Riscaldamento globale, minaccia per l’umanità i giovani chiamati a cambiare le cose - QdS

Riscaldamento globale, minaccia per l’umanità i giovani chiamati a cambiare le cose

redazione

Riscaldamento globale, minaccia per l’umanità i giovani chiamati a cambiare le cose

sabato 01 Giugno 2019 - 00:03

Gli attuali livelli di CO2 i più alti registrati da 650.000 anni. Entro i prossimi 10 si rischia di superare il punto di non ritorno. Occorre sostituire le nostre abitudini con comportamenti rispettosi dell’ambiente

LICATA (AG) – Se ne è parlato nei giorni scorsi ad un convegno sui Giovani e il Clima tenutosi alla “sala meeting Vigata” di Licata. Grande affluenza di studiosi da ogni parte di Italia, di giornalisti e tantissimi giovani interessati al problema.

I dati emersi durante il convegno sono allarmanti: gli attuali livelli di CO2 sono i più alti mai registrati in ben 650.000 anni! Il riscaldamento globale è effettivo, sta peggiorando molto rapidamente. Quali le cause? Studiosi, giornalisti, sociologi hanno affrontato il problema da vari punti di vista, in base ai loro campi di indagine e alle loro competenze, tutti hanno messo sotto accusa l’aumento della popolazione, la potenza della tecnologia, la modalità di intervento dei mercati, delle economie nazionali e delle agende politiche.

Gli scienziati illustrano nei dettagli le conseguenze infinitamente peggiori che avranno luogo in futuro se non si farà nulla per porre rimedio alla crisi del clima. A meno di intervenire tempestivamente e in modo deciso, in mancanza di un radicale cambiamento per tagliare l’inquinamento che provoca il riscaldamento globale, ci ritroveremo entro i prossimi dieci anni in grave pericolo e rischieremo di superare il punto di non ritorno.

Molti gli interventi dei giovani presenti che vedono nella crisi del clima un’opportunità unica per sperimentare quello che poche generazioni nell’arco della storia hanno avuto il privilegio di conoscere: una missione generazionale, l’euforia di un obiettivo morale irresistibile, una causa comune e unificante, e il brivido di essere costretti dalle circostanze a mettere in disparte le meschinerie e i conflitti che così spesso ostacolano l’incessante bisogno di trascendenza.

In questo momento è difficile immaginare di poter tagliare le emissioni globali di sostanze inquinanti, che le strade possano riempirsi in breve di veicoli elettrici ricaricabili e che edifici verdi possano da subito generare energia. Forse è difficile comprendere appieno il potenziale dell’idrogeno, concepire che nuovi combustibili possano far funzionare i nostri mezzi di trasporto. Adesso non possiamo attendere oltre per porre fine a questa crisi. Disponiamo di tutti gli strumenti necessari, a eccezione di uno: ciò che manca è la volontà necessaria a influenzare realmente un cambiamento.

Dalle discussioni è emerso che la maniera più efficace per combattere il problema è sostituire le nostre abitudini con comportamenti efficaci ma rispettosi dell’ambiente. Sono centinaia i piccoli gesti quotidiani che sembrano privi di rilevanza e che, invece, possono contribuire ad alterare gli equilibri già compromessi del nostro fragile sistema. Quanti sanno che friggere è dannoso all’ambiente o che pulirsi le orecchie con i cotton fioc incide negativamente sulla salute dei mari? Una dieta vegetariana consuma meno di cento litri di acqua al giorno, una carnivora più di mille. Coraggio, meglio una bella grigliata di verdura! Le lavastoviglie consumano 15 litri di acqua, tre volte di meno che lavare i piatti a mano. Scelta sbagliata andare in vacanza in aereo: copiosa emissione di anidride carbonica. E al supermercato dirigiamoci con decisione verso il bancone dove si vendono aceto, bicarbonato, pietra pomice e alcool, tutti prodotti naturali che funzionano a meraviglia e non inquinano.

Purtroppo tutte le attività umane sono altamente inquinanti, cionondimeno il progresso tecnologico non si deve arrestare perché la scienza dispone di risorse funzionali alla risoluzione dei problemi che essa stessa crea. Per ridurre la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, principale responsabile dell’effetto serra, si dovrebbe limitare l’utilizzo di fonti d’energia non rinnovabili e ricorrere a fonti d’energia pulita e rinnovabili.

L’Italia, Paese del sole e del vento, ha tutte le risorse necessarie per raccogliere la sfida e contribuire al risanamento ambientale cosi come i rifiuti organici possono essere utilizzati per produrre energia o compost.

Iacopinelli Claudia
Classe II A
Liceo st. Vincenzo Linares Licata (Ag)

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