Siciliani scettici sulla differenziata e per 9 cittadini su 10 costa troppo - QdS

Siciliani scettici sulla differenziata e per 9 cittadini su 10 costa troppo

Rosario Battiato

Siciliani scettici sulla differenziata e per 9 cittadini su 10 costa troppo

giovedì 31 Ottobre 2019 - 00:00
Siciliani scettici sulla differenziata e per 9 cittadini su 10 costa troppo

Istat: in Italia il 90% delle famiglie dichiara di fare la raccolta, percentuale scende al 50% nell’Isola. Soltanto il 22% degli intervistati in Sicilia si è detto molto soddisfatto del servizio

PALERMO – Diminuisce la produzione di rifiuti, tra il 2017 e il 2016, e aumenta, nel corso del 2018, la quota di famiglie italiane che effettua la raccolta differenziata, un dato che ormai riguarda l’87,1% del totale. Numeri che arrivano dal report Istat “Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti e soddisfazione dei cittadini e politiche nelle città | anni 2017-2018” che esalta l’avanzamento nazionale, evidenziando, tuttavia, le solite pecche siciliane.

CRESCITA DELLE FAMIGLIE CHE DIFFERENZIANO
Erano soltanto 4 famiglie su 10 a fare la differenziata nel 1998, adesso, a distanza di venti anni, sono quasi 9 su 10. In contrazione anche la produzione di rifiuti urbani in tutte le ripartizioni, -1,6% rispetto al 2016, mentre risulta in crescita la quota di famiglie servite dal servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta (+4%).

DIFFERENZIATA A DIVERSE VELOCITÀ
L’aumento delle famiglie che differenziano a livello nazionale non può nascondere le profonde differenze che si registrano sia tra grandi e piccoli centri che a livello regionale. “Nei comuni centro di area metropolitana – si legge nel report – e in quelli delle rispettive periferie i rifiuti urbani prodotti ammontano rispettivamente a 555,8 e 447,4 kg per abitante e la raccolta differenziata raggiunge il 40,9 e il 62,2%”, mentre al crescere della popolazione residente si “hanno quote più alte di rifiuti urbani per abitante e percentuali più basse di raccolta differenziata”.

Al di fuori delle aree metropolitane, nei comuni fino a 10mila abitanti, si producono 443,5 kg di rifiuti urbani per abitante, con il 61,6% di differenziata, nei comuni di media dimensione (da 10.001 a 50.000 abitanti) i due indicatori sono pari rispettivamente a 490,1 kg per abitante e 58,8% mentre in quelli di grandi dimensioni (da 50.001 abitanti e più) i rifiuti urbani raggiungono 532,8 kg per abitante mentre la raccolta differenziata si attesta al 51,7%.

LE DIFFERENZE REGIONALI
Non solo grandi e piccoli centri, ma anche regioni che registrano situazioni assai differenti. In particolare, le “regioni con percentuali più basse sia di rifiuti differenziati sia di famiglie che dichiarano di differenziare sono la Sicilia e il Molise”. E in effetti la Sicilia, stando ai dati aggiornati al 2017, ha una differenziata che supera di poco il 20% – gli ultimi dati della Regione, relativi all’anno in corso, la spingono invece oltre il 35% – e poco più del 50% di famiglie che ha dichiarato di fare la raccolta. Si tratta dei due dati più bassi tra le regioni italiane. Nel Sud, inoltre, il 45,9% delle famiglie ha fatto registrare il maggiore scetticismo nei confronti della differenziata, mentre per migliorare la partecipazione l’84,9% chiede come soluzione l’introduzione di detrazioni o agevolazioni fiscali.

SERVIZIO TROPPO CARO
Le Isole registrano una soddisfazione del servizio di porta a porta che raggiunge il 21,9% (“molto soddisfatte”) mentre nel Nord-est questa percentuale si spinge fino al 33,4%. Desta preoccupazione, inoltre, anche la valutazione delle famiglie siciliane in relazione al costo del servizio. Soltanto il 14,4% delle isolane rientra nella quota dei soddisfatti – 28,2% la media nazionale – mentre in Lombardia il dato sfiora il 50% (43,3%).

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