Taormina, alle prese con una crisi senza precedenti - QdS

Taormina, alle prese con una crisi senza precedenti

Massimo Mobilia

Taormina, alle prese con una crisi senza precedenti

mercoledì 22 Aprile 2020 - 00:01

A causa del Coronavirus la Perla del Mediterraneo ha già perso il 50 per cento del fatturato annuo. La parola d’ordine diventa destagionalizzare, per recuperare nei mesi invernali il terreno perso

TAORMINA (ME) – In attesa di conoscere i contenuti della cosiddetta Fase 2, su modi e tempi di riapertura delle attività commerciali e per la mobilità personale, i timori del settore turistico, proiettati ormai all’imminente stagione estiva, si fanno sempre maggiori.

Soprattutto per Taormina, la capitale del turismo siciliano che, tra il silenzio di strade e monumenti, saracinesche abbassate e alberghi chiusi, continua a ragionare su come limitare i danni che hanno ormai superato – come anticipato da queste colonne – il 50% del fatturato annuo. La Perla del Mediterraneo abituata a lavorare, da sempre, soprattutto con gli stranieri che rappresentano ogni anno più dell’80% dei visitatori, guarda infatti con maggiore preoccupazione alla strana prospettiva di un turismo solo di “casa nostra”.

Anche un recente studio del Touring Club Italiano ha considerato Taormina tra le primissime località italiane che soffriranno maggiormente la mancanza di turisti stranieri fino al prossimo anno. Secondo il report, infatti, l’estate 2020 vedrà l’Italia tornare indietro di almeno cinquant’anni, con la mobilità turistica interna a farla da padrone perché l’unica consentita. E se a soffrirne di più, a livello regionale, saranno l’Alto Adige e il Veneto, Taormina – unica metà del Mezzogiorno a registrare altissime percentuali straniere insieme a Sorrento – si discosterà dalla media siciliana (dove di solito rappresentano la metà dei visitatori), per raggiungere in vetta città come Bolzano e Venezia, per le quali si prospettano perdite vicine al 70%, in termini di presenze.

Una situazione drammatica soprattutto per le migliaia di lavoratori di tutto il comprensorio taorminese, che non sanno ancora come affrontare l’emergenza tra bar, negozi, ristoranti, alberghi, agenzie turistiche e stabilimenti balneari, ancora al palo e chissà per quanto tempo.

Il Comune di Taormina segue da vicino l’evolversi della situazione, mentre il sindaco, Mario Bolognari, ha dovuto annunciare che gli eventi di TaorminaArte, a cominciare dal Taobuk e dal Filmfestival, sono stati ufficialmente annullati e rinviati a data da destinarsi. Palazzo dei Giurati è in costante contatto con la Regione siciliana e l’assessore al Turismo, Manlio Messina, per mettere a punto delle linee di intervento condivise che non escludono la possibilità di spostare la kermesse al periodo invernale, compreso tra ottobre e marzo del prossimo anno. Sarebbe una svolta per Taormina, che non era mai riuscita fin ora a risolvere il problema della destagionalizzazione.

Svolta su cui punta l’assessore comunale al Turismo, Andrea Carpita, preoccupato soprattutto per le sorti delle imprese locali, ma deciso nell’invito ad aprire il listino invernale. Per non farsi trovare impreparati, per esempio, si sta lavorando su come rafforzare il marchio “Taormina” e, per farlo, l’obiettivo è quello di dotarsi di un apposito regolamento.

Altro problema su cui si sta concentrando lo sforzo del Comune, raccogliendo anche le istanze della locale Associazione Commercianti, è quello degli affitti aziendali. È chiaro che ad attività chiuse e in un contesto del genere, i negozianti non possono permettersi il pagamento di salatissime mensilità, in attesa anche di capire in che modo accedere al credito d’imposta previsto dal decreto Cura Italia. La proposta dei commercianti è quella di dimezzare gli affitti fino a dicembre, con opzione fino a marzo del 2021, ma bisognerà seguire una contrattazione condivisa tra le parti. E se la presidente della Commissione Ue, Ursula Van Der Leyen, ha di recente invitato i cittadini a non prenotare le vacanze, gli albergatori, attraverso Federalberghi, puntano invece sull’invito a mantenere le prenotazioni, trasformandole in voucher flessibili a tutto il 2020 e valide anche per il 2021, mettendo in moto lo slogan #cambialadata, #changethedate.

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