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La Sicilia non si difende dai terremoti, Fillea Cgil al QdS.it: “Ecco la proposta di legge speciale antisismica, intervenire su scuole e case”

La Sicilia non si difende dai terremoti, Fillea Cgil al QdS.it: “Ecco la proposta di legge speciale antisismica, intervenire su scuole e case”
Sismografo, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le parole ai nostri microfoni del segretario generale regionale del sindacato sull’inadeguatezza della prevenzione sul tema nell’Isola

Una legge speciale per la prevenzione sismica in Sicilia, con risorse adeguate, controlli rigorosi e interventi prioritari su scuole, ospedali e abitazioni. Questa la richiesta esplicitata al microfono del QdS.it da Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia: una serie di proposte atte a sollecitare Governo nazionale e la Regione a varare un piano straordinario per ridurre la vulnerabilità del patrimonio edilizio e superare i ritardi accumulati negli anni.

Fillea Cgil Sicilia al QdS.it: “Prevenzione antisismica priorità per la Sicilia”

“Il punto è questo – esordisce il segretario generale regionale del sindacato -. In Sicilia noi abbiamo due tristi primati: nel 1693 il terremoto con più alta intensità mai registrato nella storia d’Italia che portò alla distruzione di Catania. Il secondo, invece, è relativo al fatto che siamo la Regione in cui un terremoto ha provocato il maggior numero di morti nella Penisola: mi riferisco in questo caso al sisma di Messina nel 1908, con 100 mila vittime. In Sicilia Orientale abbiamo la peculiarità della sismicità legata all’attività vulcanica, soprattutto nel versante nord orientale dell’Isola. La classificazione antisismica attualmente in vigore non rende effettiva giustizia alla pericolosità nel territorio perché ci sono storie sismiche differenti e patrimoni edilizi differenti. Il punto critico non è legato particolarmente alle realizzazioni posteriori al 1980 dopo che si iniziò a costruire tenendo conto dei nuovi requisiti antisismici. Il problema principale è rappresentato dalle costruzioni realizzate prima del 1980 e, poi, anche dagli edifici sorti dopo la speculazione edilizia ed economica posteriore al sisma di 36 anni fa che interessò la Sicilia”.

“Urgono interventi e leggi immediate per prevenire il rischio sismico nelle scuole e nelle abitazioni private in Sicilia”

“Il patrimonio storico preesistente alla speculazione edilizia è stato perduto – prosegue Pistorio -. All’interno degli edifici sono state abbattute pareti, cancellati muri: così gli edifici nati prima del 1980 sono stati rovinati. Ogni 300-500 anni, in Sicilia, i fenomeni sismici tendono a ripetersi: dunque, occorre farsi trovare pronti ed al momento non lo siamo. La legge speciale pensata da noi come sigla sindacale prevede che dove è presente un’utenza specifica, ad esempio bambini e ragazzi nelle scuole, debba essere fatte una verifica di vulnerabilità per tutti gli istituti d’istruzione. Dopodiché si dovrebbe valutare, edificio per edificio, quali sono gli interventi immediatamente necessari. Poi ci si dovrebbe concentrare su edifici pubblici e abitazioni. Per quest’ultime si dovrebbero prevedere incentivi fiscali, finanziamenti bancari a tassi agevolati, con norme simili a quelle varate per il superbonus per la messa in sicurezza del rischio sismico anche delle abitazioni private”.

“Muoversi anche sulle infrastrutture”

Fillea Cgil Sicilia, dunque, chiede un intervento a tutto tondo dell’Esecutivo ma soprattutto del governo presieduto da Renato Schifani: “La valutazione del rischio sismico deve riguardare complessivamente anche le grandi infrastrutture – conclude la sigla -. Nel caso in cui arrivi un terremoto di enormi dimensioni, dobbiamo fare in modo che le infrastrutture siano immediatamente ripristinabili, soprattutto a livello di acqua ed elettricità. La nostra richiesta alla Regione è cosa pubblica, ne hanno parlato ordini professionali, importanti professionisti: la nostra è una futura proposta di legge speciale che dovrebbe essere patrimonio di tutti. Noi avanziamo idee nel complesso, poi tecnicamente deve essere la politica a trasformarle in interventi. In definitiva noi chiediamo: la valutazione del rischio sismico per ogni singola scuola presente in Sicilia, la valutazione del rischio sismico e finanziamenti per interventi nell’edilizia privata, nonchè la possibilità di rinforzare i servizi essenziali nelle infrastrutture per permettere un recupero rapido delle funzioni in caso di grave calamità naturale. Insomma, occorre rafforzare la prevenzione in Sicilia a livello sismico”.

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