MESSINA – La redazione del Pug, lo strumento che definisce le regole per lo sviluppo urbanistico del territorio, entra nella fase partecipativa. Disporre di questo Piano è fondamentale, ma ci sono ritardi nella predisposizione e non solo a Messina e nei mesi scorsi anche la Regione Siciliana è intervenuta per incentivare gli enti locali a intensificare le azioni e velocizzare l’iter, stanziando un milione di euro.
Pug Messina, al via la fase partecipativa
Si tratta di contributi per Comuni e Città metropolitane, da 45 a 65 mila euro in base al numero di abitanti, assegnati per sostenere principalmente le spese di consulenza tecnica. Messina ha ottenuto 65 mila euro, come ha spiegato in Terza commissione consiliare Alessandro Visalli funzionario tecnico del Dipartimento Servizi territoriali del Comune, responsabile del procedimento di redazione del Piano che, insieme agli architetti Maria d’Amore e Rosario Ciotto ha anche ripercorso le tappe che sono state fatte finora nella scrittura del Pug.
La partecipazione è un tassello importante della nuova pianificazione regionale diventando un processo che si avvia già dalle prime tappe. Per questo è stato realizzato un luogo virtuale tematico raggiungibile all’interno del sito web del Comune, attraverso il quale i cittadini, le associazioni, gli ordini e collegi professionali, oltre a tutti i soggetti portatori di interessi collettivi, potranno partecipare, indicando quelle che sono le proprie idee e promuovendo quelle che ritengono siano iniziative importanti per la pianificazione. Si prevede un termine di 30 giorni per inviare i propri contributi, mentre la piattaforma resterà aperta per tutto l’iter di formazione del Pug.
Messina, cittadini e associazioni coinvolti nel Piano urbanistico
I cittadini possono compilare il questionario direttamente dal sito e sarà possibile capire la prima percezione che i cittadini hanno di Messina. Questo è il primo step, mentre il secondo sarà la costituzione di un forum delle consultazioni. Sarà uno spazio virtuale e ci sarà la possibilità di trasmettere le proposte che verranno raccolte e valutate. Si connetteranno poi a un forum fisico, con una serie di assemblee a cui tutti potranno partecipare. Le scelte urbanistiche incidono molto sul futuro della città, sulla sua futura conformazione e a Messina questa considerazione emerge ogni volta si parla di pianificazione e Prg che sono stati adottati a partire dal piano Borzì.
La conformazione geografica della città è particolare, per l’estensione lungo la costa con delle linee perpendicolari. “Per decenni ci siamo preclusi l’accesso al mare – ha detto Visalli – e se il viale San Martino fosse stato fatto in un posto diverso oggi non parleremmo di dover recuperare l’affaccio al mare. Se la città fosse stata concepita in altro modo non parleremmo di rigenerazione urbana e avremmo maggiore omogeneità anche sociale”.
Urban Center Messina, il progetto per la partecipazione
È emersa poi l’idea dell’Urban center che dovrebbe sorgere negli spazi dell’Agorà dello stretto, all’interno di uno dei padiglioni che devono essere riqualificati. Un hub fondato su partecipazione, condivisione, trasparenza. “Quell’edificio è stato individuato – ha detto Visalli – sia per la sua conformazione di vetrina sullo Stretto, ma anche per la sua centralità. L’Urban Center rappresenterà, infatti, il luogo fisico dove si organizzeranno eventi e dove l’Ente metterà in mostra le proprie attività legate alla formazione, pianificazione e programmazione dei lavori pubblici”.
Ponte sullo Stretto e aree vincolate nella pianificazione di Messina
Ci sono poi le aree che saranno coinvolte dalla realizzazione del Ponte, che sono congelate dal ’98. Mantenere queste aree ancora sotto vincolo però sembra che non influirà sulla pianificazione territoriale. Sul sito del Comune si parla di quattro macro temi.
Pug Messina, i quattro macro temi della pianificazione
Il primo è la “centralità del paesaggio e presidio del territorio”, inserita nel programma integrato in Ambito Urbano (Piau), con orti urbani, la conservazione delle matrici del paesaggio agrario urbanizzato, la riqualificazione delle fiumare, il sistema ciclo-pedonale lungo la fascia costiera dei due mari, il riciclo edilizio. Il secondo la “Rigenerazione della città esistente – modello policentrico”.
Passa dal Risanamento e dalla valorizzazione dei villaggi storici, con la rifunzionalizzazione di edifici dismessi, la rigenerazione, la valorizzazione degli spazi pubblici e la promozione di processi di sviluppo di nuove centralità urbane. Il terzo, invece, riguarda le “reti infrastrutturate integrate” del Pums, con la sinergia dei due porti di Messina, il potenziamento del Tpl, la connessione delle isole pedonali cittadine e la rete ciclo-pedonale continua a cui si aggiungono anche i sentieri delle aree collinari e montane.
Infine c’è “l’attrattività del territorio” che non può non considerare la biodiversità e la posizione strategica di Messina, puntando alla Casa Museo Antonello da Messina in chiave turistico-culturale. Si includono i sistemi integrati natura/cultura, la riconversione della ferrovia dismessa Messina-Palermo, gli itinerari ciclo-pedonali dei villaggi, la valorizzazione dei forti dislocati lungo la città e la riqualificazione del waterfront.

