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Costi ridotti e più efficienza, un’Azienda Zero nei piani del governo Schifani per la sanità siciliana

Costi ridotti e più efficienza, un’Azienda Zero nei piani del governo Schifani per la sanità siciliana
Renato Schifani – foto di Imagoeconomica

Un modello già sperimentato in Veneto, Piemonte e Calabria che potrebbe cambiare notevolmente la gestione del sistema sanitario regionale

Tra le ultime missioni del governo Schifani c’è quella di ridurre i costi e migliorare l’efficienza della sanità in Sicilia attraverso la creazione di un’Azienda Zero, un ente strumentale regionale per razionalizzare procedure e servizi.

Sarebbe questa, secondo l’Ansa, una delle misure previste nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2027-2029, approvata dalla giunta nelle scorse ore e che ha visto un miglioramento delle stime per il Pil (nonostante le criticità dovute all’andamento dell’inflazione, ai rincari e agli effetti del delicato contesto internazionale attuale).

Sanità, cosa cambierebbe con l’Azienda Zero in Sicilia

L’Azienda Zero è un modello già adottato in altre regioni – per esempio Veneto, Piemonte e Calabria – ed è di fatto uno strumento nelle mani del servizio sanitario regionale per accentrare la gestione e il coordinamento dei servizi sanitari, sia da un punto di vista tecnico-amministrativo che organizzativo. Se introdotta in Sicilia, l’Azienda Zero si occuperebbe – tra le altre cose – di gestire gare, l’acquisto di farmaci e apparecchiature mediche e di uniformare prezzi e procedure.

Ci sarebbe anche un unico sistema informativo contabile, così da snellire la burocrazia, ridurre i costi e intervenire tempestivamente per evitare inefficienze e scostamenti di spesa.

Le criticità del sistema sanitario

L’obiettivo del progetto di un’Azienda Zero in Sicilia è quello di migliorare l’organizzazione, ma salvaguardando – anzi, potenzialmente migliorando – i livelli essenziali di assistenza. I cosiddetti LEA che tanto hanno fatto parlare male della sanità isolana. I dati diffusi lo scorso luglio, che però fanno riferimento al 2024, rivelano che la sanità dell’Isola è agli ultimi posti a livello nazionale e che la Sicilia non raggiunge lo standard minimo di sufficienza nel campo della prevenzione. Le restanti criticità si conoscono bene e sono oggetto dei più disparati report: carenza di medici e infermieri, specializzandi in fuga, turni massacranti per gli operatori, liste d’attesa infinite, a cui si aggiungono i frequenti episodi di violenza denunciati dal personale ospedaliero e dai sindacati.

In questo contesto complesso, l’Azienda Zero potrebbe rappresentare – nell’idea del governo Schifani – una svolta fondamentale, in quanto permetterebbe di risparmiare denaro e dirottarlo magari sul miglioramento dei servizi. Una cosa, quest’ultima, fondamentale per l’Isola e che sicuramente sarà al centro della campagna elettorale in fase di avvio in vista delle prossime regionali.

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