Roma, 27 apr. (askanews) – Mentre il governo è al lavoro sul cosiddetto decreto Primo Maggio (atteso domani in Cdm) e alla Camera sono iniziate le audizioni sul Documento di finanza pubblica (domani è atteso il ministro Giorgetti) in maggioranza si dibatte sul Patto europeo di stabilità, con linee notevolmente differenti, in particolare tra Lega e Forza Italia.
L’uscita dal Patto di stabilità, secondo Claudio Borghi, senatore ‘falco’ della Lega, “ormai è una teoria abbastanza diffusa, noi lo diciamo da tempo e ora cominciano ad accorgersene in tanti. Il nuovo patto di Stabilità è un po’ migliore del precedente ma è il solito discorso: vuoi due pugni invece che uno? Meglio uno, certo, ma se posso evitare di prendere un pugno in faccia me lo evito…”.
Una linea ben diversa da quella di Forza Italia che con Alessandro Cattaneo, deputato e Responsabile dei dipartimenti, parla di “una provocazione che non ha senso e non è in linea con l’approccio serio e responsabile che il governo ha tenuto in questi anni”. “Credo – precisa il leader Antonio Tajani, vice premier e ministro degli Esteri – che sia possibile e anche giusto intervenire per tener fuori dal Patto di Stabilità le spese legate alle vicende di Hormuz, quindi le spese per l’energia, però deve essere un provvedimento a tempo” ma “sono assolutamente contrario all’ipotesi di uscire unilateralmente dal Patto di Stabilità: in questi momenti serve più Europa e non meno Europa”.
Su una linea simile Maurizio Lupi (Noi moderati): “La crisi di Hormuz ha ripercussioni globali ed è un problema che l’Europa deve affrontare in maniera unitaria. Per questo è necessario arrivare a una riforma del Patto di stabilità condivisa con l’Europa”.
Da Palazzo Chigi non ci sono posizioni ufficiali, anche se a Cipro, la scorsa settimana, la premier Giorgia Meloni non aveva escluso la possibilità di uno “scostamento” di bilancio. “Non lo chiede la Lega soltanto, anche la Meloni ha detto ‘non lo escludo’. Noi speriamo che non ce ne sia bisogno, ma la stella polare è l’interesse dell’Italia: viene prima di ogni altra cosa”, dice il presidente del Senato Ignazio La Russa.

