Nei Pronto soccorso siciliani qualità dei servizi da migliorare - QdS

Nei Pronto soccorso siciliani qualità dei servizi da migliorare

Liliana Rosano

Nei Pronto soccorso siciliani qualità dei servizi da migliorare

mercoledì 27 Novembre 2019 - 08:00
Nei Pronto soccorso siciliani qualità dei servizi da migliorare

Indagine di Altroconsumo, cittadini poco soddisfatti: il voto assegnato è 4,9 in una scala da uno a dieci. Tra le criticità rilevate anche carenza di personale e sovraffollamento a causa della carenza di posti letto nei reparti

PALERMO – Un’ora e quarantatre minuti. Questo il tempo di attesa medio in codice verde negli ospedali siciliani. Il dato è quello appena pubblicato da Altroconsumo.

Nell’indagine sono stati intervistate 2.250 persone sulla loro esperienza con i servizi di emergenza e urgenza negli ultimi due anni, chiedendo quanto si è atteso per la visita, ma anche quanto tempo è trascorso prima dello screening iniziale (o triage) e prima di poter lasciare il pronto soccorso. Agli intervistati, è stato chiesto di esprimere il proprio grado di soddisfazione in merito ai servizi ricevuti.

L’attesa media in Italia per la visita del medico, in codice giallo, è di 57 minuti. Si tratta di un dato medio, il che significa che ci sono state attese anche più lunghe, come nel caso della regione Lazio, dove l’attesa in codice giallo è di un’ora e quattro minuti, seguita dalla Liguria (56 minuti) e dalla Lombardia (53 minuti). Il 9% delle persone ha atteso addirittura più di due ore.

Un altro dato che è emerso dall’indagine è l’eccessiva attesa per l’accettazione. L’accettazione è quella fase di primo screening che avviene all’arrivo del paziente in pronto soccorso, in cui un infermiere specializzato, valutando i sintomi, stabilisce la gravità della situazione e quindi il grado di priorità per la visita del medico, attribuendo uno dei codici colore: in media, per questo primo passaggio, i pazienti intervistati hanno atteso circa 20 minuti. Troppi, se si pensa che in attesa di una valutazione possono esserci anche situazioni urgenti.

Al momento, tra le strutture, esistono dei tempi d’attesa previsti, evidentemente teorici, che non si riescono a rispettare ma entro il 2020 è prevista l’entrata in vigore di nuove linee guida valide a livello nazionale e, per casi di questo tipo, sarà prevista un’attesa massima di 15 minuti prima di essere visitati dal medico.

Il codice verde è poco critico e indica un’assenza di rischi di peggioramento, prestazioni rimandabili mentre il codice giallo indica condizioni mediamente critiche e rischio peggioramento, potenziale pericolo di vita. Secondo le nuove linee guida, in codice giallo la visita deve essere effettuata entro 15 minuti. Infine il codice rosso segnala delle condizioni molto critiche, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure.

Il 45% degli intervistati si è dichiarato insoddisfatto. Gli aspetti giudicati che hanno soddisfatto meno sono: l’attesa per i risultati di esami, per la visita del medico e le condizioni della sala d’attesa. Soddisfa di più la competenza di medici e infermieri.

Le regioni meno soddisfatte (voto da 1 a 10) sono la Sicilia (4,9), la Campania (5,1), il Lazio (5,3), la Sardegna (5,3) e la Puglia (5,4 ).
Il 24% di coloro i quali sono stati interpellati si ritiene molto soddisfatto dei servizi offerti nel pronto soccorso. Le regioni più soddisfatte (voto da 1 a 10) sono l; Emilia Romagna (voto 6,5), l’Umbria (6,5), Trentino Alto Adige (6,4) e il Veneto 6,3 .

Da non trascurare neanche i codici bianchi intervistati, che in media sono rimasti in pronto soccorso quasi quattro ore, dal loro ingresso all’uscita: tante, ma più che altro perché quell’attesa è inappropriata e potenzialmente anche dannosa. I codici bianchi sono infatti pazienti che in realtà non dovrebbero rivolgersi al pronto soccorso, perché hanno problemi non urgenti o legati ad aspetti clinici cronici (infatti sono tenuti a pagare un ticket, di solito di 25 euro), mentre l’accesso al pronto soccorso dovrebbe avvenire soltanto per problemi acuti, urgenti e non rimandabili o risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra o dai medici di continuità assistenziale (ex guardia medica).

Ma il grande problema degli ospedali italiani è un altro: carenza di personale medico, sovraffollamento per mancanza di posti letto nei reparti e pericolo di aggressioni. Sono questi i grandi problemi dei pronto soccorso italiani denunciati da Simeu (Società italiana medicina d’emergenza-urgenza) nell’intervista pubblicata nell’indagine di Altroconsumo.

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