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Potere: servilismo, opportunismo, viltà

Potere: servilismo, opportunismo, viltà

Sarebbe cosa buona e giusta seguire la regola del “non avere di più, ma essere di più”

La questione che vi sottoponiamo oggi è vecchia di secoli e si tratta della trasformazione di un servizio, qual è il Dovere di gestire le istituzioni, in Potere, per soddisfare i propri famelici bisogni.

Sul Potere si sono scritti migliaia e migliaia di libri, ma non sembra che essi siano stati letti da molti cittadini, i quali, disinteressandosi della Cosa pubblica, alimentano servilismo, opportunismo e viltà di tanta gente ambiziosa, che non conosce il concetto di “servire il prossimo”. In altri termini, non sa cosa siano altruismo e cooperazione, mentre alimenta senza limiti il proprio egoismo.

Ambizione sfrenata e sottomissione: quando si raggiunge il potere a qualunque prezzo

C’è chi vuole crescere a qualunque prezzo, avendo un’ambizione sfrenata, e che mette in gioco se stesso pur di raggiungere l’agognato risultato. Colei o colui utilizza qualunque mezzo per raggiungere il fine, anche sottomettendosi a richieste altrui pur di essere promosso, pur di occupare un posto di responsabilità, pur di essere eletto in un’istituzione o di essere nominato ministro, sottosegretario o assessore.

L’ambizione, se moralmente guidata, è un giusto sentimento, ma non il suo eccesso.

Sarebbe cosa buona e giusta seguire la regola del “non avere di più, ma essere di più”. Ciò perché l’avere può soddisfare sul momento, ma alla fine della vita contano solo i sentimenti; i comportamenti altruistici e i mezzi, fra cui il denaro, al più devono essere degli strumenti e non dei fini.

Combattere gli egoismi e le concentrazioni di potere: una battaglia possibile

Lottare contro gli egoismi, contro le concentrazioni di potere e contro le prevaricazioni, è estremamente difficile, però una persona con la P maiuscola deve andare in questa direzione o meglio, ci dovrebbe andare. La condizione è che conosca, che sappia e quindi che abbia immagazzinato (in modo ordinato) in quella prodigiosa parte del proprio cervello che è la memoria, informazioni utili a capire qual è la prospettiva e dove si vuole andare.

Vi sono persone ricche di denaro o di beni, ma povere di spirito. Non crediamo che esse, dopo feste e libagioni, si sentano contente e non crediamo che siano contenti tutti coloro che vivono al di sopra dei propri mezzi, i quali dovrebbero ricordarsi che colto è colui che “spende un po’ meno di quanto guadagna“.

Il denaro come arma di potere: dalle guerre alle sopraffazioni sociali

Il denaro, dunque, è necessario come mezzo di scambio, dopo che la moneta fu inventata nel VII secolo, sostituendosi progressivamente al baratto. Ma col passare del tempo il denaro si è trasformato in uno strumento di attrazione cattiva, per cui esso è diventato l’arma per esercitare il Potere in senso più generale: le guerre nascono per una questione di potere, dietro cui c’è il denaro; le sopraffazioni che vi sono nella società sono conseguenti a questioni di potere, dietro cui c’è il denaro, anche se in qualche caso non sembra.

Corruzione, adulazione e intrallazzo: i mezzi subdoli per scalare i posti di potere

Poi c’è gente che vuole aumentare di grado, che vuole occupare posti ai quali non potrebbe arrivare con i propri mezzi per incapacità e allora ricorre a mezzi subdoli, quali, per esempio, la sottomissione, l’adulazione dei terzi, la corruzione, l’intrallazzo. Insomma, un servilismo abietto per raggiungere posti di potere, come se questi ultimi potessero soddisfare e riempire la vita di una persona.

Chi si comporta così non segue una scala di valori ed è certamente ignorante delle vicende che si sono svolte negli ultimi cinquemila anni nel mondo, non sapendo che il materialismo porta alla strada della perdizione.

Criminalità e sete di potere: la strada del pizzo come scalata sociale

In questo quadro, non certo allegro ma realista, dobbiamo mettere la criminalità, che c’è sempre stata, ma che si diffonde in modo sempre più pericoloso perché spinta dalla sete di denaro e quindi di Potere. Anche con la criminalità si scalano i posti nella società e si ottengono compensi illeciti; insomma, la strada del “pizzo”.

Valori etici e lavoro eccellente: la vera soddisfazione che dà pace dell’anima

Invece, come sarebbe bello se le persone puntassero a valori etici che ricreano l’anima e soddisfano molto di più delle cose materiali. Ci sono stati personaggi che non avevano bisogno di sfoggiare la propria ricchezza, nonostante fossero dei grandi scienziati, dei grandi professori o dei grandi manager.

Insomma, il prevalere della qualità, il piacere di un lavoro utile anche al prossimo e compiuto in maniera eccellente e quindi l’ottenimento di un giusto successo perché si è raggiunto l’obiettivo, che dà la pace dell’anima.