esponenziale (+26.000%) di video di Intelligenza Artificiale di abuso in un anno (oltre 3.400 video AI di abuso su minori, contro appena 13 l’anno precedente).

I dati della polizia postale in Italia

Secondo i dati della polizia postale nel 2025 i casi di adescamento di minori online sono aumentati del 15,7% rispetto al 2024 (da 370 a 428).

La maggior parte delle vittime ha tra i 14 e i 16 anni (55%), seguono coloro che hanno tra i 10 e i 13 anni (41%), mentre i bambini e le bambine sotto i 10 anni sono una minoranza (4%). L’aumento più consistente è quello che riguarda i casi di sextortion, passati da 127 nel 2024 a 220 nel 2025 (+73% in un anno).

La stragrande maggioranza delle vittime (87,3%, 192) ha tra i 14 e i 16 anni; 23 tra i 10 e i 13 anni (10,5%) e 5 (2,2%) meno di 10 anni. C’è stato invece un calo nei casi trattati di pedopornografia e adescamento online, che sono stati 2.574. Dopo l’aumento dell’8,4% registrato lo scorso anno (i casi erano passati da 2.662 a 2.809 tra il 2023 e il 2024), l’ultimo dato fa registrare un calo, sia rispetto al 2024 (-8,4%) che rispetto al 2023 (-3,3%).

Sono aumentate, invece, le persone denunciate (1.081, + 5,2% rispetto al 2024) e quelle arrestate, per le quali c’è stato un incremento del 54,2% (da 144 nel 2023 a 222 nel 2024).

Colmare il vuoto legislativo

La piena attuazione delle tutele per i minori previste dal Digital Services Act e l’adozione di un Regolamento europeo contro l’abuso sessuale sui minori sono essenziali per garantire un ambiente digitale più sicuro.

È urgente colmare il vuoto legislativo creato a inizio aprile dalla mancata proroga della deroga all’ePrivacy, che finora permetteva alle aziende tecnologiche dell’Ue di effettuare la detection volontaria di immagini e video di abusi. Il rilevamento su larga scala è fondamentale per individuare, segnalare e rimuovere rapidamente contenuti illegali, avviare indagini, identificare le vittime e perseguire i responsabili, evitando la reiterazione del trauma.

Grazie a queste pratiche, ogni anno migliaia di vittime vengono riconosciute e milioni di file rimossi. Per questo, grandi aziende tecnologiche, insieme a 247 organizzazioni europee tra cui Save the Children Italia, chiedono alle istituzioni Ue di concludere con urgenza i negoziati per un quadro normativo stabile sulla detection volontaria.

D’Errico: “Urgente la collaborazione”

“È urgente che tutti gli attori coinvolti collaborino per rendere gli ambienti digitali più sicuri per i minori, attraverso un’alleanza tra istituzioni, famiglie, imprese e terzo settore. I recenti progressi normativi europei e nazionali, come verifica dell’età e parental control, devono essere pienamente attuati. È cresciuta la consapevolezza della necessità di sostenere genitori, educatori e adulti di riferimento nel guidare bambini e adolescenti a un uso sicuro e consapevole delle tecnologie. Tuttavia, occorre accelerare gli sforzi perché l’evoluzione tecnologica supera i tempi della politica. In particolare, è fondamentale garantire basi giuridiche chiare e stabili nell’Ue per la rilevazione volontaria su larga scala dei contenuti di abuso sessuale sui minori. Le azioni di prevenzione e contrasto vanno rafforzate con codici di condotta efficaci, canali di segnalazione tempestivi e un’adeguata presa in carico delle vittime” ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.

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