In Sicilia, al giorno d’oggi, sono più gli insegnanti di sostegno precari che quelli stabili. Una situazione che è in realtà nota da molto tempo quella intorno all’Isola e in generale su quasi tutta Italia, ma che spicca particolarmente nell’anno in corso. Secondo quanto appreso da UIL Scuola infatti, in Sicilia sono stati conteggiati ben 16.805 docenti in deroga (precari, ndr) nell’anno scolastico 2026-2027. I posti stabili, quelli previsti nell’organico di diritto, sono invece 14.143.
Un divario ampio, che racchiude perfettamente un problema che in Sicilia esiste ormai da tanti anni. “Almeno saranno dieci anni che chiediamo maggiore chiarezza su questo problema”, spiega infatti al QdS.it proprio la UIL Scuola Palermo, attraverso le parole del rappresentante Claudio Parasporo.
L’organico è raddoppiato, ma con i precari. La UIL Scuola sottolinea la necessità della stabilizzazione
Da sempre a supporto contro questa problematica, la UIL Scuola ci spiega perfettamente la situazione di oggi nel mondo del sostegno in Sicilia.
“L’organico di sostegno è raddoppiato nell’Isola, ma i precari sono ormai la fetta più ampia. Cosa chiediamo al Ministero? Stabilizzazione prima di ogni altra cosa – evidenzia Claudio Parasporo, tra i riferimenti del sindacato di Palermo e a tutela del comparto della scuola -, utilizzando sia i concorsi (come in piccola parte viene fatto, ndr) che le graduatorie di merito, dove c’è gente abilitata da sempre che aspetta il proprio turno. Purtroppo oggi i posti nel sostegno vengono dati col contagocce, sono pochi e la situazione è già molto delicata, ma lo sarà ancora di più a causa del cambio della normativa che, secondo le prime stime, prevede un ulteriore taglio del personale stabile per l’anno prossimo”.
Le prospettive per i prossimi anni: “Stiamo rischiando grosso”
A questo punto, impossibile non analizzare le prospettive per i prossimi anni nel mondo dell’insegnamento di sostegno in Sicilia. “Rischiamo grosso”, afferma Claudio Parasporo. “Di fatto, cambiando la normativa, tutto va in mano all’Inps, ente che sappiamo essere molto restrittivo”. Ed è da qui che si ha un problema importante non solo per i docenti, quanto per gli alunni.
“Già oggi i docenti di sostegno vengono spesso utilizzati come tappa buchi. Se manca del personale, loro vengono smistati ovunque e già questo non si potrebbe fare, in quanto si nega il diritto allo studio a qualcuno che ne ha di bisogno. A questo importante disservizio – spiega la UIL Scuola Palermo – si aggiunge anche il fatto, che è una certezza, che nel futuro diminuiranno i posti di sostegno ulteriormente”. “Già quest’anno – prosegue ancora il sindacalista – c’è stata un enorme difficoltà ad autorizzare posti in più, ma nel futuro non ci sarà neanche questo”.
Il problema dello “scatto di anzianità” assente per i precari in Sicilia
Oltre che la necessità di stabilizzazione per gli insegnanti di sostegno precari, oggi più di 16mila in Sicilia, c’è anche una seconda ma allo stesso tempo cruciale richiesta del sindacato all’indirizzo del Ministero dell’Istruzione: lo scatto di anzianità.
“Un fattore che, se sei docente precario anche per 10-15 anni o più, non avviene. Questo è impensabile e, assieme alla stabilizzazione del personale, è un processo che va fatto a tutela del mondo scolastico”.
Le risposte del Ministero ai problemi storici del settore
Alle richieste ormai storiche da parte della UIL Scuola Palermo, così come di tutti gli altri sindacati di categoria, quali sono state fino a oggi le risposte da parte delle istituzioni di competenza? “Concorsi, solo quelli quando va bene. Delle occasioni rare e che davvero non ci servono se con questi posti limitati, ma in Sicilia il sostegno di secondo grado nemmeno è stato bandito negli ultimi tempi”, sottolinea l’esponente della UIL Scuola di Palermo, che rilancia: “Questa è una storia che ormai non può più andare avanti per come è strutturata, ci sono classi sovraffollate di precari e alunni, generando caos e dispersione economica. Noi chiediamo di ottimizzare e regolarizzare questo organico, la spesa sarebbe la stessa, se si tengono in considerazione contributi, Naspi e altri pagamenti Inps, non cambia nulla dal punto di vista economico”.
Una situazione che, secondo il sindacato, non può quindi essere gestita con soluzioni “tampone” e non efficaci, ma con politiche mirate a tutela delle due componenti principali dell’intero comparto scolastico: il docente, in questo caso di sostegno, e l’alunno.
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