Dopo qualche giorno di tregua dal caldo estremo, con qualche breve pioggia tra il weekend e la mattinata di lunedì, a Catania e provincia le temperature si sono nuovamente rialzate. La Sicilia comincia a fare i conti con i danni provocati dalle alte temperature della scorsa settimana, quando la colonnina di mercurio ha raggiunto (e in alcuni casi superato) i 40 gradi, e dai roghi che hanno devastato diverse aree dell’Isola. Tra i territori travolti dall’emergenza incendi nell’hinterland etneo non manca Ragalna, dove alle fiamme si sono aggiunte problematiche al servizio idrico.
L’emergenza incendi a Ragalna tra paura e disservizi idrici, le parole del sindaco Caruso
Per contrastare almeno parzialmente i danni provocati dai roghi gli abitanti del posto, che dai 4mila della stagione invernale diventano 25mila in quella estiva per effetto dei vari “traslochi” temporanei nella stagione calda, hanno dovuto attingere alle loro riserve pagando le autobotti a titolo privato.
“Gli incendi hanno interessato tutta una zona centrale della nostra comunità. Lo spavento è stato motivato dal fatto che noi rappresentiamo una comunità atipica, con 4mila abitanti in inverno e 25mila in estate, e ognuno ha la casa e il giardino accanto. Non abbiamo un vero e proprio centro e ci sono case sparse lungo tutta la macchia mediterranea. Una comunità immersa nel verde. In una parte del territorio le fiamme sono arrivate quasi a ridosso delle case, per fortuna senza danni a persone. I soccorsi sono stati piuttosto rapidi malgrado il vento di scirocco che ha reso tutto più difficile” spiega al QdS il sindaco di Ragalna, Antonino Caruso.
Il primo cittadino sottolinea anche come – con il caldo – i problemi con l’acqua siano sempre all’ordine del giorno, in quanto “ogni anno – dice– con l’aumento degli abitanti non si riesce a dare un servizio adeguato a una comunità degna di chiamarsi così”.
“Servizio inadeguato e grave danno per il turismo”
I problemi nell’approvvigionamento idrico hanno la loro origine nel modo in cui l’acqua raggiunge Ragalna. “Noi ci siamo insediati – sottolinea Caruso – due anni fa e la prima cosa che abbiamo cercato di fare è stata quella di cercare nuove risorse idriche sul territorio. L’acqua gestita da Acoset viene mandata per sollevamento, con quattro zone in cui viene mandata e da lì viene distribuita. Abbiamo fatto una valutazione per reperire una fonte idrica a monte per risolvere questo problema. Abbiamo trovato tutto, c’è la gara per trivellare, ma questo lo ha fatto il Comune. Siamo perennemente in conflitto con Acoset perché non si riesce a dare un servizio adeguato e moltissime persone rimangono senza acqua per diversi giorni. Siamo messi male e questo rappresenta un danno d’immagine per chi ha strutture ricettive nel territorio”.
“L’acqua arriva dalla fonte di Ciapparazzu – commenta Caruso -, nel territorio di Maniace, e attraversa diversi comuni passando prima per il primo recipiente di accumulo. In seguito per sollevamento attraversa altre tre zone in cui ci sono recipienti per l’acqua”, aggiunge Caruso.
Il dato: “La maggior parte degli incendi di natura dolosa”
Qualche supporto contro i roghi c’è. Dietro gli incendi a Ragalna, però, spesso c’è ben più del caldo. “Per gli incendi abbiamo la fortuna di avere il presidio stagionale sul posto per le emergenze e tre diverse associazioni che svolgono funzioni di Protezione Civile. Siamo immersi nel verde ed è normale che la maggior parte degli incendi sia di natura dolosa”, conclude il primo cittadino.
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