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Parlamento Ue al lavoro contro la crisi della pesca in Sicilia

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Parlamento Ue al lavoro contro la crisi della pesca in Sicilia

Marianna Strano  |
domenica 29 Maggio 2022 - 13:35

In una serie di approfondimenti per QdS.it, gli onorevoli Pietro Bartolo, Annalisa Tardino e Ignazio Corrao parlano di cosa si fa per la Sicilia in Europa. Focus su crisi pesca e provvedimenti UE.

Cosa si fa davvero per la Sicilia in Europa? Gli europarlamentari siciliani Pietro Bartolo, Annalisa Tardino e Ignazio Corrao si confrontano sulle tematiche di primario interesse per il benessere economico della Sicilia. In questo caso, il focus è su pesca in Sicilia, concorrenza e lavoro al Parlamento UE per il benessere del settore.

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Tre europarlamentari (da sinistra: Ignazio Corrao, Pietro Bartolo e Annalisa Tardino) discutono di crisi del settore primario in Sicilia.

Dopo un primo dibattito sulla crisi dell’agricoltura, si discute ancora di settore primario. La pesca in Sicilia, tra rincari e concorrenza, è in crisi e all’interno dell’UE è necessario un lavoro istituzionale. Un lavoro volto a incentivare la pesca sostenibile, nonché la produzione locale di qualità e sicura.

“Il settore ittico, purtroppo, attraversa un periodo di profonda crisi e necessita di tutto il sostegno possibile da parte delle istituzioni europee per poter continuare a rifornire la catena alimentare con prodotti freschi e di qualità”, spiega l’onorevole Bartolo, impegnato nella Commissione Pesca UE.

Crisi pesca in Sicilia e lavoro in UE: confronto sul FEAMPA

“L’approvazione del nuovo Fondo per la pesca e l’acquacultura, il FEAMPA, è stato un momento importantissimo a cui io personalmente e noi come gruppo abbiamo prestato molta attenzione. Si tratta di uno strumento finanziario fondamentale, da 6,108 miliardi in sette anni, per garantire un sostegno concreto ai nostri pescatori in un periodo difficile. È un documento che risponde a molte delle richieste provenienti dal settore, trovando la giusta quadra tra l’urgenza di investire nel futuro dei nostri pescatori e la necessità di garantire il rispetto degli impegni presi a livello ambientale“. Sono queste le parole di Pietro Bartolo in relazione a uno strumento indispensabile per il benessere del settore ittico in Sicilia (e non solo).

C’è bisogno di interventi dall’UE per tutelare i lavoratori e servono modifiche per facilitare l’accesso ai fondi europei. A tal proposito, Annalisa Tardino aggiunge: “In piena pandemia abbiamo ottenuto delle importanti modifiche ai fondi Feamp, che ci hanno permesso di aiutare il comparto alle prese con una grave crisi. Abbiamo anche ottenuto lo stop alla proposta della Commissione europea che prevedeva un inasprimento delle sanzioni eccessivo e fuori logica“.

A favore di fondi e redditi straordinari per il comparto pesca, soprattutto in seguito alla crisi Covid, si è più volte espresso anche Ignazio Corrao. Certo serve anche l’azione del Governo italiano, ma non si può negare l’importanza delle istituzioni europee di fronte a una crisi economica senza precedenti che rischia di mettere fuori gioco la marineria italiana.

Come arginare la crisi

Aiuti, accesso semplificato ai finanziamenti, sostegno materiale e non dell’UE alla “piccola pesca” in Sicilia. Sulla necessità di tutti questi elementi sembrano d’accordo tutti gli intervistati, a prescindere dalla posizione politica.

“Il nostro lavoro ha contribuito innanzitutto a sburocratizzare e semplificare le norme di accesso ai finanziamenti. Inoltre, tra i punti su cui abbiamo ottenuto risultati importanti e di cui sono particolarmente contento, ci sono l’attenzione particolare data alla piccola pesca costiera, la possibilità di indennizzare con i fondi FEAMPA i pescatori che pescano rifiuti marini nel corso della loro attività di pesca e quella di finanziare la predisposizione, nei porti o in altre infrastrutture, di adeguate strutture in cui depositare gli attrezzi da pesca perduti e i rifiuti marini raccolti dal mare. Sono questioni su cui ho lavorato molto nel corso del mio mandato a Bruxelles”, spiega Bartolo.

“Con questo fondo, siamo riusciti anche a sostenere i nostri pescatori durante la pandemia. E ora stiamo lavorando a una modifica del FEAMP (il vecchio fondo della pesca) per recuperare risorse non ancora utilizzate. L’obiettivo è finanziare misure che permettano di contrastare gli effetti catastrofici dell’aggressione Russa in Ucraina, anche in quei Paesi le cui marinerie hanno subìto danni indiretti – ma non per questo meno gravi – come l’Italia. E non dimentichiamo che una delle marinerie più grandi si trova a Mazara del Vallo (TP)”.

Bartolo: “No al taglio alle giornate di pesca”

Nell’ambito della Commissione per la pesca, Bartolo cerca di sostenere i pescatori nella loro quotidianità e nella loro attività concreta. L’europarlamentare, nel corso dell’intervista per QdS.it, ribadisce il suo “No” al taglio alle giornate di pesca portato avanti dalla Commissione Europea. A tal proposito, dichiara: “Sarà un disastro. Sta già portando la marineria a non raggiungere la soglia minima di profittabilità”.

