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”Teroldego Rotaliano”: la mostra torna a Mezzocorona da 22 a 24 maggio

”Teroldego Rotaliano”: la mostra torna a Mezzocorona da 22 a 24 maggio

La 35esima edizione riporta a Palazzo Martini il simbolo della Piana

Milano, 15 mag. (askanews) – Dal 22 al 24 maggio Mezzocorona (Trento) ospita la 35esima edizione della “Mostra del Teroldego Rotaliano”. Per tre giorni Palazzo Martini sarà il centro di degustazioni, incontri con i produttori e iniziative legate al territorio attorno al vino che più di ogni altro identifica la Piana Rotaliana.

La manifestazione, nata nel 1990, si è costruita negli anni un ruolo stabile per chi vuole avvicinarsi al “Teroldego Rotaliano”, primo vino del Trentino a ottenere la Doc nel 1971. Non è pensata come una semplice vetrina: a Mezzocorona si incontrano grandi cooperative e piccoli vignaioli indipendenti, con le loro etichette ma anche con il lavoro e le storie che ci stanno dietro.

Questo vino nasce in uno spazio ristretto, circa 450 ettari stretti tra l’Adige e il Noce. È lì che la varietà trova la sua area storica, in un contesto segnato da suoli alluvionali e da un microclima che il territorio si porta dietro da secoli.

“La Mostra del Teroldego è prima di tutto un momento di relazione, un rito collettivo”, ha spiegato Daniele Postal, presidente della Pro Loco di Mezzocorona, che organizza l’evento insieme con il sostegno del Consorzio Vini del Trentino. “Non nasce come semplice evento espositivo, ma come espressione viva di una comunità che si riconosce nel proprio vino e lo condivide. Chi versa il vino non sta solo facendo degustare un’etichetta, ma sta portando con sé una storia di famiglia, di lavoro in vigna, di stagioni e di identità”.

L’apertura è in programma venerdì 22 maggio con l’inaugurazione ufficiale e con una cena di abbinamento alla Cantina Storica Rotari. Sabato 23 maggio il cartellone si allarga: in mattinata sono previsti laboratori in floricoltura legati al mondo della rosa e del Teroldego rosato, poi nel pomeriggio si torna a Palazzo Martini per degustazioni guidate tra vino e cucina e per un approfondimento dedicato alla grappa trentina. La sera è in programma “Wine&Music a Palazzo”, con oltre 30 etichette in degustazione, finger food, cocktail e musica dal vivo.

Domenica 24 maggio il programma si sposta ancora di più sul rapporto con la Piana. Il “Mercato del Vino” riunirà i produttori della Rotaliana Konigsberg per assaggi e vendita diretta. Accanto ai banchi sono previsti un tour in bicicletta tra vigneti e borghi, visite guidate a Palazzo Martini, un percorso interattivo sulla storia locale e laboratori creativi per i bambini.

“L’edizione 2026 non cambia direzione, ma si amplia”, ha aggiunto Postal. “Da evento centrato sul vino a piattaforma che mette in relazione vino, territorio e persone. Un format più stratificato, dove chi arriva per un’esperienza può fermarsi per scoprirne molte altre, e dove il Teroldego resta sempre il filo conduttore”.

Per il Consorzio Vini del Trentino, che sostiene la manifestazione, il “Teroldego Rotaliano” resta una delle denominazioni più identitarie del vigneto regionale. “Il Teroldego Rotaliano è uno dei simboli più potenti che il Trentino del vino possa offrire al mondo”, ha affermato il presidente Albino Zenatti. “La Mostra di Mezzocorona non è solo una celebrazione locale: è il luogo dove questo vino si racconta nella sua forma più autentica, attraverso il contatto diretto tra produttori e appassionati. Come Consorzio, crediamo profondamente nel valore di questo appuntamento e siamo orgogliosi di sostenerlo”.

Anche il direttore generale del Consorzio, Graziano Molon, ha insistito sul valore della dimensione limitata della Doc. “In un panorama vinicolo sempre più omologato, la rarità e l’irripetibilità del Teroldego sono una risorsa straordinaria”, ha detto. “Una Denominazione di 450 ettari, ancorata a un terroir unico per composizione del suolo, microclima e tradizione colturale secolare, non è un limite: è la sua forza. La Mostra del Teroldego Rotaliano aiuta a comunicare questa unicità con la credibilità che solo il territorio vissuto e condiviso può dare”.