Dai carburanti al nucleare. L’ennesima escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran, che va avanti dallo scorso 28 febbraio tra raid e fragili tregue, è al centro delle preoccupazioni globali. E adesso non c’è più solo lo Stretto di Hormuz – via marittima fondamentale per il commercio di petrolio a livello globale – a tormentare gli aspiranti mediatori tra le parti nel conflitto. Gli occhi del mondo, infatti, sono ora puntati su Pickaxe Mountain, il sito nucleare a sud di Teheran che potrebbe diventare il prossimo obiettivo dei raid degli Stati Uniti.
Guerra in Iran ed escalation, cosa ha detto Donald Trump su Pickaxe Mountain
A far finire il sito nucleare iraniano al centro delle cronache internazionali è stato il presidente statunitense Donald Trump, che secondo quanto riporta la Cnn, durante una recente intervista al “The Hugh Hewitt Show”, ha dichiarato che Pickaxe Mountain (in farsi Kuh-e Kolang Gaz) sarebbe “nella lista” dei prossimi obiettivi statunitensi in Iran. E un attacco potrebbe esserci “relativamente presto”. Negli ultimi giorni il CENTCOM (Comando centrale statunitense) ha annunciato la volontà di far tornare in vigore il blocco navale sullo Stretto di Hormuz in risposta ai raid e agli attacchi registrati negli ultimi giorni e attribuiti alle forze militari iraniane. E, in più, ha rivendicato diversi attacchi contro obiettivi iraniani. Non è del tutto da escludere, quindi, che il prossimo passo possa essere quello di prendere di mira un sito nucleare. Un simbolo di quell’elemento che – forse come o ancor più che la libertà di navigazione nello Stretto – ha frenato in più occasioni i negoziati tra Stati Uniti e Iran, causando attriti, tensioni e rotture del cessate il fuoco come quella degli scorsi giorni.
Iran: “Un raid? La risposta sarebbe devastante”
Per quanto gli Stati Uniti non abbiano rilevato, secondo le ultime informazioni, attività nucleare nel sito, Pickaxe Mountain rimane un obiettivo. L’eventuale attacco nei confronti di un sito nucleare di tale importanza per l’Iran comprometterebbe inevitabilmente ogni prospettiva di ritornare al tavolo dei negoziati. O in qualunque caso scatenerebbe senza dubbio una reazione forte che potrebbe travolgere – come d’altra parte è già accaduto negli ultimi mesi – anche altri Paesi.
Alla Cnn una fonte ha detto che se “Trump dovesse dare seguito alle sue minacce”, la reazione iraniana “sarebbe una risposta devastante e a pagarne il prezzo sarebbero i soldati statunitensi e i loro partner nella regione“.
Cos’è e dove si trova il sito nucleare di Pickaxe Mountain
Situato a 1,5 chilometri a sud del centro di arricchimento dell’uranio di Natanz, nella provincia di Isfahan, a sud di Teheran, il Kuh-e Kolang Gaz (o Pickaxe Mountain) ospita un sito nucleare costruito sotto il granito (fino a 145 metri secondo l’Institute for Science and International Security di Washington, o fino a diverse centinaia di metri secondo altre valutazioni). Grazie alla sua protezione, sarebbe in grado di resistere ai “bunker buster” degli USA e anche ad attacchi simili a quello che ha interessato l’impianto di Fordow nel giugno 2025.
Il complesso di Pickaxe Mountain si estenderebbe per circa un chilometro quadrato sul versante montuoso della catena degli Zagros e si sospetta che ospiti impianti di arricchimento dell’uranio e depositi di stoccaggio. Dalla costruzione intorno al 2020, gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) delle Nazioni Unite non sarebbero mai riusciti a entrarvi. Secondo l’Aiea, c’è il rischio che in quel sito si trovi una quantità di uranio arricchito al 60% tale da permettere la costruzione di più ordigni nucleari. L’Iran ha sempre negato le accuse relative all’attività controversa e gli USA non avrebbero “visto attività” nel sito. Questo, però, non sposta l’attenzione di Trump dal sito né esclude gli impianti dalla lista degli obiettivi statunitensi.
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