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Rifiuti, alla Sicilia senza “pratica”… record nazionale per la teoria

Rosario Battiato

Rifiuti, alla Sicilia senza “pratica”… record nazionale per la teoria

martedì 19 Novembre 2019 - 00:01
Rifiuti, alla Sicilia senza “pratica”… record nazionale per la teoria

Isola in testa tra le regioni nel 2019 per le iniziative di educazione ambientale: 672, il doppio del 2018. L’assessorato alle Politiche scolastiche del Comune di Catania “l’organizzatore” più attivo

PALERMO – La Sicilia non sarà certamente un modello nella gestione dei rifiuti eppure sta lavorando tantissimo sul futuro, anche nell’ottica della sensibilizzazione relativa alla riduzione dei rifiuti e, più in generale, nell’educazione ambientale. Lo dicono i numeri delle iniziative avviate – primo posto tra le Regioni nel corso del 2019 – che fanno ben sperare, anche in parallelo con la crescita della differenziata registrata dalla Regione. Il cammino è ancora lungo e le criticità sono diverse, come testimoniato anche dalla recente visita del ministro Costa, ma la strada comincia a essere tracciata.

MODELLO SICILIA
Per una volta la Sicilia è in testa nella classifica giusta. Lo si legge nella nota, diffusa ieri sul sito dipartimento Acque e rifiuti, che sottolinea come “nessuna Regione italiana, durante l’anno che sta per concludersi, ha attivato tante iniziative per promuovere l’educazione ambientale e sensibilizzare i cittadini alla riduzione dei rifiuti attraverso un corretto smaltimento, quanto la Sicilia”.

Il dato ufficiale si trova su envi.info, periodico online di comunicazione ambientale e organo ufficiale di Aica, l’associazione internazionale per la comunicazione ambientale, che ha registrato, nel corso del 2019, 672 eventi sui temi ambientali promossi nell’Isola da scuole, Comuni, imprese e associazioni di volontariato. Un’Isola avida di ambiente e di buone pratiche, forse anche per recuperare un ritardo che negli ultimi anni l’ha vista protagonista. Al secondo posto della graduatoria si trova il Piemonte, con 651 azioni, mentre soltanto terza risulta la Lombardia, con 536.

L’ORGOGLIO DI MUSUMECI
Per il governatore siciliano è certamente una notizia che fa ben sperare. “È un dato che ci riempie di orgoglio perché certifica il grande e assiduo sforzo che, anche a livello di comunicazione e di sensibilizzazione sul fronte dello smaltimento dei rifiuti, il mio governo sta portando avanti”. Rispetto allo scorso anno, quest’anno la Sicilia ha praticamente quasi raddoppiato le iniziative. Nel 2018, infatti, erano state 357 le iniziative, 315 in meno. Numeri che hanno una regia precisa e che Musumeci vuole sottolineare: “per questo traguardo sento di rivolgere un ringraziamento al dipartimento Acqua e rifiuti, guidato da Salvo Cocina, che ha svolto egregiamente un ruolo propulsivo, invitando, per esempio, tutti i Comuni e le scuole dell’Isola a partecipare al progetto ‘Differenziamoci a Scuola’ e coinvolgendo anche imprese e pubbliche amministrazioni”.

Monitoraggio aria nelle scuole, progetto presentato a Palermo

PALERMO – Presentato il progetto CleanAir@School, a Palazzo dei Normanni, con l’obiettivo di coinvolgere le scuole di numerose città europee nel processo di sensibilizzazione nei confronti di uno dei temi ambientali più rilevanti per la salute dei cittadini: la qualità dell’aria. In Sicilia parteciperanno scuole di Palermo, Siracusa, Messina e Catania, con le attività che saranno svolte insieme al personale di Arpa Sicilia. Il progetto, promosso dall’Epa Network (la rete delle agenzie ambientali europee), ha come coordinatore in Italia l’Ispra. Presenti all’incontro, tra gli altri, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, Arpa Sicilia e il provveditore di Palermo, Marco Anello. “È un progetto che consiste nella distribuzione dei kit, che daranno la possibilità alle scuole di effettuare il monitoraggio – afferma Cordaro – Stiamo lavorando per rendere i giovani studenti protagonisti di una nuova cultura della tutela dell’ambiente e siamo sicuri che alla fine di questo percorso avremo formato dei cittadini più consapevoli”. Si prevedono, pertanto, attività di educazione ambientale e formazione attraverso il monitoraggio di biossido di azoto, uno degli inquinanti principali delle aree urbane, determinato in larga misura dal traffico veicolare”.

LA GRADUATORIA DEI COMUNI
A vincere la speciale classifica siciliana è Catania, con 161 iniziative promosse. A seguire ci sono Palermo, con 74, e poi Messina a quota 48. “E, ancora, 72 si sono registrate complessivamente – si legge nella nota della Regione – nel Calatino, 28 nell’Agrigentino e altrettante nella zona della fascia jonica taorminese”.

Tra gli altri grandi organizzatori, spiccano “l’assessorato alle politiche scolastiche del Comune di Catania, le Società regolamentazione rifiuti del Calatino e di Messina ma anche le associazioni ambientaliste Legambiente Sicilia, Rifiuti zero Sicilia, Un’altra storia, Economia circolare ed ecologica”. Una particolare nota per il Comune di Palermo che si “è reso operativo grazie alla firma di un Protocollo d’intesa, con Rap e dipartimento Acqua e rifiuti, per la diffusione di progetti di educazione ambientale finalizzati all’incremento della raccolta differenziata nelle scuole”.

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