Più trasparenza sul cibo “straniero” chiesta da Coldiretti - QdS

Più trasparenza sul cibo “straniero” chiesta da Coldiretti

Sofia Elio

Più trasparenza sul cibo “straniero” chiesta da Coldiretti

giovedì 18 Aprile 2019 - 00:00
Più trasparenza sul cibo “straniero” chiesta da Coldiretti

L'organizzazione ha più volte sollecitato una declassificazione dei dati da top secret a pubblici per combattere in maniera efficiente tutta quella filiera di prodotti spacciati per italiani ma realizzati con ingredienti provenienti dall’estero

ROMA – Strano a dirsi e pure a pensarsi, eppure fino ad ora gli scambi commerciali inerenti l’importazione di cibi dall’estero, per non meglio precisate ragioni di convenienza e pace sociale, sono stati oggetto di segreto di Stato; un segreto ben custodito e difeso ma che finalmente cadrà a seguito dello storico pronunciamento del Consiglio di Stato dello scorso 6 marzo.

Finora, l’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari, oggetto di scambio intracomunitario ed extracomunitario erano detenuti dal ministero della Salute e preclusi al pubblico dominio; ora sarà possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero.

Un ruolo importante nella difesa dei consumatori in questa battaglia è stato svolto da Coldiretti che più volte ha sollecitato una declassificazione dei dati da top secret a pubblici, proprio per combattere in maniera efficiente tutta quella filiera di prodotti spacciati per italiani ma realizzati con ingredienti provenienti dall’estero. La pubblicazione dei dati e dei fornitori esteri consentirà anche una maggiore sicurezza in campo alimentare nella celere individuazione di lotti e prodotti “contaminati” in caso di allerta alimentare; processo di non semplice individuazione fino ad oggi proprio per quei prodotti “italiani” ma realizzati con ingredienti esteri.

I dati, in questo senso, parlano di un 2018 che ha visto scoppiare in Italia più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate presso l’Unione europea; tra queste 70 (17%) sono state quelle che hanno riguardato prodotti con origine sul nostro territorio mentre 194 (49%) provenivano da altri Paesi dell’Unione europea e le restanti 134 (34%) da Paesi extracomunitari.

Coldiretti ha quindi evidenziato che oltre quattro prodotti su cinque (83%) rilevati pericolosi per la salute del consumatore in Italia sono giunti dall’estero.

La trasparenza finora mancata ha pure favorito il proliferare di inganni ai danni dei consumatori sulla vera origine “italiana” di alcuni alimenti contribuendo al fiorente mercato delle frodi alimentari che tanto danneggiano il nostro Made in Italy; sempre secondo i dati Coldiretti nel solo scorso anno si è registrato un balzo del 59% di falso cibo italiano sulla base di oltre 54mila controlli effettuati dall’Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) nel 2018. Sarà ora possibile richiedere al ministero della Salute la provenienza ad esempio del latte impiegato nella produzione di yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca e lo stesso principio, Coldiretti si augura possa essere esteso anche per risalire alla provenienza della frutta utilizzata nei succhi e marmellate o della carne impiegata nella produzione di salumi e insaccati in genere.

Coldiretti tiene a precisare che l’eliminazione del “segreto di Stato” sulle informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini, realizza finalmente una condizione di piena legalità diretta a consentire lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane; dopo che il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato contro l’opposizione del ministero della Salute alla richiesta di accesso civico dei dati riguardanti l’importazione di latte prodotti lattiero-caseari tra paesi Ue ed extra Ue, il Consiglio di Stato ha reso giustizia chiarendo che la Coldiretti è legittimata a proporre la domanda di accesso e di acquisire i dati per promuovere un controllo diffuso sull’operato degli enti pubblici, per assicurare ai cittadini una partecipazione consapevole alle decisioni pubbliche e, infine, per garantire una completa trasparenza.

Al ministero della Salute non resta che dare corso alla domanda di accesso civico che non potrà essere più negato per ragioni di riservatezza dei contro interessati e qualora dovessero persistere resistenze la Coldiretti potrà chiedere l’esecuzione della sentenza anche mediante un giudizio di ottemperanza.

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