Pubblicate le gare per il raddoppio Messina-Catania - QdS

Pubblicate le gare per il raddoppio Messina-Catania

Massimo Mobilia

Pubblicate le gare per il raddoppio Messina-Catania

mercoledì 14 Ottobre 2020 - 00:01
Pubblicate le gare per il raddoppio Messina-Catania

Nella Perla dello Ionio in arrivo due nuove stazioni: sotto il parcheggio Lumbi e a Trappitello. Comprensorio al centro di un più ampio progetto che prevede un investimento da 2,3 miliardi

MESSINA – Con la pubblicazione delle gare d’appalto per il completamento del raddoppio ferroviario Messina-Catania, si avvicina sempre più per Taormina l’apertura dei cantieri che proietteranno la capitale del turismo siciliano al centro di uno dei più importanti snodi viari della Sicilia orientale.

La Perla dello Ionio è, infatti, la protagonista assoluta nel nuovo progetto di Rfi che punta a completare il doppio binario nei 42 chilometri compresi tra Giampilieri e Fiumefreddo, lungo i quali Taormina otterrà due nuove stazioni. La prima sorgerà sul promontorio per trovarsi direttamente nel centro storico, proprio sotto il parcheggio comunale Lumbi, nell’attuale zona di sosta denominata Madonnina, in modo tale da consentire l’accesso pedonale diretto dei viaggiatori al paese, attraverso un sistema di scale mobili e ascensori. La seconda, invece, riguarderà la frazione di Trappitello dove, alla fine dell’abitato, sorgerà la nuova stazione Taormina Alcantara. Un tratto di linea totalmente nuova che partirà dalla stazione ferroviaria di Letojanni, per raggiungere i due nuovi scali taorminesi e riallacciarsi all’attuale linea nella stazione di Fiumefreddo.

Il comprensorio taorminese rappresenterà, dunque, la parte più avveniristica e cruciale del progetto che prevede un investimento totale di circa 2 miliardi e 300 milioni di euro. Sono stati pubblicati, in particolare, due bandi, uno del valore di 1 miliardo e 350 milioni e l’altro – riguardante nello specifico la tratta Letojanni-Fiumefreddo – del valore di 950 milioni di euro. Lavori che saranno resi ancor più impegnativi dalla morfologia del territorio. Basti pensare che ben 37, dei 42 nuovi chilometri, saranno in galleria, di cui otto chilometri nel tratto taorminese.

L’attuale stazione di Taormina-Giardini (mirabile esempio di architettura Liberty) che si trova lungo l’attuale linea costiera, verrà mantenuta insieme alla vecchia stazione Alcantara, per fornire una sorta di metro ferrovia locale a servizio di pendolari e turisti, che si collegherà anche alla vecchia linea che costeggia l’Alcantara fino a Randazzo, e che Rfi si è impegnata a ripristinare per consentire una fruizione storico-naturalistica integrata alla Circumetnea.

Nell’ambito delle opere compensative per Taormina, il gruppo Ferrovie dello Stato si è mostrato favorevole a farsi anche carico della realizzazione degli ascensori, che collegheranno il parcheggio Lumbi al centro storico, ma soprattutto della variante alla Statale 185 nell’abitato di Trappitello. Una strada altamente trafficata che, durante lo svolgimento dei lavori, sarà ancor più intasata dal passaggio continuo di mezzi pesanti, che renderanno invivibile la principale strada della frazione taorminese. Per questo motivo, il progetto di Rfi è la grande occasione per realizzare la circonvallazione su cui l’amministrazione comunale pensa da tempo. Anzi, Palazzo dei Giurati ha già anticipato i tempi assegnando, nei mesi scorsi, 38 mila euro per redigere il progetto di questa strada che si estenderà per circa 2 chilometri, dall’attuale chiesa di Santa Venera, lungo le contrade Santa Filomena, Zanghì, Paladini e Nigrì. Una mossa per farsi trovare pronti e provare anche a intercettare qualche finanziamento europeo con la Regione.

Messe al bando le principali gare, si spera adesso che i cantieri possano aprire presto, per avere nei prossimi dieci anni un sistema integrato di trasporti all’avanguardia, dove ci vorranno soltanto trenta minuti di treno per collegare Messina a Catania, e in cui soprattutto Taormina possa collegarsi direttamente all’aeroporto di Fontanarossa, dove tra l’altra l’ultimo tratto di linea ferrata, finanziata dalla Regione, è quasi pronta. Punto a favore sulla tabella di marcia è il fatto che l’opera è stata inserita nel Piano “Sblocca Italia” e sfrutta le deroghe del Dl Semplificazioni. Un’opera che secondo le stime darà vita a tremila nuovi posti di lavoro.

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