Aree in stato di abbandono, pronto piano del Comune di Trapani - QdS

Aree in stato di abbandono, pronto piano del Comune di Trapani

Vincenza Grimaudo

Aree in stato di abbandono, pronto piano del Comune di Trapani

mercoledì 25 Agosto 2021 - 00:00

Il Consiglio ha approvato il regolamento per la rivitalizzazione e la fruizione sociale dei terreni incolti e dei beni immobili abbandonati coinvolgendo nel proprio progetto anche i cittadini

TRAPANI – Il Comune di Trapani tenta di ridare vita a quelle aree in abbandono coinvolgendo la città e mettendo a regime iniziative che potrebbero creare il necessario humus. Da questi presupposti è stato approvato dal consiglio comunale il regolamento per la valorizzazione e la fruizione sociale dei terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono di proprietà o in disponibilità del Comune di Trapani.

Un testo che è stato varato in stretta collaborazione tra il Comune e la task force del progetto “Sibater-Supporto istituzionale alla banca delle Terre” finanziato dal Programma complementare al Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, cofinanziato dai fondi strutturali e di investimento europei e gestito da Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani, con il supporto tecnico della sua Fondazione Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale).

Con l’approvazione del regolamento, già presentato come buona prassi nazionale nell’ambito di un webinar di Ifel, il Comune di Trapani dispone di una completa disciplina delle procedure di valorizzazione e di fruizione sociale dei terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono di proprietà o in disponibilità del Comune di Trapani, compresi i beni di terzi. In pratica si metteranno a disposizione, mediante procedure di evidenza pubblica, appezzamenti di terreno in ambito urbano per la coltivazione di ortaggi, fiori o piccoli arbusti fruttiferi.

In tal senso il Comune di Trapani promuoverà, come da programma di governo, la realizzazione di “Orti per famiglie”, “Orti per cittadini” in condizioni di disagio sociale, “Orti per le scuole” e ancora “Orti per enti del terzo settore”. Parliamo in tutti i casi di aree coltivabili ma che allo stato attuale fanno parte di un patrimonio al momento inutilizzato che adesso potrà essere messo “in circolo” a supporto dello sviluppo economico e della coesione sociale del territorio.

Ecco perché si vuole mettere in pratica la disciplina degli orti urbani, che è parte integrante del regolamento, che promuove le finalità sociali ed educative della pratica agricola e l’impiego del tempo libero in attività che favoriscano l’aggregazione sociale e la valorizzazione dell’ambiente urbano, creando momenti di incontro e di vita sociale, che sostengano le potenzialità di iniziativa e di autorganizzazione dei cittadini e la solidarietà intergenerazionale.

Nella città trapanese si pensa anche ai più piccoli e per questo, di pari passi gli orti urbani, si sta dando vita a progetti per l’accesso gratuito ad attività ed iniziative ludico-ricreative attraverso il potenziamento dei centri estivi, dei servizi socio educativi e dei centri con funzione educativa, ricreativa e sportiva destinati a minori a partire già dai prossimi giorni e fino al 31 dicembre.

Ad essere chiamati a raccolta i soggetti pubblici e privati, ossia: gestori di servizi educativi per l’infanzia; scuole per l’infanzia paritaria; scuole paritarie di ogni ordine e grado; enti del terzo settore; cooperative sociali; enti ecclesiastici e di culto dotati di personalità giuridica; altri soggetti che perseguono finalità educative, ricreative, sportive e socio culturali a favore di minori attraverso l’organizzazione di attività estive (non persone fisiche).

“L’amministrazione coglie al volo questa opportunità e chiede la collaborazione di tutti gli enti per potenziare le attività dei grest estivi e non solo – dichiarano il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore Giovanni Abbruscato. Auspichiamo che le attività progettuali vadano anche oltre il periodo estivo, ed al fine di prolungare i progetti fino a dicembre abbiamo coinvolto appositamente la presidente della Consulta comunale delle Associazioni, la garante dei disabili e la garante dell’infanzia”.

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