“In più, potrà determinare altri effetti collaterali: turni più lunghi e una maggiore esposizione agli infortuni, aumento della disoccupazione e del fenomeno della pesca illegale. Per questo ci stiamo opponendo in ogni modo portando dentro il palazzo le ragioni di chi vive di pesca”.

Pesca e ambiente: il pericolo dei rifiuti marini e la tutela della biodiversità

Anche se la crisi del settore ittico siciliano è evidente e importante, non bisogna dimenticare altri temi collegati alla pesca. Un esempio è la tutela dell’ambiente. Un mare “sano” e pulito, infatti, è fondamentale per l’attività dei pescatori e per garantire la qualità dei prodotti ittici siciliani.

Nell’ambito della Commissione europea per la pesca, Pietro Bartolo ha affrontato anche il problema dei rifiuti marini: “In relazione al tema dell’inquinamento da rifiuti marini, la relazione alla quale ho lavorato in quanto rappresentante del gruppo S&D è stata importante per il voto del Parlamento europeo, mettendo al centro i pescatori e facendoli diventare custodi dei nostri mari. Mettere al centro i pescatori significa incentivarli a occuparsi della pulizia dei mari, ricompensando la pesca attiva e passiva dei rifiuti e facilitando i processi di differenziazione e smaltimento quando vengono portati a terra”, aggiunge.

L’obiettivo della tutela della pesca e del Made in Italy nel rispetto dell’ambiente è un obiettivo anche per Ignazio Corrao. In particolare, come specificato nell’intervento precedente sulla crisi agricoltura, per l’europarlamentare sono di primaria importanza la tutela della biodiversità e il contrasto alle “produzioni insostenibili”. A tal proposito, Corrao ribadisce il supporto al programma UE “Biodiversity strategy for 2030” per la tutela dell’ambiente, dell’agricoltura e della pesca sostenibile.

Il programma UE prevede la creazione di un network di aree protette, marine e no, e azioni sostenibili per contrastare la perdita di biodiversità. In più, la tutela della biodiversità si rivela fondamentale per una produzione di cibo di qualità e garantisce una maggiore sicurezza alimentare. Una sicurezza fondamentale che contraddistingue la produzione d’eccellenza Made in Italy e che può garantire una maggiore promozione dei prodotti locali.

La questione delle quote pesca

“In questi anni il dialogo con le marinerie e le associazioni che rappresentano i pescatori è stato costante anche su temi come l’iniqua distribuzione delle quote pesca tra i vari segmenti della flotta”, spiega Bartolo.

Per spiegare meglio il problema, l’onorevole aggiunge un esempio: “Nel caso del tonno rosso, il segmento della piccola scala, che rappresenta all’incirca il 70% della flotta, riceve all’incirca il 5% delle quote”.

“In Parlamento stiamo portando avanti numerose battaglie, in particolare per una revisione dei criteri per l’allocazione delle quote e delle possibilità di pesca. Il segmento della piccola pesca ha recentemente subìto colpi fortissimi anche per la pandemia di Covid. È fondamentale darle tutto il sostegno possibile affinché non si trovi a dover chiudere definitivamente i battenti. Sarebbe una sciagura inimmaginabile”.

Il caro energia, l’effetto sulla pesca in Sicilia e l’intervento al Parlamento UE

Pietro Bartolo non dimentica i riferimenti al caro energia e agli effetti devastanti sulla pesca siciliana. “Per quanto riguarda il settore della pesca, il problema del rincaro del costo dell’energia è sicuramente il più urgente e pressante. Il prezzo del carburante ha ormai raggiunto livelli così elevati da non rendere più profittevole l’attività a mare. È un problema enorme a cui si aggiunge un pericolo ulteriore: la Commissione Europea, infatti, ha recentemente fatto avanzato una proposta di revisione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici“.

Su questo punto, Bartolo aggiunge: “La nuova proposta cancella completamente la possibilità che permetteva agli Stati membri di concedere sconti sulle accise per il carburante ai pescherecci. Se mai così dovesse essere per la nostra marineria sarebbe un colpo mortale, soprattutto in questo periodo. Su questa questione stiamo lavorando in coordinamento con i nostri colleghi della Commissione per gli Affari Economici, dove il testo è in discussione, e abbiamo presentato emendamenti per riportare il regime alla situazione iniziale e garantire così la sopravvivenza di larga parte della nostra flotta”.

Sul caro energia e l’impatto sulla pesca locale si è espressa anche Annalisa Tardino in una dichiarazione riportata nell’intervista per QdS sulla crisi del settore agricolo in Sicilia. In particolare, l’europarlamentare ha sottolineato come l’aumento dei costi del carburante – aggravato dalla crisi e dalla situazione internazionale attuale – abbia avuto conseguenze non solo sul settore agricolo, ma anche sulla pesca. Questo vale soprattutto per i piccoli pescatori, un “tesoro” per l’economia siciliana spesso dimenticato nel momento della distribuzione di fondi e sostegni.

Non solo settore primario: le sfide UE per la Sicilia

È vero che il settore primario è forse quello che, in Sicilia, ha sofferto maggiormente per gli eventi degli ultimi anni. Vale per la pandemia, quanto per la guerra in Ucraina e la crisi economica. Tuttavia, è importante ricordare che di argomenti in Sicilia da affrontare nell’ambito dell’UE ce ne sono tanti: tra questi ci sono anche ambiente, sostenibilità, infrastrutture e tutela dei diritti umani.

Questi temi saranno oggetto di un ultimo approfondimento su QdS.it, con focus sulle sfide per il futuro della Sicilia nell’ambito del Parlamento UE.

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