I contribuenti sono in attesa della pensione di novembre 2026 da parte dell’Inps, che per molti presenterà una variazione più o meno significativa dell’importo sia a causa dei conguagli Irpef che delle rate legate ad addizionali comunali e regionali. E per tutti ci sarà anche un cambiamento di data: l’erogazione slitterà infatti di un giorno a causa della coincidenza del primo giorno del mese con la festività di Ognissanti.
Pensione di novembre 2026, quando arriva
Come sempre, bisognerà attendere il primo giorno bancabile del mese per poter ricevere l’assegno pensionistico. Nel caso di novembre, la prima data utile è lunedì 2 novembre 2026. La data vale sia per gli accrediti sul conto bancario che per chi – avendo un importo mensile al di sotto dei mille euro – preferisce il ritiro alla Posta.
Per i pensionati che ritirano la pensione negli uffici postali, si seguirà orientativamente questo calendario (si consiglia di controllare quello della propria sede di riferimento, che potrebbe differire, ndr):
- Cognomi A-C: lunedì 2 novembre;
- Cognomi D-K: martedì 3 novembre;
- Cognomi L-P: mercoledì 4 novembre;
- Cognomi Q-Z: giovedì 5 novembre.
Aumenti, tagli e novità nel cedolino
Anche per il mese di novembre i conguagli fiscali legati alle dichiarazioni con modello 730/2026 potrebbero variare l’importo della pensione. In base alla posizione di credito o di debito, infatti, l’assegno pensionistico potrebbe subire degli incrementi o una riduzione. A pesare sull’importo del penultimo mese dell’anno sono anche:
- le addizionali IRPEF regionale e comunale a saldo 2025, con ultima rata proprio nel mese di novembre 2026;
- l’acconto dell’IRPEF comunale per il 2026, trattenuto da marzo a novembre.
Una buona notizia arriva invece per i titolari di pensione Enpam (l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri). Scatterà proprio a novembre, infatti, l’adeguamento 2026 dell’importo: significa che i pensionati di questa categoria riceveranno gli aumenti spettanti e i relativi arretrati maturati nei primi dieci mesi dell’anno. La novità interessa circa 184.021 pensionati (dato risalente al 2025).
Gli utenti possono verificare tutte le voci del cedolino direttamente online grazie al portale Inps a partire indicativamente dal 20 ottobre.
In Sicilia più pensioni che occupati, il dato
In Sicilia vengono erogate più di 1,6 milioni di pensioni. Un numero che include pensioni di vecchiaia e altro tipo di trattamenti. Ciò che interessa di questo dato, però, non è tanto il numero di pensioni erogate in sé quanto il rapporto con il numero di occupati. Secondo l’ultimo report della CGIA sul tema, il saldo tra numero delle pensioni e quello degli occupati in Sicilia è tra i più negativi d’Italia: sull’Isola si arriva a quota -186.462. Significa che sostanzialmente la Sicilia è un’isola di pensionati e il mercato del lavoro appare sempre meno dinamico. Tra il 2025 e il 2029, è prevista l’uscita dal mercato del lavoro tre milioni di italiani con un conseguente “esodo” dagli uffici, dalle fabbriche, dalle attività produttive.
In Sicilia si registrano per l’anno 2025 1.675.935 pensioni erogate a fronte di 1.489.473 occupati. Va peggio solo in Calabria e in Puglia, dove i saldi arrivano rispettivamente a -220.349 e -263.020. A livello provinciale, in Sicilia hanno un saldo relativamente positivo solo le province di Ragusa (+16.241) e Catania (+475). E ben due città tra le più grandi dell’Isola sono nella parte finale della classifica nazionale, che su 102 capoluoghi di provincia colloca Palermo al 96esimo posto (con un saldo a -63.638) e Messina al 99esimo (-76.936).
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