Sicilia attrezzata contro gli hacker, ma con pochi addetti - QdS

Sicilia attrezzata contro gli hacker, ma con pochi addetti

Roberto Pelos

Sicilia attrezzata contro gli hacker, ma con pochi addetti

mercoledì 24 Luglio 2019 - 02:00
Sicilia attrezzata contro gli hacker, ma con pochi addetti

Secondo Unioncamere l’Isola, con 212 imprese, è tra le realtà italiane più preparate per la sicurezza informatica. I rischi che ormai si corrono anche per la privacy, sempre più diffusi con l’avvento della digitalizzazione, hanno spinto negli ultimi anni sempre più aziende a offrire servizi nell’ambito della cyber-security. La più alta concentrazione di aziende di “custodi digitali” si registra nel Lazio (634); da noi sono 212 (+152 rispetto allo scorso anno)

ROMA – La sicurezza informatica è al centro di un’indagine condotta da Unioncamere-Infocamere. I rischi che ormai si corrono anche per la privacy, sempre più diffusi con l’avvento della digitalizzazione, hanno spinto negli ultimi anni sempre più aziende a offrire servizi nell’ambito della cyber-security; le imprese in questo ambito sono aumentate di oltre il 300%, passando, da poco meno di 700 a oltre 2.800 unità.

Dunque, sebbene la percezione dei crimini informatici in Italia sia ancora molto bassa, abbiamo ultimamente assistito ad una crescita significativa del numero d’imprese che mettono a disposizione strumenti idonei a contrastare questa minaccia nuova ma sempre più in agguato.

Il fenomeno non ha coinvolto soltanto nuove aziende ma anche realtà già esistenti che, negli ultimi 18 mesi, hanno fatto ingresso nel settore rivedendo la descrizione della propria attività prevalente. A questo incremento del numero degli operatori, ha fatto eco un aumento ancora più marcato nel numero degli addetti, passati nello stesso periodo, da 5.600 a 23.300 unità, corrispondenti ad una media di otto addetti per azienda al 31 marzo di quest’anno.

Come sottolinea il comunicato dell’ente camerale (la fonte è anche Movimprese), la più alta concentrazione di aziende di “custodi digitali” si registra nel Lazio, dove al 31 marzo scorso avevano sede 634 imprese (il 23% del totale) e ancora il Lazio è la regione in cui la crescita è più consistente nel periodo con 468 aziende in più tra il 2017 e il marzo 2019, il 22% dell’intero saldo nazionale. A seguire in entrambe le classifiche c’è la Lombardia con 492 imprese residenti alla fine di marzo e un aumento di 371 aziende dal 2017.

Anche la Sicilia si piazza tra le realtà attente alla sicurezza informatica e attrezzate al contrasto professionale al cyber-crime. Nella nostra regione sono presenti, secondo il rapporto, 212 imprese, 152 in più rispetto alle 60 del 2017. Il divario con altre realtà più evolute, si nota maggiormente nel numero degli addetti per imprese a fine 2018. In Sicilia, secondo Unioncamere che in questo caso ha elaborato i dati Inps, se ne registrano infatti 865, “briciole” soprattutto rispetto ai 6.686 della Lombardia, ai 4.173 del Lazio, ai 3.050 del Trentino-Alto Adige, ai 1.276 dell’Emilia-Romagna, ai 1.153 della Campania.

Le cose migliorano per la nostra terra se guardiamo al confronto con le altre realtà attinente alla media degli addetti per imprese sempre nel 2018 che risulta essere di quattro addetti, notevolmente inferiore soltanto rispetto a quella del Trentino-Alto Adige (153). Per quanto riguarda la variazione degli addetti nel periodo preso in esame, in Sicilia se ne registrano 724, di meno soprattutto in confronto alla Lombardia (5.668), al Lazio (3.240) e di nuovo rispetto al Trentino-Alto Adige (2.525).

Diamo adesso un’occhiata al valore della produzione nel 2017 (elaborazioni su archivio bilanci Xbrl) che per la Sicilia è di 33.674.187 euro, inferiore in particolar modo rispetto alla Lombardia dove il valore si attesta ad oltre 834 mln di euro e in confronto al Lazio (oltre 307 mln di euro). Il valore medio per imprese sempre nel 2017, nella nostra terra, fa registrare 801.766 euro, inferiore specialmente rispetto alla Lombardia (oltre 5 mln), in confronto alle Marche dove ci si attesta a poco meno di cinque mln e all’Emilia-Romagna, in cui si superano i quattro mln. La variazione in percentuale per la Sicilia, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017, si attesta al 20,2%.

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