Milano, 17 ago. (askanews) – Dal 5 settembre al 1 novembre 2026 San Vigilio di Marebbe, nel Comune di Marebbe (Bolzano), e San Martino in Badia (Bolzano) prolungano oltre l’estate il calendario delle attività con “Autumn Special”. Più di 20 appuntamenti occupano le settimane che precedono la stagione invernale, portando escursioni, visite e altre iniziative in un territorio dove la frequentazione turistica incontra due parchi naturali e una comunità ladina che continua a esprimere una propria lingua e una produzione culturale contemporanea.
Una delle escursioni raggiunge i Prati di Medalghes, nel Parco naturale Puez-Odle. L’area protetta si estende oggi su 10.722 ettari, distribuiti tra San Martino in Badia, Badia, Corvara, Funes e i Comuni della Val Gardena. Il dato corregge la superficie di circa 9.400 ettari riportata ancora in alcune pagine meno aggiornate. Ma sono soprattutto le rocce a spiegare la particolarità di quest’area: la successione stratigrafica conserva testimonianze che vanno dal Permiano al Cretaceo, comprese le tracce degli sprofondamenti avvenuti nel Giurassico e nel Cretaceo. La Gardenaccia e il Col de Puez appartengono a questa lunga sequenza, nella quale sono documentati ambienti marini precedenti alla formazione del paesaggio attuale. A poca distanza cambia la forma del paesaggio, ma non la profondità della sua storia. Sugli altopiani di Fanes e Senes, nel Parco naturale Fanes-Senes-Braies, l’acqua ha modellato i calcari producendo campi carreggiati, fenditure, pozzi, doline e grotte. Le rocce degli altopiani hanno in gran parte un’età compresa tra 225 e 190 milioni di anni e il carsismo continua ancora oggi a governare anche la circolazione sotterranea dell’acqua.
Una di quelle cavità, nelle Conturines, ha restituito resti di orso delle caverne. Gli animali ai quali appartenevano vivevano oltre 50mila anni fa; la loro storia è oggi ricostruita al Museum Ladin Ursus ladinicus di San Cassiano, dedicato all’orso preistorico e alla geologia delle Dolomiti. Il museo rientra nel calendario autunnale e rimane aperto fino al 1 novembre. Nella stessa area di Fanes-Senes-Braies si trova l’Owl Park di San Vigilio, che ospita oltre 80 rapaci appartenenti a 30 specie: gli incontri previsti con Mario Kelemina riguardano caratteristiche e comportamento degli animali.
La storia della Val Badia non è però scritta soltanto nelle rocce e nei reperti. Il ladino continua a essere parlato nelle cinque valli dolomitiche di Val Badia, Val Gardena, Val di Fassa, Livinallongo e Ampezzo, dove nel tempo si sono sviluppate varietà linguistiche differenti. A San Martino in Badia il Museum Ladin Ciastel de Tor ricostruisce la vita delle popolazioni ladine mettendo in relazione storia e presente, paesaggio e modi di vivere. Lo stesso castello porta i segni dei cambiamenti attraversati dalla valle: nel 1230 i servi dei vescovi di Bressanone costruirono una torre residenziale a tre piani, trasformata nei secoli successivi in un castello e abitata da famiglie contadine a partire dall’Ottocento. Tra settembre e novembre il Ciastel de Tor non racconta soltanto questa eredità. Fino al 27 settembre ospita la “Trienala Ladina 2026”, ottava edizione della rassegna dedicata all’arte contemporanea dell’area ladina. Cinque artisti sono stati chiamati a lavorare sul canto e sulla musica come elementi della cultura locale. La coincidenza con le prime settimane del programma autunnale mette così nello stesso spazio le testimonianze storiche conservate dal museo e una produzione artistica che appartiene al presente.
Nel Comune di San Martino in Badia c’è anche Longiaru. Il 5 agosto 2018 la frazione è entrata nella rete internazionale dei “Villaggi degli Alpinisti”, iniziativa sviluppata nell’arco alpino attorno a criteri che comprendono la salvaguardia del paesaggio, infrastrutture turistiche contenute e una pratica della montagna legata soprattutto al movimento con le proprie forze. Fu il primo paese ladino e il primo delle Dolomiti ammesso nella rete. Il riconoscimento interessa un territorio nel quale superfici agricole, pascoli, abitazioni e sentieri convivono con infrastrutture e attività legate al turismo. È dentro questa geografia, più che in una successione di attrazioni, che si collocano gli appuntamenti di “Autumn Special”. Alle escursioni nei parchi e alle visite nei musei si aggiungono uscite in bicicletta, attività sportive e, il giovedì sera, osservazioni astronomiche con Julian Rigo. Rifugi, ristoranti e impianti rimangono in parte aperti anche in autunno, secondo calendari stabiliti dalle singole strutture. Per gli spostamenti l’HolidayPass distribuito dalle strutture aderenti al servizio consente di utilizzare autobus e treni del trasporto pubblico altoatesino, un elemento che incide sulle modalità con cui vengono raggiunti paesi, frazioni e accessi alla montagna.
L’allungamento del calendario fino al 1 novembre riguarda quindi anche la gestione della frequentazione turistica fuori dai periodi centrali dell’estate e dell’inverno. Nell’agosto 2021 la Cooperativa Turistica San Vigilio-San Martin ha ottenuto la certificazione secondo lo standard del Global Sustainable Tourism Council, articolato negli ambiti della gestione, della sostenibilità socioeconomica, della cultura e dell’ambiente. Nei documenti dedicati alla sostenibilità la cooperativa dichiara di raccogliere dati sulla presenza turistica e su aspetti ambientali e considera il monitoraggio uno strumento della gestione della destinazione. L’estensione delle attività autunnali aggiunge ora un periodo di quasi due mesi sul quale osservare questi indicatori.

