L’Italia ha scelto di dire “no” alla riforma Meloni-Nordio sulla giustizia. E lo ha fatto tramite un referendum tra i più partecipati degli ultimi 30 anni della storia della Repubblica. In questo quadro, la Sicilia ha una posizione alquanto singolare: è maglia nera per l’affluenza (assieme alla Calabria, è l’unica a non aver raggiunto il 50%) ma anche tra le Regioni che con più decisione hanno votato No al referendum sulla giustizia che prevedeva – in estrema sintesi – la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri (con due Csm distinti), il sorteggio per la selezione dei membri e l’istituzione dell’Alta corte disciplinare per la magistratura.
Ecco come ha votato la Sicilia e come il caso referendum – come in altri parti d’Italia – è diventato presto anche un dibattito politico.
Referendum sulla giustizia, la mappa del voto in Sicilia: trionfa il No
Con il 60,98% degli elettori, il fronte del No ha trionfato in Sicilia. Sono 1.077.512 gli elettori che hanno scelto di respingere la riforma Nordio, contro i 689.506 che invece hanno sostenuto le novità previste dalla riforma sulla giustizia (il 39,02%). Con questo dato la Sicilia è la seconda Regione d’Italia per percentuale di voti per No, superata solo dalla Campania (65,3%) e seguita a breve distanza dalla Basilicata (60%). L’affluenza, però, si è fermata al 46,13%. Una delusione in termini di partecipazione.
In Sicilia, più che altrove, il risultato del referendum sulla giustizia è stato letto politicamente. L’opposizione lo ha considerato un “monito” al presidente della Regione Renato Schifani, mentre dal canto suo la maggioranza non nasconde l’amarezza ma incassa il colpo e promette di continuare a lavorare per rispettare le promesse fatte ai siciliani. Anche se i risultati della recente votazione sicuramente avranno un effetto sul breve e sul lungo termine.
Il confronto tra le province
Quello di Palermo è stato praticamente un plebiscito: quasi il 70% – per l’esattezza il 68,94% – dei votanti ha scelto il No. Anche qui, il risultato referendario ha fatto presto a trasformarsi in un caso politico, con le opposizioni che esultano di fronte a quella che comunque passerà come una sconfitta evidente per il centrodestra meloniano. Complessivamente la provincia di Catania ha votato No per il 60,51%, mentre a Messina la forbice tra Sì e No è stata un po’ meno netta (ha vinto il No con il 56,27%). A Trapani e Caltanissetta si registrano rispettivamente il 59,05% e il 56,00% a favore del fronte del No. Netto anche il No di Enna (62,50%), Siracusa (62,46%) e Ragusa (61,80%). Appena sopra il 60%, infine, il gruppo che ha detto No al referendum ad Agrigento (60,14%).
Il quadro nazionale, cosa ha votato l’Italia al referendum
A livello nazionale, al referendum sulla giustizia hanno risposto complessivamente No 17 regioni su 20. Solo dove tradizionalmente il centrodestra è più forte ha vinto il Sì: Veneto (58,41% a favore della riforma), Friuli-Venezia Giulia (54,47% per il Sì) e Lombardia (53,56% di voti per il Sì). Nel resto d’Italia ha vinto il No, con percentuali alte (sopra il 60%) soprattutto nelle regioni del Sud e in quelle tradizionalmente legate al centrosinistra.
In Campania, Sicilia e Basilicata – come già specificato – è stato più del 60% degli elettori andati alle urne ad aver votato No. Vicine a queste percentuali anche la Toscana e l’Emilia-Romagna, dove il fronte del No ha incassato rispettivamente il 58,16% e il 57,25% dei voti. Divario meno netto tra Sì e No nel resto d’Italia. Tra le regioni più “indecise” figurano il Trentino-Alto Adige e l’Umbria, dove il No ha vinto rispettivamente con il 50,59% e il 51,68% dei voti.
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