Roma, 15 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si sono incontrati oggi per la seconda giornata del vertice di Pechino, con l’obiettivo di consolidare i risultati della visita di stato del leader americano in Cina.
In mattinata Xi ha accompagnato Trump a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership del Partito comunista cinese, dove il presidente cinese vive e lavora. I due leader hanno poi preso il tè e sono messi a pranzo prima della partenza di Trump dalla Cina.
Accogliendo l’ospite, Xi ha definito la visita di Trump un evento “storico e fondamentale”, una “pietra miliare” nelle relazioni sino-americane. Il presidente cinese ha parlato di una nuova fase nei rapporti bilaterali, descritta come una relazione “costruttiva di stabilità strategica”, riprendendo il linguaggio usato da Pechino nel resoconto dei colloqui del giorno precedente.
Xi ha spiegato di avere scelto Zhongnanhai come sede dell’incontro di oggi “per ricambiare l’ospitalità” ricevuta nel 2017, quando fu accolto da Trump nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida.
Trump ha affermato che dal viaggio è venuto fuori “molto di buono”. “Abbiamo fatto fantastici accordi commerciali”, ha detto, senza fornire dettagli. Il presidente americano ha aggiunto che con Xi è stata discussa anche la guerra in Iran e che entrambi vogliono lo Stretto di Hormuz “aperto”, la fine della guerra in Iran e che Teheran non abbia armi nucleari.
Trump ha poi richiamato l’invito rivolto a Xi a visitare la Casa bianca il 24 settembre. “Come il commercio è reciproco, anche la visita sarà reciproca”, ha detto.
Durante i colloqui di ieri, Xi aveva avvertito gli Stati uniti del rischio di uno scontro su Taiwan se la questione non sarà gestita correttamente. Richiamando la “trappola di Tucidide”, cioè il rischio di conflitto tra una potenza emergente e una potenza consolidata, il presidente cinese aveva detto che Cina e Stati uniti dovrebbero essere “partner, non avversari”.
Sul dossier iraniano, mentre i negoziati restano in stallo e il traffico marittimo in Medio Oriente continua a essere ostacolato, la Casa bianca ha affermato che Stati uniti e Cina hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz “resti aperto per sostenere il libero flusso dell’energia”. Secondo il resoconto americano, Xi si è opposto alla militarizzazione della via d’acqua e a qualsiasi tentativo di imporre pedaggi per il suo utilizzo.
Trump, in un’intervista a Fox News, ha inoltre indicato che la Cina ha espresso interesse ad acquistare più petrolio americano.
Finora non sono stati annunciati accordi commerciali ufficiali dal vertice. Tuttavia, dopo il bilaterale di ieri, Trump ha detto a Fox News che la Cina ha accettato di acquistare 200 aerei Boeing. Il numero sarebbe inferiore ai 600 velivoli ipotizzati prima del viaggio e ai 300 acquisti annunciati durante la precedente visita di Trump in Cina nel 2017. Ieri la Boeing ha perso in borsa.
Al contrario, le azioni Nvidia hanno toccato un massimo storico dopo la notizia secondo cui gli Stati uniti sarebbero pronti ad autorizzare la vendita ad aziende cinesi di alcuni chip avanzati H200. Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha detto a Cnbc che la notizia sui chip è “una novità” per lui e che “bisognerà vedere”, ma ha confermato che la definizione di regole di sicurezza sull’intelligenza artificiale per proteggere i modelli più potenti è nell’agenda del vertice.

