Che sorpresa il quarto appuntamento con il Festival! La serata delle cover e dei duetti porta sul teatro dell’Ariston performance incredibili e grandi artisti: dopo lo show, è il momento di dare i voti con le pagelle del QdS.
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Sanremo 2026, le pagelle della serata delle cover per i cantanti
- Elettra Lamborghini con Las Ketchup – 7: look meraviglioso per tutte le protagoniste, brano che non può non fare sognare i Millennial. Bellissimo il momento di coinvolgimento del pubblico, una cosa che al Festival non si vede spesso. Nel momento iniziale mancava, però, un po’ dell’energia travolgente tipica del brano. E solo questo abbassa leggermente il punteggio finale.
- Eddie Brock con Fabrizio Moro – 8: intensi, emozionanti. Il brano è meraviglioso, la performance rende giustizia ai due artisti.
- Mara Sattei con Mecna – 8.5: la sintonia non manca, il brano non ha bisogno di presentazioni e i due artisti in gara fanno decisamente un’ottima figura sul palco dell’Ariston. Tutto al posto giusto, dal look al mix di voci.
- Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – 8+: l’unione di canto e danza è vincente. Patty Pravo sempre raffinata, elegante, dona al pubblico uno spettacolo intenso. Andrijashenko? Che dire, degno di esibirsi accanto a un mito della musica italiana.
- Levante con Gaia – 8.5: due giovani artiste grintose, con un brano dalla forte energia femminile. Sintonia fisica, vocale ed emotiva alle stelle. Una coppia vincente. Il “bacio” finale? Darà motivo di far parlare della performance ancora di più…
- Malika Ayane con Claudio Santamaria – 7.5: look audace e vocalità singolare da parte di Malika Ayane. Migliora l’energia nella seconda parte dell’esibizione, anche se la parte iniziale non ha reso pienamente giustizia all’intensità del brano e alla grandezza degli artisti in gara.
- Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – 8+: energia femminile alla massima potenza, grinta invidiabile e un legame col passato che evoca solo bei ricordi. Molto convincente e per nulla banale la versione a più voci di “Occhi di gatto”, con un’inaspettata impronta più “rock”. Un plauso non solo alle cantanti, ma anche alle musiciste è doveroso. Il look di Cristina D’Avena azzeccatissimo.
- Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – 7+: versione originale e moderna di un grande classico. Le barre iniziali funzionano e la canzone ha un appeal che nei decenni non si è mai spento. Nel complesso, performance assolutamente gradevole. E con un messaggio importante contro la guerra, che non risulta affatto scontato, specialmente con il brano “Su di noi”.
- Tommaso Paradiso con Stadio – 7.5: un Tommaso Paradiso finalmente più energico e “scatenato”. Accoppiata artistica che complessivamente funziona, brano giusto per dare un po’ di carica al pubblico.
- Michele Bravi con Fiorella Mannoia – 8.5: la dolcezza di Michele Bravi e la classe ineguagliabile di Fiorella Mannoia si sposano perfettamente. Due artisti molto diversi ma complementari nell’emozionante performance di “Domani è un altro giorno”.
- Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – 8+: generazioni che si incontrano, un padre e un figlio uniti dall’amore per la musica sul palco dell’Ariston. Emozionante l’ingresso a sorpresa di Gianni Morandi, che domina il palco ma senza rubare la scena al figlio Tredici Pietro.
- Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – 8: una versione delicata de “Il mondo”, rivisitata ma rispettosa. Un bel passo avanti rispetto alle altre performance sul palco dell’Ariston.
- Fulminacci con Francesca Fagnani – 9: una “Parole Parole” a parti invertite, inaspettata e delicata, quasi recitata. L’effetto finale è “wow”, anche senza virtuosismi vocali. L’effetto bianco e nero è stato un tocco di classe, capace di farci tornare – anche solo col pensiero – ai tempi di Mina e Alberto Lupo.
- LDA & Aka 7Even con Tullio De Piscopo – 7+: tra le performance più travolgenti della serata, allegra e vivace. Grande Tullio De Piscopo, rispettosi e visibilmente emozionati i giovanissimi LDA e Aka 7Even. Il livello della serata delle cover è molto alto.
- Raf con The Kolors – 6.5: nulla da dire agli artisti, performance pulita e brano piacevole. Le aspettative erano alte, però, e rispetto ad altri brani in gara l’impatto è stato leggermente minore. C’era il potenziale per fare di più.
