Nuove regole per estetisti, parrucchieri, profumerie e altri professionisti del settore cosmesi. Da inizio mese, infatti, alcuni prodotti sono vietati.
Si apre, così, una nuova era per la tutela della salute dei consumatori, ma anche un nuovo capitolo per chi lavora nel settore. Parrucchieri, estetisti e profumerie, insieme ai produttori, devono fare i conti con i nuovi divieti europei entrati in vigore a inizio mese.
Nuovi limiti e divieti imposti dal regolamento Ue
Il regolamento Ue numero 77/2026, adottato il 12 gennaio, introduce nuovi limiti e divieti a sostanze potenzialmente nocive in quanto cancerogene, mutagene o tossiche.
Si tratta di una evoluzione normativa dovuta agli studi più recenti condotti in merito, che hanno portato Bruxelles ad abbassare le soglie di garanzia o annullarle del tutto per evitare l’esposizione della cittadinanza a pericoli per la salute.
La sicurezza se da un lato non ha prezzo, dall’altro ha un prezzo concreto e nonostante i mesi di preparazione prima dell’entrata in vigore del regolamento è ragionevole attendersi un po’ di confusione in questo primo periodo. Vediamo di seguito l’elenco dei prodotti vietati.
No all’argento in smalti, gel e altri prodotti
L’argento (CI 77820) viene severamente ristretto dal nuovo regolamento europeo, portando parecchio scompiglio nella cosmetica, dove è particolarmente utilizzato per donare lucentezza e una finitura metallica. Questo materiale viene proibito del tutto in:
- smalti;
- gel Uv;
- tutti i prodotti per la ricostruzione unghie;
- spray;
- aerosol.
Ecco dove è consentito
L’argento sarà invece ancora consentito all’interno di rossetti, lucidalabbra e ombretti, ma soltanto entro lo 0,2%. Entro alcune soglie, forme e dimensioni particellari, il colorante minerale argentato è considerato sicuro. Oltre a i limiti indicati dal regolamento europeo, invece, l’argento in questione è potenzialmente pericoloso per la riproduzione.
Limiti alle fragranze floreali
Tra le sostanze ristrette c’è anche il 2-idrossibenzoato di esile (Hexyl Salicylate), usato per le fragranze floreali. Questo è potenzialmente dannoso per la riproduzione. Vengono quindi introdotte le seguenti soglie di quantità massima, che variano a seconda del prodotto:
- 2% nei profumi;
- 0,5% nei prodotti a risciacquo, tra cui shampoo e bagnoschiuma;
- 0,3% in creme e lozioni e la maggior parte dei prodotti da non risciacquare;
- 0,001% in dentifrici e collutori;
- 0,1% per i prodotti destinati ai bambini, fatti salvi alcuni articoli in cui è vietato del tutto.
Conservanti vietati
Il Bifenil-2-olo (o-Phenylphenol) viene completamente vietato in:
- spray;
- aerosol;
- dentifrici;
- collutori.
La sostanza è invece ammessa entro una soglia massima dello 0,2% nei prodotti che prevedono il risciacquo dopo l’uso, che si abbassa allo 0,15% quando non è invece previsto il risciacquo.
L’Unione europea raccomanda inoltre maggiore cautela nell’impiego di prodotti che contengono il fenolo, seppur entro i limiti previsti dalla legge, evitando accuratamente il contatto con gli occhi. Di pari passo, viene vietato anche il sale sodico di questa sostanza, ossia il Sodium o-Phenylphenate, ammesso come conservante esclusivamente negli stessi limiti sopra indicati.
Le regole per i professionisti
Il regolamento Ue è stato approvato a gennaio ed è entrato in vigore il 1° maggio, ma non è garantita alcuna fase di transizione ulteriore per adeguarsi ai nuovi limiti. Tutti i prodotti non conformi alle nuove regole dovranno essere smaltiti o ritirati a seconda degli accordi con i produttori, alcuni dei quali hanno agito anticipatamente per cambiare gli articoli non conformi con dei sostituti idonei.
In ogni caso, tutti i prodotti contenenti le sostanze in questione, quando vietate o in concentrazioni superiori al previsto, non dovranno essere venduti né utilizzati nei saloni estetici e similari. Il mancato rispetto di queste regole, oltre a mettere a rischio consapevolmente i consumatori, comporta sanzioni salate.
D’altra parte, i consumatori hanno diritto a verificare l’Inci dei prodotti prima di acquistarli o utilizzarli, pretendendo che vengano sostituiti da articoli conformi alla legge.
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