Distrazioni a bizzeffe, tanta sofferenza ma anche la voglia di non perdere e la capacità – almeno al Barbera – di sapere reagire e di ribaltare la situazione. Probabilmente è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno nella vittoria del Palermo sul Catanzaro per 3-2. Risultato pirotecnico giunto al termine di 90 minuti e passa in cui tanti sono stati gli errori da una parte e dall’altra. I rosanero hanno centrato la quattordicesima vittoria casalinga in questa stagione regolare. Risultato festeggiato da oltre 28mila spettatori che hanno sospinto la squadra.
Questo permette ai ragazzi allenati da Pippo Inzaghi di toccare quota 72 ma, per la contemporanea vittoria del Frosinone sul campo della Juve Stabia e sconfitta del Monza a Mantova, il terzo posto è svanito nonostante disti tre soli punti. Questo perché il Monza ha vinto entrambi gli scontri diretti con i siciliani (sempre per 3-0) e quindi anche in caso di arrivo a pari punti, i biancorossi giocherebbero l’eventuale finale di ritorno in casa avendo anche il beneficio di poter contare su due risultati su tre.
Serve un Palermo più concentrato
Per il grande salto il Palermo avrà certamente bisogno di prestazioni decisamente diverse rispetto a quella offerta questo pomeriggio per superare il turno e giocarsi la promozione in massima serie. A maggior ragione se l’altra finalista dovesse essere la formazione lombarda.
Bisogna chiaramente dire che il Palermo, sfumata la rincorsa alla promozione diretta, si è presentato a questa sfida col Catanzaro con una formazione rimaneggiata e diversi giocatori che raramente sono partiti dal primo minuto in questa stagione. Magnani, Veroli, Giovane e Gyasi nell’undici di partenza proposto da Inzaghi la dicono lunga. Il tecnico non lo considera turnover ma è chiaro che si è trattato di un giro di rotazioni. E per come è andato il primo tempo ci siamo fatti l’idea del perché le “rotazioni” non abbiano mai avuto la combinazione proposta nel primo tempo. La differenza tra l’undici abituale (guai a chiamarlo titolare) e uno schieramento diverso si vede. Ed è lampante anche all’occhio non abituato al calcio.
Clamoroso l’errore di Magnani in avvio di primo tempo che ha favorito Pittarello e praticamente regalato lo 0-1 agli ospiti. Il Palermo ha saputo reagire e con una fiammata ha pareggiato con Johnsen. Importante la sua rete, la prima in maglia rosanero. Potrebbe dargli fiducia. Ma il Catanzaro chiaramente ci ha messo del suo. Del resto i giallorossi di Aquilani sono stati i primi a dare un dispiacere ai siciliani in questa lunga stagione vincendo 1-0 all’andata a fine ottobre. E Pittarello ha firmato la sua doppietta sfruttando un imbeccata di Di Francesco e siglando in spaccata piegando le mani a Joronen.
I rosa nella ripresa hanno reagito trovando il jolly ancora con Johnsen che ha propiziato l’autorete di Nuamah e poi trovando un rigore visto dal Var e trasformato dal solito Pohjanpalo.
Il Palermo centra un successo su una big
Il Palermo non solo batte il Catanzaro ma batte, finalmente, una protagonista di questo campionato. I rosa, infatti, con le squadre di vertice hanno faticato parecchio riuscendo a battere (ma al ritorno) soltanto l’Avellino e il Cesena che sono in lotta per l’ottava posizione. Ma prima di oggi, gli scontri con le dirette concorrenti avevano un saldo negativo in primis col Monza visto il doppio 3-0 subito ma anche con la Juve Stabia che ha vinto 1-0 all’andata e pareggiato 2-2 al Barbera. Scontri diretti in parità con Modena, Frosinone e Venezia, prossimo e ultimo avversario di Bani e compagni in questa stagione regolare con il quale potrebbero centrare un risultato di prestigio contro la regina della classe che ha festeggiato il meritato ritorno in massima serie.
Insomma, è auspicabile, che per vedere il miglior Palermo si debba attendere il 17 maggio. Sarà quella la data importante: si giocherà l’andata delle semifinali con la vincente dello scontro tra la quinta (il Catanzaro) e l’ottava (una tra Cesena, Avellino e Mantova). E visto che vincere aiuta a vincere, ben venga questo (folle) successo.
Sarà importante vedere come la squadra arriverà a questa data prima ancora di vedere con chi. La grande impresa di Baldini nel 2022 si concretizzò proprio nel rush finale. E nei play-off sarà fondamentale arrivare bene, in crescita. Fondamentale in cui Inzaghi sembra padroneggiare.
Il tabellino
Palermo-Catanzaro 3-2
Palermo: Joronen; Magnani (dal 69′ Peda), Bani (dal 63′ Bereszynski), Veroli; Pierozzi (dal 46′ Augello), Modesto, Ranocchia, Giovane (dall’88’ Gomes); Johnsen, Jyasi (dal 63′ Vasic); Pohjanpalo. Allenatore: Filippo Inzaghi. A disposizione: Gomis; Ceccaroni, Palumbo, Segre, Blin, Le Douaron, Corona.
Catanzaro: Pigliacelli; Di Francesco (dal 70′ Koffi), Antonini (dall’88 Baschi), Moreira Pacheco; Favasuli, Pontisso, Pompetti, Fosinini (dall’88’Cassandro); Nuamah (dal 62′ Alesi), Oudin (dal 70′ Rispoli), Pittarello. Allenatore: Alberto Aquilani. A disposizione: Marietta; Esteves, Verrengia, Petriccione, Buglio, D’Alessandro, Liberali.
Arbitro: Cludio Giuseppe Allegretta di Molfetta. Assistenti Andrea Niedda (Ozieri) e Davide Santarossa (Pordenone). Quarto ufficiale: Francesco Aloise (Lodi). Var: Marco Monaldi (Macerata). Avar: Matteo Gualtieri (Asti).
Marcatori: al 3′ e al 32′ Pittarello, al 15 Johnsen, al 54′ Nuamah (autorete), all’86 Pohjanpalo (rigore)
Note. Spettatori presenti al Barbera: 28.616 (16.504 quota abbonati, biglietti 12.112). Ammoniti: Gyasi (Palermo), Johnsen (Palermo).
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