- J-Ax con Ligera County Fam – 7: J-Ax ritrova finalmente la sua classica energia travolgente e fa incontrare brevemente la sua nuova anima country con il suo storico genere musicale. Una versione leggera e complessivamente piacevole di un classico senza tempo.
- Ditonellapiaga con TonyPitony – 9+: hanno infiammato il palco con “The lady is a tramp”. Non risultare banali era difficile, ma il risultato finale colpisce. A sorpresa una simpatica gag in lingua italiana e un mini-medley con il classico “Ba Ba Baciami piccina”. Finale con l’orchestra memorabile!
- Enrico Nigiotti con Alfa – 8+: due artisti sensibili, che hanno un messaggio da lanciare e lo fanno con una cover sentita di “En e Xanax”.
- Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – 9.5: una versione intima e artisticamente sublime di “Besame mucho”. Un pianoforte, due sgabelli: non serve altro per tenere il pubblico con lo sguardo incollato allo schermo e le orecchie ben aperte. La sintonia tra i tre artisti in scena è da brividi.
- Sayf, Alex Britti, Mario Biondi – 8: un altro classico senza tempo ben interpretato. Una scelta interessante quella del giovane Sayf. Un tocco di classe la presentazione dei musicisti e di tutti i grandi artisti sul palco. Anche il pubblico è stato protagonista e questo è sempre bello. Un inizio con più dinamismo vocale ed energia avrebbe reso la performance ancora più interessante.
- Francesco Renga e Giusy Ferreri – 7.5: la voce femminile sovrasta leggermente quella maschile, ma la sintonia c’è e il talento – inutile dirlo – anche. Una versione emozionante di “Ragazzo solo, ragazza sola” e un duo che potrebbe regalarci anche future collaborazioni interessanti.
- Arisa e il Coro del Teatro Regio di Parma – 10: quest’anno al Festival non ne sbaglia una, nel look e nelle performance. Letteralmente da brividi, dall’inizio a cappella al delicato accompagnamento del coro e dell’orchestra. Versione molto diversa dall’originale, ma piena di rispetto, emozione e sentimento. Standing ovation strameritata.
- Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – 6.5: performance allegra e carica di energia positiva, ma sotto alcuni aspetti di minore impatto rispetto ad altre presentate nel corso della serata.
- Sal Da Vinci e Michele Zarrillo – 8.5: duo che con una versione fedele all’originale e intensa di “Cinque giorni” convince. Sorprendentemente, verrebbe da aggiungere. Sal Da Vinci si presenta in una veste più profonda e riesce a mettere maggiormente in luce il suo valore artistico con questa performance.
- Fedez e Masini con Stjepan Hauser – 7.5: bella versione di “Meravigliosa creatura”, (quasi) interamente al maschile. I tocchi di classe? Il messaggio conclusivo con la voce di Domitilla D’Amico e il contributo del violoncellista Stjepan Hauser. La parte finale risulta più incisiva rispetto a quella iniziale.
- Ermal Meta con Dardust – 9: il sodalizio artistico di Ermal Meta e Dardust continua a produrre successi. Performance valorizzata dal talento musicale di Dardust e dalla raffinata ed emozionante vocalità di Ermal Meta.
- Nayt e Joan Thiele – 8+: “La canzone dell’amore perduto” è un brano difficile, ma i due artisti sul palco riescono a restituirne la raffinatezza e la delicatezza. Bella sintonia, le voci si fondono bene.
I voti per conduttori e ospiti
Carlo Conti – in aggiornamento
Laura Pausini – in aggiornamento
Alessandro Siani – in aggiornamento
Bianca Balti – in aggiornamento
Francesco Gabbani – 9: grande artista, che canta con profondo amore per la vita, una voce calda e una sensibilità fuori dal comune che nel tempo il pubblico del Festival ha imparato ad apprezzare.
Caterina Caselli – 10: emozionata ed emozionante, un’artista il cui valore per la storia della musica italiana è impareggiabile. Nel 1966 cantava “Nessuno mi può giudicare” con grinta e passione. Con quella canzone cambiò il look, il modo di pensare, la determinazione di tante persone. E oggi riceve un meritato Premio alla carriera che valorizza il suo percorso artistico e personale.
Max Pezzali – 9.5: la performance de “Gli anni” colpisce dritto al cuore. Ci sono brani che trasmettono pace e che portano alla mente ricordi positivi, di un tempo senza cellulari e di maggiore semplicità. Quello ripresentato da Max Pezzali stasera è uno di quelli. E il pubblico di Sanremo non può che ringraziarlo per un simile regalo.
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