Servizio idrico, il nodo dei gestori uscenti mentre corrono le lancette per i fondi Pnrr - QdS

Servizio idrico, il nodo dei gestori uscenti mentre corrono le lancette per i fondi Pnrr

redazione

Servizio idrico, il nodo dei gestori uscenti mentre corrono le lancette per i fondi Pnrr

Simone Olivelli  |
mercoledì 15 Maggio 2024

Parla il direttore di Acoset, Antonio Coniglio: “Per noi il tema della proroga e del regime transitorio lascia il tempo che trova. Ci interessa delimitare il perimetro entro cui agire come socio d’opera”

CATANIA – Utilizzare una settantina di milioni del Pnrr, evitando di perdere un’altra opportunità per migliorare la rete idrica. In provincia di Catania, il proposito che si direbbe scontato necessita di una strategia per arrivare all’obiettivo, e questo nonostante proprio pochi giorni fa il ministero delle Infrastrutture ha ufficializzato l’ammissione al finanziamento di una serie di progetti presentati da alcune delle tante società che negli ultimi vent’anni hanno operato nei 58 Comuni. Il motivo è sempre lo stesso: il gestore unico.

Sul nome, da qualche settimana, dubbi non ce ne sono: Sie – la società mista che nella sua componente privata ha gli imprenditori Cassar, Virlinzi e Zappalà – ha firmato la convenzione con l’Assemblea territoriale idrica che rappresenta i Comuni.

Il nodo dei gestori uscenti per i fondi destinati alle perdite

Il nodo, adesso, è stabilire le condizioni con cui i gestori uscenti, ai quali è stata già in linea di massima concesso un periodo di gestione transitoria, dovranno utilizzare i fondi destinati alla “riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti”.
A essere stati inseriti in posizione utile in graduatoria sono stati Acque Aurora, Comune di Bronte, Sidra, Sie, Sogip e Ama. Non tutto, però, è ancora stato fatto. “Le proposte nei casi in cui i soggetti proponenti hanno in corso l’iter di perfezionamento del subentro del gestore unico, ovvero che non abbiano ancora approvato la delibera di adozione dello schema regolatorio di aggiornamento biennale 2022-2023 e degli atti ad esso correlati – ricorda l’Ati in una determina – sono ammesse con riserva. La verifica dei relativi adempimenti dovrà avvenire entro il limite massimo di tre mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto”.

Domani si terrà un incontro tra i gestori uscenti e Sie

Per tale ragione domani si terrà un incontro tra i gestori uscenti e Sie. La riunione avverrà nella sala convegni – affittata per l’occasione dall’Ati al costo di quattrocento euro – del Catania International Airport Hotel. “È necessario un confronto con i gestori proponenti e il gestore unico Sie – si legge nel documento – per concertare la modalità di attuazione degli interventi, in relazione al periodo transitorio necessario all’avvio della gestione unica d’ambito, al fine di poterla prospettare al ministero per ricevere un assenso preventivo, allo scopo di non perdere i finanziamenti”.

L’attesa in vista di domani riguarda anche la presenza o meno alla riunione di Sergio Cassar e Davide Giugno. I due sono l’amministratore delegato e il presidente del consiglio di gestione di Sie. La curiosità deriva dall’esito di un’altra riunione, tenutasi a inizio mese sempre al Catania International Airport Hotel per discutere del nuovo metodo tariffario introdotto da Arera e, nello specifico, concordare una tariffa che, nell’attesa della presa in carico dei singoli impianti da parte di Sie, potrà andare incontro alle singole esigenze dei gestori che usufruiranno del regime transitorio. All’incontro, però, né Cassar né Giugno si sono presentati, lasciando a un proprio consulente il compito di interloquire con i gestori uscenti.

“Una scelta che con molta probabilità è stata dettata dal carattere tecnico del confronto, ma che ha spiazzato più di uno dei presenti, considerato che si è agli albori della gestione a guida Sie e che fino a pochi mesi fa c’era chi ha alzato le barricate contro la convenzione poi siglata soltanto con l’intervento della commissaria ad acta mandata dal governo Schifani”, commenta una fonte al Quotidiano di Sicilia.
Chi, invece, decide di intervenire sull’attuale momento è il direttore di Acoset Antonio Coniglio. La società è l’unica tra i gestori uscenti che è certa di poter disporre dei finanziamenti legati al Pnrr. “Abbiamo chiuso l’iter per presentare gli interventi entro il 31 dicembre e questo ci consente di usarli a prescindere dagli accordi con il gestore unico – spiega Coniglio al QdS –. In ogni caso reputo sia fondamentale per ogni gestore uscente concordare la modalità di utilizzo di queste somme perché altrimenti si commetterebbe un grave errore, ovvero far ricadere nelle bollette dei cittadini il costo di questi interventi che comunque andranno fatti”.

Il futuro del servizio idrico integrato secondo il direttore di Acoset

Coniglio, poi, guarda al futuro del servizio idrico integrato nel catanese. Acoset – così come alcuni degli attuali gestori uscenti – possiede quote all’interno di Hydro Catania, la società che ha il 49 per cento di Sie e che rappresenta i privati. “Siamo un socio d’opera ed è un ruolo che rivendichiamo – commenta il direttore di Acoset – Abbiamo già dato la nostra ampia disponibilità al dialogo agli altri soci, ma alla condizione che vengano sottoscritti nuovi patti parasociali che attualizzino gli accordi alla base della gara d’appalto del 2005 da cui è derivato il diritto di Sie a diventare gestore unico”.

“Su questo – continua Coniglio – non possiamo indietreggiare di un centimetro. Acoset deve essere realmente socio d’opera e dunque avere assegnati compiti specifici in materie peraltro in cui possiede un proprio chiaro know-how, come la sostituzione dei contatori, la manutenzione ordinaria delle reti o, per fare un esempio, il rilievo delle perdite”. Lo sguardo è al futuro. Un futuro che, pare emergere, va liberato da qualsiasi nube. “Per noi il tema della proroga e del regime transitorio lascia il tempo che trova, ad Acoset – conclude Coniglio – interessa delimitare il perimetro entro cui agire come socio d’opera”.

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